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Enogastronomia

Piero Pacini, gelatiere d'altri tempi

lunedì, 30 settembre 2019, 21:11

Noi che di concorsi, quando eravamo nella redazione lucchese di un quotidiano cartaceo, ne abbiamo visti in quantità per aumentare le copie vendute del giornale, raramente crediamo che il vincitore o chi si classifica in quello o in quell'altro posto, siano davvero i migliori nella loro specialità. Non tutti, infatti, amano apparire e, spesso, nemmeno hanno o avevano, all'epoca, la voglia di andare presso il centro distribuzione della stampa ad acquistare a prezzo di carta straccia o quasi i quotidiani del giorno prima che contenevano i tagliandi da ritagliare e riempire oltreché, poi, da consegnare. 

Indubbiamente, però, nel caso del concorso appena terminato e relativo al presunto miglior gelatiere - e non gelataio - della Lucchesia, abbiamo potuto misurare personalmente, per essercisi più volte trovati, il numero di tagliandi che i clienti, effettivamente, portavano al negozio di via Roma dove lavora e. per tutta l'estate, la primavera e anche l'autunno vive, Piero Pacini. Accompagnato, è bene dirlo perché si tratta di una presenza importante, dalla moglie Caroline.

Piero Pacini, quindi, miglior gelatiere in assoluto per distanza essendo finito, il secondo classificato, ad alcune migliaia di tagliandi di distanza. 

Fatta questa premessa, ci sentiamo in dovere di ammettere che il gelato di Piero ci piace, ma saremmo dei bugiardi se dicessimo che è il miglior gelato di tutta la Lucchesia, soprattutto, perché siamo ignoranti in materia anche se, sinceramente, a noi piace parecchio. Quello che, però, ci preme sottolineare di Piero Pacini non è tanto la bontà del suo gelato che gli ha reso onori e meriti ovunque, Germania compresa, bensì la serietà dell'uomo, la sua onestà intellettuale e non solo, la sua operosità e voglia di lavorare queste sì, consentitecelo, patrimonio di una identità storica e collettiva che si sposa con Lucca e che l'assessorato alla continuità della memoria della Ilaria Vietina dovrebbe ricordare e promuovere con apposite manifestazioni. 

Sì perché essere lucchesi vuol dire, in particolare, avere connaturati quei principi di laboriosità e assenza di ostentazione che contribuiscono a rendere durature certe fortune altrimenti inspiegabili altrove. Oggi che va di moda il reddito di cittadinanza o anche quello di chi non ha voglia di fare una sega a giornate sane, c'è ancora qualcuno, come Piero Pacini, che l'abbronzatura, se la mostra, è per pochi giorni e nel periodo invernale, perché durante i mesi estivi è bianco come un cencio a spaccarsi il fondoschiena dietro il bancone della sua gelateria.

Che sia un ambizioso e uno che tiene ad esserci questo è poco ma sicuro, ma Piero, almeno, se lo merita per tutto quello che ha fatto nella sua carriera e per quello che sta facendo. E', però, anche uno che ragiona con la propria testa, che non ama sgomitare, che ascolta, che non è disposto a cedere la propria autonomia di pensiero.

E', Piero Pacini, soprattutto, una persona che ha una sola parola e che le parole, sa, hanno un peso non indifferente e indipendente dal loro significato nel senso che ognuna vale per quello che è. Tutto qua. Miglior gelatiere o no, per noi è un amico. E questo ci basta.

 

 

 

 

 

 

 


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