Anno 7°

giovedì, 6 agosto 2020 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

Enogastronomia

Che bisteccone all'Oste di Lucca

domenica, 19 luglio 2020, 22:06

di aldo grandi

Glielo abbiamo promesso ad Antonio Di Cecio, titolare dell'Oste di Lucca in via Cenami e del negozio appena inaugurato Le specialità dell'oste di Lucca nella stessa strada. Di scusarci, perché in trent'anni che viviamo a Lucca mai avevamo scelto di sedersi al tavolo del ristorante e degustare la sua cucina. Forse, molti anni fa, prima dell'avvento del nuovo millennio, ci eravamo capitati un paio di volte, ma era un'altra gestione. In fondo, lo avevamo sempre considerato, passandoci davanti molte volte nel nostro quotidiano struscio professionale, un ristorante adatto più ai turisti che ai lucchesi, con tavoli all'aperto, molti colori, altrettanti visitatori seduti, ma poca gente conosciuta. 

L'invito di Piero Pacini, l'amico gelatiere e nostro... inviato nel cuore del centro storico, ci ha suggerito di provarlo e, così, dopo averci preso contatto, abbiamo deciso di cimentarci in questa specialità che, a detta di Antonio Di Cecio, è, davvero, almeno a queste latitudini, pressoché unica. 

Così, sempre accompagnati da Cip, al secolo Ciprian Gheorghita fotografo munito di videocamera e drone all'occorrenza, l'altra sera abbiamo piazzato il nostro pesante fondoschiena su una delle sedie poste di fronte all'ingresso del locale. Viviamo, sostanzialmente, mangiando fuori casa un giorno sì e l'altro pure, dividendoci tra Versilia e Lucca, con varie puntate nella Piana e in Garfagnana. A volte il nostro sistema gastrointestinale avrebbe bisogno di una pausa e di riprendere il fiato, vista anche l'età, ma questa sera, diciamola tutta, non è il caso di andare troppo per il sottile, anche perché Di Cecio non ama chi guarda e non mangia.

Noi proviamo a spiegargli che siamo ingrassati come maialini da latte, niente da fare. Arriva, intanto, con una bottiglia di vino rosso biologico della Tenuta dello Scompiglio di Vorno, Lavandaia, madre, frutto di tre vitigni autoctoni - Canaiolo, Colorino e Sangiovese - che si presta bene a ciò che sta per arrivarci. Nemmeno il tempo, infatti, di prendere fiato che ecco spuntare sul tavolo un fantastico tagliere che solo a guardarlo mette in crisi i nostri succhi gastrici che già immaginano il duro lavoro che dovranno svolgere. Crostini al lardo e tartufo, crostini con fetaini di pollo e con pomodoro a pezzetti, pancetta, prosciutto toscano magro finito tutta polpa, tre tipi di pecorino di cui uno, al peperoncino, che fa impazzire le nostre papille gustative. Tante olive di casa nostra e un letto di insalata e rucola.

Cip non ci vede dalla fame, noi siamo più parchi e andiamo leggeri. Ci rendiamo conto che andando avanti di questo passo - dimenticavamo la focaccina calda - la bistecca tanto reclamata non  riusciremo mai a degustarla, quindi chiediamo pietà e di non assaggiare i primi piatti, ma Di Cecio è inflessibile e ci parla, per convincerci, di semplici assaggi. Accettiamo scarsamente convinti.

E, infatti, poco dopo arriva un trittico da stendere anche un bue se potesse mangiarli: pici fatti in casa cacio e pepe, tordelli lucchesi e ancora pici ai porri, salsiccia e olio di tarufo. Cip indietreggia, noi recuperiamo e lo raggiungiamo, i primi sono quasi tutti nostri.

Siamo pieni o quasi. Facciamo fatica a immaginare come potremo trovare spazio per una bistecca che si annuncia alta quattro dita e del peso di circa 1 chilo e 700 grammi. Accidenti ai primi piatti, comunque buoni i pici un po' sciapi nel ripieno i tordelli.

Ed infine eccola, la protagonista della serata. A nostro avviso è anche più grossa di quel che ci ha detto il Di Cecio. E' una bestia. Bello il fruscio derivante dalla cottura sulla pietra ollare. La guardiamo e ci rendiamo conto che per poter gustare appieno questa chianina proveniente dalla Val d'Elsa, avremmo dovuto limitarci a lei e basta. Figurati, arrivano anche le patate e chi le toccherà...

Bisogna far presto dice Antonio. In che senso? Nel senso che non bisogna lasciarla troppo sulla pietra ollare. La bistecca - bisteccone a dir la verità - è cotta al sangue, ma se resta qualche secondo più del dovuto sulla pietra ardente, si cuoce completamente e diventa cotta alla... texana.

La bistecca viene posta sull'osso sulla griglia in cucina e ci resta per pochi minuti, quindi viene girata per cinque minuti su un lato e quattro sull'altro, cronometro alla mano. A questo punto il cuoco, provvisto di guanti ad hoc, afferra l'osso e provvede al taglio delle fette, perfette e praticamente tutte ugualmente spesse. E' una goduria per gli occhi vedere questo gran pezzo di... bistecca cuocere emanando un profumo da sogno. Altro che vegetariani e vegani o bistecchieri senza osso: diamo alla ciccia quel che è della ciccia ossia la sostanza. Certo, carne rossa tutti i giorni o anche tre volte la settimana forse è troppo, ma lasciateci godere, una volta ogni tanto, una prelibatezza del genere. 

Come previsto, buttiamo giù alcune fette, ma siamo costretti a fermarci anzitempo. Cip va più avanti, ma anche lui, di fronte a un chilo e 700 grammi da mandare giù tolto, ovviamente, l'osso, alza le mani. La carne è tenera come il burro e senza sbavature. La prossima volta, giuriamo, mangiamo questa e basta, troppo buona. Di Cecio capisce, ma non rinuncia e, addirittura, vorrebbe propinarci anche il dolce. Questa volta non passa. Ci opponiamo fermamente. 

"Ci teniamo ad avere solo prodotti toscani - spiega Di Cecio - Dagli affettati ai formaggi, dalla pasta alla carne alle verdure, tutto è prodotti da queste parti. Vengono da tutte le parti a mangiare questa bistecca. Per i Comics e il Summer Festival cuciniamo centinaia di bistecche. Io sono particolarmente attento e voglio vedere la bestia da quando viene macellata in poi. E' troppo importante servire a tavola una carne delicata e saporita. Il lockdown ci ha penalizzato, è indubbio, ma dobbiamo guardare avanti con fiducia e non mollare. Io ho aperto il negozio delle specialità toscane dell'oste di Lucca proprio per dimostrare che bisogna osare".

Lui osa, noi abbiamo, forse, osato troppo. Speriamo bene. La grappetta finale ci aiuterà a digerire.

 

Fotoservizio di Ciprian Gheorghita

Video Che bisteccone all'Oste di Lucca


Questo articolo è stato letto volte.


nicoladeg

Orti di Elisa

tambellini

tuscania

prenota grande  - Dimensioni 400 x 120 px

bonito400

prenota grande  - Dimensioni 400 x 120 px

auditerigi

prenota grande  - Dimensioni 400 x 120 px


Altri articoli in Enogastronomia


prenota medio - Dimensioni 220 x 140 px


mercoledì, 5 agosto 2020, 23:29

Cinque Stelle? No, Cinque Terre

Cinque Stelle? Piuttosto morti. Cinque Terre, questo sì: da Manarola a Monterosso su un vecchio gozzo sorrentino con, alla barra del timone, Stefano Bonansea, un barcaiolo che, se anche sul mare, da sempre va controcorrente...


mercoledì, 5 agosto 2020, 20:16

Effetto Zenzero: le pizze di Stefano Bonamici sbarcano in Versilia

Ventata di aria (possibilmente lievitata) fresca in Versilia, grazie ad un'apertura che porta nell'olimpo della ristorazione un altro principe: Stefano Bonamici, genio della pizza già conosciuto per la sua Tre Spicchi Gambero Rosso a Pisa con Zenzero. Aperto da pochissimo, infatti, è Effetto Zenzero.


prenota medio - Dimensioni 220 x 140 px


martedì, 4 agosto 2020, 20:34

L'amico ritrovato

In realtà Samuele Cosentino non lo avevamo mai perso, solo che, per un paio di mesi, abbiamo girovagato un po' qua e un po' là in cerca di nuove emozioni gastronomiche, ma, come sempre accade, il primo amore non si scorda mai


sabato, 1 agosto 2020, 11:24

"Ti prendo e ti porto al Crai", il Tambellini di Sant'Alessio resta al fianco dei cittadini

Non si fermano le attività della Crai-Tambellini di Sant'Alessio per arrivare laddove i clienti non riescono ad arrivare. Dopo l'efficace servizio di consegne a domicilio, già attivo ma potenziato ulteriormente durante il lockdown, l'ultima novità è il servizio navetta che ti prende e ti porta a fare la spesa


martedì, 28 luglio 2020, 00:11

Mentre l'Italia muore lentamente, in Costa Azzurra la gente vive e non ha paura

Ci vogliono inculcare che a causa del Covid-19 è meglio stare in casa e rinunciare a vivere: peccato che, appena varcate le frontiere, ci si accorge che gli unici imbecilli siamo proprio noi. Tornare dalla Francia un'odissea autostradale per decine di migliaia di turisti, bel biglietto da visita


lunedì, 27 luglio 2020, 12:48

Un risotto...Particolare

Un piatto che sta già riscuotendo un grande successo e che, quest'estate, si promette di allietare i palati sia raffinati che meno attenti, sia italici che stranieri viene direttamente dal Ristorante Syrah della Tenuta del Buonamico a Montecarlo.