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Enogastronomia

L’olio novo di Colle di Bordocheo a Trattoria Moderna

sabato, 24 novembre 2018, 16:55

“Quest’anno abbiamo voluto interrompere la tradizione di avere nella nostra azienda agricola e agrituristica Colle di Bordocheo amici e giornalisti per presentare il nostro olio novo – ha detto Barbara Chelini alla guida dell’Azienda - . Volevamo proporlo in abbinamento a piatti semplici, ma di grande qualità. Ci siamo così spostati alla Trattoria Moderna di Firenze dove trionfa la cucina di Riccardo Serni caratterizzata da ingredienti importanti e dove l’olio la fa da padrone.”

Nel dehors sul Lungarno è stata proposta una bruschetta insieme a champagne A. Bergère e a tavola una passatina di ceci al rosmarino con gamberi rossi del Tirreno al vapore, a seguire penne Benedetto Cavalieri con salsa ai tre pomodori e Parmigiano Reggiano 30 mesi mantecate al tavolo, filetto di branzino all’amo in crosta di sale, spinaci e purè di patate bruciate, accompagnati dal Bianco dell’Oca 2017 Colle di Bordocheo, un blend di Chardonnay, Sauvignon e Vermentino che nasce con macerazione a freddo e si affina per alcuni mesi in legno, in genere tonneau.

La vendemmia 2017 di questo vino ha ricevuto il Premio Qualità Prezzo all’interno dell’ormai celebre guida Berebene 2019 del Gambero Rosso, premio che aveva già conquistato anche nel 2015. Per concludere, pane, cioccolata, sale e olio in abbinamento al Quinto, un vino da meditazione chiamato anche il “Sauternes di Lucca”. Questa la cronaca della degustazione. Ma veniamo al nostro “oro verde”. Così viene chiamato l’olio extravergine d’oliva in Toscana. Il raccolto di quest’anno ha dato un prodotto di alta qualità. Ogni area di questa regione ha dei tratti che la differenziano e la rendono unica, proprio come l’olio che da lì proviene.  Ecco perché l’olio EVO toscano, connotato da un suo preciso carattere, può presentare lievi differenti accenti di gusto.

“Il nostro olio – continua Barbara Chelini - è il frutto di circa 1650 piante delle classiche varietà toscane, frantoio, moraiolo, leccino e pendolino, curate con tutte le attenzioni dell’olivicoltura biologica: niente trattamenti sistemici, potatura ad anni alterni, campo inerbito, raccolta che parte a ottobre per cogliere fin da subito le caratteristiche migliori del frutto, olive spremute a freddo ogni sera in un frantoio della zona”. Nasce così questo olio gustoso ma non aggressivo. È limpido, dal gusto fruttato, intenso e piccante ma non troppo pungente al palato, con una lievissima nota amara e classici sentori di carciofo e foglia di pomodoro. Un olio ricco di polifenoli e di sapore, insomma, ma senza eccessive grassezze e vischiosità, come si conviene al tipico olio delle colline lucchesi, adatto all’abbinamento con pesci, insalate, legumi.

 


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