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Enogastronomia

Harry's Bar a Firenze, una realtà oltre al mito

giovedì, 16 gennaio 2020, 23:34

di aldo grandi

Dal 1953 a Firenze c'è l'Harrys Bar, gemello del più famoso che si trova a Venezia fondato da Giuseppe Cipriani. Adesso si trova sul Lungarno Amerigo Vespucci, un tiro di schioppo dal cuore della città e dalle strade dello shopping esasperato e più famoso. In questa nostra visita fiorentina, la scelta di fermarsi a cena da queste parti deriva dal consiglio dell'amico di sempre Gianni Mercatali, uno che Firenze la conosce come le sue tasche e che all'Harry's Bar e non solo, è di casa. 

L'ambiente è sicuramente vintage, gli arredi sono, sostanzialmente, gli stessi di quando fu aperto anche se l'ampliamento della superficie con l'apertura del primo piano ha richiesto l'acquisto e la fornitura di numerose sedie in tutto e per tutto simili a quelle originali.

Bellissimo, appena varcata la soglia d'ingresso, il bancone del bar. Ed è lì che immortaliamo i protagonisti di questa serata enogastronomica che, alla fine, ci lascerà non solo soddisfatti, ma anche qualcosa di più.

Ci accoglie Roberto Monsellato, gentile, decisamente in gamba. I camerieri ci fanno accomodare e la sensazione di sentirsi a casa è praticamente immediata. Non c'è caos, non ci sono persone che si esprimono a voce alta, non si legge né si maneggiano i cellulari. Gianni ci aveva accennato alla bontà del burro alle acciughe che, immancabilmente, ci viene servito poco dopo l'inizio di questa avventura. Spalmato sul pane o sulla focaccia calda, è insuperabile.

Si comincia subito con un cocktail, famosissimo e vero e proprio must del locale: il Bellini, un terzo di polpa di pesca e due terzi di Prosecco. E attenzione, perché anche se l'inverno le pesche non ci sono, in estate la cucina fa una robusta provvista di frutta che viene frullata e messa in congelatore proprio per poter degustare anche fuori stagione il Bellini. Ottimo, nemmeno troppo alcolico, va giù che è u piacere, figuriamoci con temperature estive esterne di 30° o giù di lì.

Ordiniamo senza indugio e fidandoci dei consigli di Roberto il quale ci illumina d'immenso annunciandoci che in giornata sono arrivate le telline e che uno spaghettino sarebbe il top. Accettiamo con entusiasmo, ma prima vogliamo a tutti i costi il classico cocktail di gamberi in salsa Harry's. Inoltre non vogliamo farci sfuggire per nessun motivo il piatto più straordinario che, qui, si possa mangiare o, almeno, così ci ha suggerito il Mercatali. Si tratta dei taglierini gratinati parmigiano reggiano, prosciutto cotto, crema di latte, pouillac. Vino? Va bene un bollicine Franciacorta.

Nell'attesa facciamo un salto alla toilette. Non sappiamo voi, ma una delle cose che più guardiamo con attenzione in un ristorante è proprio il bagno. Può sembrare assurdo, ma non è così. E, infatti, la fragranza che si respira nella stanza è Acqua dell'Elba. 

Il servizio al tavolo è perfetto, personale gentile, simpatico, cordiale, per niente ingessato e che sa metterti a tuo agio. Arrivano i cocktail di gamberi e sono meravigliosi. Delicatissimi e freschissimi i gamberi sgusciati adagiati su un letto di insalatina, fantastica la salsa Harry's. Peccato che se ne vanno in un baleno ed evidentemente la nostra smorfia di disappunto apparsa improvvisamente sul viso deve aver mosso a pietà Roberto Monsellato che ci domanda, sapendo già la risposta, se vogliamo un altro assaggio. Perché uno soltanto? Facciamo due visto che siamo in coppia e, così dicendo, raddoppiamo.

Non sembra, ma anche se solo gamberi e divorati senza pane, riempiono, per cui quando è il turno degli spaghetti alle telline, una porzione generosa, ci domandiamo se non abbiamo esagerato con le ordinazioni, ma non importa. Questa sera facciamo full up, la dieta la rimandiamo ai prossimi giorni.

Il profumo di questo primo piatto è incredibile e farebbe invidia anche al miglior spaghetto cucinato fronte mare nei bagni della Versilia. Che roba... Finiamo che siamo al punto in cui si potrebbe e dovrebbe dire stop, esattamente come il Big Ben televisivo di Enzo Tortora. E ora come si fa? Mancano i taglierini gratinati serviti in una terrina di ceramica. Quando arrivano, viene da stropicciarsi gli occhi e le papille gustative sono già da un pezzo in movimento.

Roberto ne prende una parte sollevandola, con il formaggio fuso che cola ai lati, con una posata ad hoc che, poi, appoggia sul piatto facendo scivolare la pasta direttamente sulla superficie bianca. Fumano ancora. Il formaggio parmigiano e la crema di latte si sciolgono e scivolano in bocca nemmeno avessero trovato uno scivolo apposta. Il prosciutto cotto li segue senza lamentarsi. Spariscono senza nemmeno avere avuto il tempo di respirare e via con una seconda e una terza e una quarta porzione. 

Peccato. Avremmo voluto mangiarceli all'inizio, quando l'utilità marginale del bene aveva un valore e un significato molto, ma molto superiore. Non a caso essa è definita la quantità di soddisfazione che fornisce ogni singola dose di un bene consumato ed è ovvio che più si mangia meno grande è la soddisfazione che deriva dall'ingurgitarne dosi successive.

Il direttore Monsellato ci gira intorno e ci propone, con un sorriso ironico, un raddoppio anche per i taglierini, ma appare evidente che non saremmo in grado nemmeno di formulare la richiesta. Per concludere degnamente la serata un sorbetto alla mela verde che aiuta nella digestione ed è gustoso al palato. Noi, al contrario, optiamo per la solita, consueta, tradizionale, immancabile bustina di diger-selz, un prezioso alleato in queste circostanze.

Che dire, quindi, al termine di questo appuntamento gastronomico a due passi dalle rive dell'Arno? Da ripetere senza ombra di dubbio. Per chi vuole stare sicuro per il parcheggio, consigliamo di recarsi al Garage Europa in Borgo Ognissanti, proprio alle spalle del ristorante e a poche centinaia di metri da via Tornabuoni. Se non sapete come arrivarci, semplice: navigatore satellitare o google-map e via senza problemi. Costerà poco più di dieci euro fino a tarda sera, ma vuoi mettere la tranquillità e la differenza con il parcheggio interrato alla stazione S. Maria Novella?

Salutiamo Roberto e lo staff del ristorante. Location strepitosa, servizio e cibo all'altezza della tradizione, ambiente un po' rétro, ma caldo quanto basta. E a noi basta e avanza.

 

 

 


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