Anno XI

venerdì, 14 maggio 2021 - Recte agere nihil timere

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Enogastronomia

Porco ...

martedì, 23 febbraio 2021, 20:40

di aldo grandi

Noi non sappiamo cosa penseremmo e, soprattutto, come ci esprimeremmo qualora fossimo al posto del porco. Dall'Unione Europea pare abbiano manifestato l'intenzione di togliere i fondi a quelle aziende che si dilettano nel produrre carne rossa, salumi e vino che è come a dire inchiappettatevi sempre di più e ancora una volta quei gran coglioni degli italiani. Non è bastato, infatti, toglier loro la moneta, la sovranità, l'autonomia lasciandogli, sì e no, uno straccio di identità. No, adesso vogliono anche rimuovere l'unica eccellenza che nessuno, in tutto il globo terracqueo e nell'intero sistema solare salvo scoperte dell'ultim'ora, può vantare: l'enogastronomia. Appiccicare delle etichette in cui, come avviene nei pacchetti di sigarette, si dice che il prodotto nuoce gravemente alla salute, è come pretendere di distruggere anche l'ultima traccia di autenticità nostrana. Se, poi, aggiungiamo che, strana coincidenza, proprio l'Islam vieta ai suoi seguaci di consumare salumi e vino, il dado è tratto.

A noi sembra che questo mondo vada alla rovescia. Guardate quello che è accaduto, ad esempio, oggi, a Lucca dove uno spacciatore tunisino sorpreso con eroina - la droga che ha mietuto, sicuramente, più vittime del Covid -e cocaina è stato condannato a due anni e subito messo in libertà con l'invito, prego si accomodi, ad abbandonare il nostro paese - già, ma quale paese se i confini, ormai, non esistono più e, in particolare, nessuno che li faccia rispettare? - al più (sic!) presto. 

Appena l'altro ieri hanno inflitto cinque giorni di sigilli e 400 euro di multa ad un ristoratore, uno dei tanti, che voleva soltanto lavorare per sé e la propria famiglia. All'amico Mohamed El Hawi, il titolare del Tito a Firenze, si è beccato pure un procedimento penale con relativo sequestro del ristorante. E a chi vende la morte ai nostri ragazzi nei boschi di Cerasomma, al confine tra Lucca e Pisa, nemmeno un giorno di galera?

Perdonateci la divagazione, diranno che sono discorsi qualunquisti. E' dagli anni Ottanta, dagli anni del cosiddetto riflusso tanto odiato dalla Sinistra che preferiva, evidentemente, gli anni di piombo oltreché quelli della contestazione a senso unico, che definiscono chiunque non segua la verità verniciata di rosso in maniera spregiativa: ieri qualunquisti, oggi sovranisti sempre e comunque, per loro, fascisti.

Ci mancava anche il Covid, con la sua emergenza infinita, a stroncare qualsiasi velleità di ribellione. Si legge sindemia ed è una parola singolare che abbraccia la pandemia e le conseguenze psicologiche prodotte da essa e dalle sue conseguenze economiche, affettive, psicologiche, sociali. Con la vetusta scusa di un virus particolarmente aggressivo, ma che non fa del male ai bambini, alle donne e a chi ha meno di 70 anni salvo rare eccezioni, stanno reprimendo ogni desiderio, ogni aspirazione, ogni speranza.

Sono, loro, gli assassini del Big Reset, al quale non volevamo credere, noi che alla dietrologia abbiamo sempre preferito la realtà. Ma, adesso, di fronte alla cecità e alla evidente malafede di una classe digerente che non sa assumersi le responsabilità di governo e lascia morire i suoi figli migliori minando la psiche dei più giovani in nome di un diritto alla vita valido erga omnes, ma solo a certe condizioni, non si può credere che sia tutto frutto del caso.

No. E' evidente che ridurre in povertà se non alla disperazione milioni di persone contribuisce in maniera sostanziosa e sostanziale a minarne le certezze, financo le possibilità di sopravvivenza ed è ovvio che, di fronte a tutto ciò, anche i bisogni di cambiamento e di riscatto dei popoli se ne vanno a farsi benedire. Cosicché, alla fine, chi detiene i cordoni della borsa può permettersi di decidere quando è il momento di accendere o spegnere l'interruttore. 

Sentiamo imbecilli che si augurano la scomparsa del denaro contante così non ci saranno più contagi. Dementi. Il denaro contante è, esattamente, per l'uomo comune, la possibilità di battere moneta per uno stato. Se togliete questa chance ad un Paese ed è stata tolta con l'euro, quel Paese non potrà più fare niente se non obbedire ai diktat dei burocrati degli organismi sovranazionali che potranno, a loro piacimento, scegliere quando e come aprire i rubinetti. Questa è l'Unione Europea, un organismo dove non  governano né comandano i singoli stati, ma soltanto la finanza internazionale dei grandi investitori che muovono miliardi di euro a proprio piacimento facendo nascere e morire dall'oggi al domani gli stati senza più dignità e indipendenza. Basta guardare a come viene manovrato lo spread sui mercati.

Se ad un uomo togliere il contante e gli lasciate solamente le carte digitali, bene, basterà un clic o un guasto al sistema elettrico per impedire a quella persona di avere il necessario per vivere. E chi detiene il potere di eseguire quel clic? Potrebbe farlo chiunque, una banca, il datore di lavoro, un governo insoddisfatti delle risposte dei propri dipendenti o sudditi.

Non è sufficiente imporci un linguaggio che di italiano, ormai, ha poco o niente; non basta insinuare nelle scuole e fino dalla più tenera età la bestemmia della teoria Gender davanti alla quale l'omino vestito di bianco si guarda bene dall'aprire bocca se non cercando di fare meno rumore possibile. Tutto ciò che era non è quasi più e tutto ciò che è nemmeno sarà. Nel senso che stiamo assistendo ad un totale ribaltamento di ruoli, di valori, di significati, di contenuti, di esperienze. Anche la Storia non ha più  senso se non può essere sottoposta ai capricci della Nuova Ideologia che vuole modificare anche ciò che è realmente accaduto.

Ci tolgono persino le vecchie favole per rimodellarle a loro piacimento, con sessi invertiti, travestiti, modificati, edulcorati. Niente è più come è sempre sembrato, ma, al contrario, tutto è come non è mai stato. Il passato non ha anima e il presente nemmeno il corpo. 

Noi preferiamo ficcare la testa sotto la sabbia come gli struzzi, ma nel farlo non accettiamo di prendere atto di ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Preoccupati dal contingente dimentichiamo di alzare lo sguardo ed accendere il pensiero. Il Coronavirus è l'occasione dopo la quale niente sarà più come prima e non è una frase di circostanza. La forbice tra coloro che hanno e coloro che non hanno o hanno sempre meno si allargherà a dismisura. Sorgeranno ghetti di miseria vera e propria, periferie allucinanti dove regnerà la legge del più forte. Altro che (dis)integrazione, altro che solidarietà, altro che Erasmus.

Tenetevi forte, il futuro, purtroppo, non avrà un cuore antico.


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