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Enogastronomia

Il pesce a pranzo al Bistrò, un altro evo

mercoledì, 21 agosto 2019, 16:45

Era la prima volta che mangiavamo al Bistrò di Corte Campana all'ora di pranzo. Avevamo a disposizione soltanto un'ora pur non essendo bancari, ma, allo stesso tempo, non volevamo aprire la bocca come tanti polli di allevamento, ma gustarci il tempo a tavola senza stress né preoccupazioni su cosa mandare giù. A dire la verità e salvo quando ci rechiamo in Versilia, ovvero abbastanza di frequente, il pesce a pranzo, in un ristorante a Lucca non è facile trovarlo, soprattutto se si amano la varietà e la qualità superiore. In più anche l'atmosfera. 

Così, senza fare torto a nessuno, abbiamo voluto tentare al solito Bistrò di Mario Bini e Beata Kowalska. Ai fornelli Michele Marchi, lo stesso che, l'ultima volta, a cena, ci aveva sorpreso e stupito con una tagliata di tonno rosso da urlo, quantità compresa. Sì perché, al di là della nouvelle cuisine e di tutti i pottini di queste latitudini, a noi piace mangiare e la quantità non deve per forza di cose andare a discapito della qualità. 

Così ci siamo seduti in dolce compagnia e abbiamo preso uno dei primi piatti previsti dal menu: spaghetti alla carbonara di mare. Prima, però, ci siamo voluti togliere lo sfizio di assaggiare tre ostriche Fine de Claire a testa. 

Inutile aggiungere che la sensazione che abbiamo avuto, decisamente piacevole, seduti all'interno della sala dove, però, faceva un po' caldo, è stata quella di trovarsi in un ambiente ovattato, distante dal caos e dai rumori cittadini, rilassante, dove anche un'ora sola a disposizione per soddisfare i nostri istinti fagici può essere più che sufficiente per gustare un momento di convivialità.

Ne sanno qualcosa, appunto, i bancari, spesso costretti a fare le corse per mangiare. Eppure al Bistrò, sala piccola con colori che vanno dal celeste al grigio tenue al beige, si sta bene, con Jessica Rocchiccioli che ci allieta seguendo i nostri desiderata e cercando di interpretare e anticipare le nostre richieste.

La carbonara arriva e la porzione è decisamente ok: né troppo grande né troppo piccola. Il giusto. Deliziosa la salsa in cui sono immersi spaghetti e frutti di mare, al punto che, alla fine, il cucchiaio per degustarla è un vezzo che ci togliamo volentieri a dispetto della forma. Michele Marchi, lo chef, ci spiega che le uova per questo piatto sono state cotte per due ore in forno a vapore a 65° e tutto per impedire all'uovo di coagularsi e diventare... stracciatella. Così facendo, infatti, la salsa con cui si condiscono gli spaghetti è cremosa e piacevolissima.

Il tempo scorre in fretta, accompagnato da un calice di bianco fermo Gewurztraminer e chiuso con un orzo. Gradevole l'accoglienza di Michele e Jessica, i commensali riescono a parlare tra loro in santa pace, gustano e si vede, il cibo, il pesce è sicuramente di una qualità eccelsa. Il prezzo è abbordabile e questo rispecchia la volontà di Mario Bini e Beata di dare al cliente un prodotto di qualità elevata e, allo stesso tempo, evitare che mangiare pesce a pranzo si possa trasformare in una sorta di bagno di sangue. 

Alla fine soddisfatti ce ne andiamo ripromettendoci di tornare. 


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