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Enogastronomia

Se ne è andato in punta di piedi Giuseppe Cipolla, uomo d'altri evi

domenica, 1 dicembre 2019, 21:04

di aldo grandi

Ci voleva bene, questo è certo. E noi gliene volevamo altrettanto. Ci eravamo conosciuti tanti anni fa, probabilmente agli inizi degli anni Novanta, ma la nostra amicizia, fatta di qualche silenzio e poche parole (suoi), molto entusiasmo e frenesia (nostre), era maturata nel corso degli anni, a mano a mano che non perdevamo l'occasione, passando per il ristorante di via Pescheria, di varcarne la soglia e fermarci a stringergli la mano e a passargli, noi sempre così italianamente appiccicosi, una mano sulle spalle. Era, Giuseppe Cipolla, ristoratore e proprietario dell'Antica Locanda dell'Angelo le cui tracce si perdono intorno agli inizi del 1400, un uomo di altri evi, siciliano di Palermo, che da Palermo era saltato in continente in cerca di fortuna insieme alla moglie, insperabile, Antonina Foto la quale, dopo aver lavorato, in gioventù, in una maglieria, si era dedicata alla cucina e, a dirla tutta, con progressivo profitto. Cipolla era una persona gentile, tutt'altro che invadente, rispettosa e cortese, ironico e sempre pronto alla battuta mai volgare né oltre il buongusto. Non era un grande parlatore quanto, piuttosto, un meditativo, consuetudine che si era andata accentuando negli anni. Con sua moglie avevano festeggiato una decina di anni fa o giù di lì le nozze d'oro sia affettivamente sia professionalmente essendo stati, sostanzialmente, sempre insieme a partire dal 1961 anno in cui avevano contratto matrimonio.

Sia Cipolla sia la signora Antonina avevano il dono dell'umiltà, della cortesia, del rispetto pressoché congeniti. Abituati a stare a contatto con il pubblico, ne sapevano cogliere umori e amori, cercando di assecondare i primi e di soddisfare i secondi, enogastronomicamente parlando. I coniugi Cipolla erano non due metà di un unico frutto, ma un frutto indiviso che, adesso e a causa della morte di Giuseppe, si è improvvisamente spezzato in due. Complementari e perfettamente assortiti, avevano condotto,a partire dal 1984, uno dei locali più prestigiosi e rinomati del centro storico cittadino. Con loro, i figli Vito e Sabrina, inizialmente entrambi nella locanda, successivamente con il solo Vito a portare avanti l'eredità di famiglia con la mamma sempre in prima linea fino a poco tempo fa, dietro ai fornelli e con papà Giuseppe seduto nella sala ad accogliere i commensali.

Noi avevamo stretto con Giuseppe un rapporto di simpatia reciproca, condito, da parte nostra e, immaginiamo, anche sua, di un particolare affetto. Era un uomo che ci faceva tenerezza, che suscitava una sorta di affinità immediata, senza griglie, puro, onesto, di quelli come c'erano in altri tempi o, meglio ancora, in altri evi essendo, ormai, figure così remote e rare da far fatica a trovarne.

Ultimamente lo vedevamo sempre meno. Eravamo riusciti e ce ne vantavamo giustamente, a far sbarcare a Uno Mattina in Tv, grazie ad un nostro articolo sulla Gazzetta, tutta la famiglia Cipolla e in particolare Giuseppe e Antonina in televisione, un riconoscimento meritato e apprezzato. Ogni volta che ci vedeva, Giuseppe, ci salutava con affetto, ci faceva capire, anche senza parole e solo con gli occhi, che faceva caso alla nostra visita e alla nostra presenza. Si pensa sempre, in questa vita, che ci sarà tempo per fare tutto quello che vorremmo fare, ma che, inevitabilmente, rimandiamo. Poi, quando meno ce lo aspettiamo, ci accorgiamo che è, invece, troppo tardi. E' stato così anche per Giuseppe Cipolla, che se ne è andato in punta di piedi così come in punta di piedi, senza esagerazioni e con modestia, aveva sempre vissuto. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio, lunedì 2 dicembre, alle 15 nella chiesa di Tassignano.

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto: nel 2012, la famiglia Cipolla all'Antica Locanda dell'Angelo


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