Anno XI

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Enogastronomia

La vita agra

sabato, 11 settembre 2021, 19:54

di aldo grandi

L'ultima volta che avevamo varcato la soglia del più bell'albergo di tutta la costa tirrenica era più di un lustro fa, in occasione di una festa per la nascita o il compleanno della nostra Gazzetta di Viareggio. La struttura, a dire il vero, ci era parsa un po' dimessa e priva di carattere, ma l'ambiente e la location avevano contribuito a farcelo dimenticare. Accadde, poi, quel che sappiamo fino a quando, fortunatamente, poco più di un anno fa il Grand Hotel Principe di Piemonte fondato nel 1922, passò sotto l'egida del gruppo GB Invest della famiglia Nesti.

E in questo breve lasso di tempo, nonostante il Covid, la società decide di investire e di giocare una scommessa tutt'altro che semplice: riportare il Grand Hotel Principe di Piemonte ai fasti di un tempo, quando era appannaggio di intellettuali e ricchi uomini d'affari e teatro delle più importanti produzioni cinematografiche.

E' sufficiente salire la scala che conduce alla hall dell'hotel per rendersi conto di un'altra atmosfera. La reception ne è il principale biglietto da visita e la testimonianza. Servizio e accoglienza sono una delle caratteristiche principali su cui la direzione dell'albergo, coordinata dal general manager Stefano Plotegher, natali trentini, residenza a Firenze, hanno scelto di puntare e non hanno sbagliato. Coccolare il cliente e l'ospite significa aver raggiunto metà dell'opera.

L'ascensore conduce alla terrazza del Principe dove sono stati allestiti un lounge bar e un ristorante a bordo piscina, pieds dans l'eau se fossimo in spiaggia. Plotegher brinda con noi in cima al tetto del Principe dove, idea geniale, è stato predisposto una sorta di piccolo salotto adatto a chi desidera ancora più altezza e riservatezza di chi sta, appena, un metro o poco più da basso. Da qui sembra davvero di volare e poter spiccare il volo. Lo sguardo abbraccia tutta la Versilia da un lato, le Apuane all'opposto. Un microclima, spiega Plotegher, che ha spinto la società a voler investire in questa zona che è unica al mondo. Non a caso è stato acquistato anche l'ex Hotel Excelsior, un quattro stelle ormai dismesso che il gruppo GB Invest vuole rilanciare alla grande arrivando a proporre un polo ricettivo-alberghiero tra i più importanti, esclusivi e lussuosi dell'intera costa toscana. 

Sbuca all'improvviso Tony Micelotta, il responsabile dell'angolo, si fa per dire , bar che cura con una particolare attenzione tanto da essere riuscito a farlo diventare un must dell'estate viareggina e non solo. Micelotta è di Bologna, ma ha vissuto e lavorato a lungo nei migliori locali londinesi ed è arrivato a Viareggio alla corte del Principe ricercato e voluto da Plotegher che lo conosce, lo stima e lo segue da oltre trent'anni quando, insieme, si trovarono a lavorare sulle rive del lago di Garda.

Micelotta è un professionista in tutti i sensi, galante e simpatico, mai invadente, in grado di anticipare i gusti dei suoi ospiti proponendo un aperitivo irrinunciabile con coppa di champagne inclusa. Peraltro, proprio qui al lounge bar vengono proposti fino a 40 tipi di champagne mentre al ristorante sia sul rooftop che a quello stellato del Principino un paio di piani più sotto, si possono degustare le bollicine più famose al mondo.

La serata è piacevolmente mite. Soffia soltanto una lieve brezza che accarezza il viso senza turbare i pensieri. L'aria di settembre è incomparabile e preferibile, almeno per noi, a quella, esageratamente calda, di luglio e agosto. L'estate sta finendo cantavano i Righeira, ma qui, a questa altezza, non sembra proprio.

Il general manager dell'albergo è persona squisita, anche lui proveniente da una vita trascorsa in sella alla ricezione più esclusiva e di altissimo livello. Vive a Firenze con la famiglia, ma in estate, ovviamente , fa tappa permanente a Viareggio. La stagione è andata bene se si pensa che c'era ancora di mezzo la pandemia o quello che, dicono, sembra assomigliarle. Ci sono stati molti italiani e poi altrettanti stranieri, mancano, per ovvie ragioni, ma stanno compensando, gli americani.

Sta facendo sera e, inevitabilmente, scendiamo al ristorante bordo piscina, un incanto. Davvero, qui sembra di essere in un altro evo. Dall'alto e lontani dal chiasso dell'asfalto quotidiano la vita appare così lenta nel suo svolgersi da sembrare immobile così da poter permettere di assaporarla in tutte le sue sfumature. Il tempo, effettivamente, sembra essersi fermato. Coccole: parola magica se si pensa che viviamo in un mondo in cui hanno vietato, più o meno ingiustamente, perfino gli abbracci e i baci oltre alle strette di mano. Mah, torneremo all'uso del voi o, per dirla con Giorgio Almirante, al braccio teso nel saluto romano, sicuramente più igienico e adatto alla attuale bisogna.

Battute a parte, il servizio a tavola è, semplicemente, paradisiaco. Ogni desiderio è pronto per essere esaudito. Scegliamo champagne Ruinart, ma un calice visto che prima abbiamo già abusato. Diamo una veloce scorsa al menu della serata. Piatti tipici della tradizione marinara versiliese rivisitati con gastronomico savoir faire e attenzione a non modificarne troppo le caratteristiche organolettiche originali.

Nessun dubbio anche perché responsabile di sala, Giovanni Spadafora, napoletano di nascita, ma abitante, ormai da anni a Viareggio, approva subito la nostra proposta: gran crudo e via alle danze. Le nostre papille gustative sono già in fibrillazione nemmeno fossero un flipper vintage anni Settanta. A seguire optiamo per linguine al gambero cotto, crudo e bottarga con un tocco di lime. Vorremmo anche dirigerci verso una grigliata mista di pesce, ma preferiamo aspettare poiché non conosciamo ancora le nostre capacità di... accoglienza.

Sia il bar sia il ristorante sono stati rilanciati alla grande dalla nuova gestione proprio per soddisfare il gusto e le esigenze di quei clienti, non solo stranieri, tutt'altro, che amano la buona cucina e il buon bere in compagnia. Se fino a qualche anno fa il Principe di Piemonte era, in particolare, mèta ideale di americani, arabi, russi e tedeschi, oggi ci si vuole rivolgere agli italiani, a quella fetta di appassionati del buon vivere e del buon gusto che sanno apprezzare le cose belle. La struttura è aperta non soltanto agli ospiti dell'hotel, ma anche a chi proviene dall'esterno. Non si accettano prenotazioni al lounge bar anche perché, in passato, prenotazioni e disdette si susseguivano senza alcuna corrispondenza. Così si è deciso di andare oltre e di privilegiare coloro che vengono all'improvviso. Per il ristorante, invece, la prenotazione è permessa.

Anche in questa serata meravigliosamente placida con una leggera tendenza al fresco, i tavoli sono quasi tutti presi. Soprattutto, ed è ovvio, all'aperto. Il mare sullo sfondo, un abbozzo di luna che splende all'orizzonte, fanno sembrare di essere sul ponte di un improbabile transatlantico di una altrettanto improponibile su un oceano immaginario. Sporgendosi si osservano il bar Galliano, la spiaggia geometricamente perfetta, la Passeggiata non più brulicante di turisti.  

Arriva il gran crudo di pesce. Con ostrica al seguito. Toh, guarda chi si rivede. C'è anche il gambero rosso di Mazara, una delizia per il sapore e per noi che, divoratori veraci e voraci, amiamo 'succhiare' anche la testa del crostaceo che sprizza e spruzza sapore a volontà.

Il Ruinart è uno champagne tra i migliori a nostro modesto e ignorante avviso. Scivola via che è una bellezza e il difficile è fermarlo prima che sia troppo tardi. Menomale che ne abbiamo preso soltanto un calice. 

Le linguine sono qualcosa di indefinibilmente godurioso per le nostre pupille oltreché papille visto che si mangia anche con gli occhi. Lo chef le presenta come vedete nell'immagine. Stupende. Giratele e amalgamatele e poi, infilzatele senza pietà.

C'è tempo per gli scatti che la nostra Canon produce in quantità industriale se soltanto volessimo dedicarvi più tempo. Ce ne bastano alcune decine, ma il paesaggio meriterebbe di più. Scendiamo dopo aver salutato e ringraziato il personale di sala. Una volta al piano terra, diamo una occhiata alle sale, decisamente più belle dell'ultima volta che ci eravamo stati. Si vede che è stato investito denaro per renderle ancora più accoglienti. E, come ci ha spiegato Plotegher, nelle prossime settimane si procederà alla ristrutturazione delle camere di albergo così da renderle tutte omogenee con quelle già rinnovate nei mesi passati. L'estate 2022 sarà, Covid e Governo permettendo, un banco di prova importante e di grande spessore turistico.

Prima di salire in auto, immortaliamo l'ingresso dell'albergo. Maestoso. Non avremmo pensato di trovare, questa sera, un ambiente di così alta professionalità e di altrettanta bellezza. Impossibile, se volete stupire o anche, solamente, coccolare, non salire al rooftop del Principe di Piemonte. Non è piaggeria, credete, ma pura e semplice verità. 


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