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Enogastronomia

Contro il (Corona)virus e la paura i tordelli di nonna Delia

giovedì, 11 febbraio 2021, 23:35

di aldo grandi

Niente abbracci tantomeno baci e, addirittura, strette di mano. Niente sorrisi perché coperti dalle mascherine anticamera del burqa, niente ristoranti a cena e, spesso, anche a pranzo, niente aperitivi, abbasso la convivialità, la socialità e viva la depressione che avanza. Maladetti!

Ma per quanto possano fare per impedirci di essere quel che siamo sempre stati, mai riusciranno a toglierci la voglia di vivere e di ritrovarci, di assaporare quelle emozioni e quella necessità di affetti e di relazioni umane che, sole, aiutano ad affrontare le miserie e le difficoltà oltre agli imbecilli e agli imprevisti della vita quotidiana. 

L'invito è di quelli a cui non si può - e non si vuole - dire di no. Manuela Giuliani, psicoterapeuta e docente universitaria, direttore responsabile del Centro Das di S. Anna, una delle eccellenze del territorio in materia di salute mentale, più volte collaboratrice della nostra Gazzetta, organizza un pranzo dove la mamma, Delia Sichi 84 anni il 27 marzo, da Bagni di Lucca, preparerà i suoi mitici tordelli lucchesi fatti in casa. 

Accettiamo, quindi, senza esitazioni e porteremo con noi una bottiglia del mitico vino tutto di donne fatto, il Cenerentola di Donatella Cinelli Colombini di Montalcino e Colle di Trequanda. Il vino Cenerentola appartiene alla denominazione Orcia nata il 14 febbraio 2000 (giorno di San Valentino) fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano.

A tavola siamo in cinque, un full di persone che hanno scelto di vivere in mezzo a una pandemia nella quale troppi, fino ad oggi e chissà per quanto, hanno preferito lasciarsi andare. Ne sa qualcosa la dottoressa Manuela Giuliani, che evita di parlarne per non intossicarci più di quel che già siamo. La realtà è che ci sono decine e decine di pazienti, tra le donne, le mamme soprattutto, i giovani che stanno vivendo questa forzata e inutile reclusione con delle ripercussioni devastanti a livello psicologico.

Siamo nella sala della casa, bella e spaziosa, della famiglia Giuliani-Sichi sulla via per Camaiore o giù di lì. Con noi, seduti, oltre alla Manuela e alla mamma Delia - come non ripensare alla soubrette regina dello spettacolo italiano Delia Scala? - i nipoti di quest'ultima e figli della prima, Stefano e Beatrice Gentilini. 

Confessiamo di essere qui non solo per amicizia, ma, in particolare, per questi tordelli che, a dire di Manuela, sono semplicemente favolosi. Ci crediamo e quando vediamo arrivare la zuppiera stracolma di pasta e ragù, le nostre papille gustative esplodono come la nostra rabbia quando abbiamo a che fare con i dementi che vorrebbero insegnarci a scrivere a senso unico che, guarda caso, è sempre lo stesso senso verniciato di rosso o, meglio ancora e di questi tempi, di fucsia che, ormai, il rosso a sinistra nemmeno sanno più dove sta.

Tre piatti, non uno di più - per rispetto e perché sarebbe, realmente, troppo - non uno di meno. I tordelli si sciolgono in bocca, il ripieno è una goduria pazzesca, il sugo è capace di restituirci fiducia nella vita, ma solo in quella che per i dementi e gli imbecilli di cui sopra è partita persa.

Delia Sichi viene da Bagni di Lucca e quando cucina, chiede alla figlia che, spesso, lavora da quelle parti nelle strutture pubbliche, di portarle carne, uova, pollame e altre leccornie. La famiglia Giuliani-Sichi ama mantenere le tradizioni e pur vivendo a Lucca, conserva nella Media Valle un pezzo di cuore grosso così.

Sapete come si preparano i tordelli di mamma Delia? Bene, noi ci proviamo ad indovinare e memori della nostra ex suocera di un tempo, la seconda, proviamo a indovinare: ragù di carne di manzo e di suino in proporzione di due terzi la prima. Giusto. Così c'è più sapore e noi che, invece, pensavamo che il ragù andava fatto di sola carne bovina. Bestie siamo! 

Quanto alla pasta nonna Delia ci spiega che servono uova che fa venire appositamente da Bagni di Lucca, galline ruspanti e raspanti, altro che supermercati. Poi si spiana la pasta e, con l'aiuto di Stefano, ecco che si preparano i tordelli da riempire con la carne. Ma la sorpresa che manda in visibilio i commensali quando assaggiano i tordelli è che nell'impasto viene utilizzato un po' di latte. E questa nemmeno la ex suocera ce l'aveva raccontata nonostante anche i suoi tordelli fossero straordinariamente appetitosi.

Siamo, dopo tre piatti, ancora abbondantemente capienti. Al punto che non rinunciamo al secondo, il coniglio in umido con le olive entrambi, coniglio ed olive, anch'essi made in Bagni di Lucca. Il nostro caro e vecchio amico del tempo che fu, Marco Nicoli, corrispondente da sempre per la Nazione, ci aveva tante volte parlato della cucina di Bagni di Lucca, ma a noi, quelle zone, sembravano piuttosto depresse. Accidenti che errore. Quasi quasi ci facciamo una capatina uno di questi giorni...

Il coniglio è peggio di uno smottamento post diluvio universale: si sbriciola in bocca pur mantenendo una tonicità che denota una freschezza e una cottura pressoché perfette. Le olive hanno quel gusto leggermente amarognolo e affogano da dio senza aiuto nel sugo che non puoi non 'scarpettare'.

E anche se non siamo amanti del vino rosso, ignoranti come pochi, questa Cenerentola è roba da urlo e la Manuela, che si sta prendendo il diploma di sommelier, ne è entusiasta. Purtroppo ne abbiamo portata solo una, ci faremo perdonare alla prossima.

Nonna e mamma Delia è il ritratto di una saggezza che sfida non solo il Covid-19, ma anche un mondo così diverso e lontano, e nemmeno migliore, di quello che ha vissuto. E' un piacere ascoltarla e un dovere fare tesoro della sua esperienza. A fine pranzo ci sediamo in giardino, c'è un tiepido sole che invita all'ottimismo. Il virus, se c'è, deve essere lontano da qui. 

Ci autoinvitiamo, sfacciati come sempre, impuniti come mai, per la prossima volta e promettiamo un Brunello del Casato Prime Donne di Montalcino sempre della Donatella Cinelli Colombini.

A dire la verità, però, è passato un mese e stiamo ancora aspettando...


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