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Enogastronomia

Il Grande Caldo... in un mondo così freddo c'è bisogno di amici che ti riscaldino

mercoledì, 13 ottobre 2021, 23:48

di aldo grandi

Ebbene sì, in un mondo così freddo, isolato e senza identità, c'è bisogno di eventi e amici che ti riscaldino il cuore e non solo. Prendiamo in prestito dal film di Lawrence Kasdan del 1983, The Big Chill, un cult-movie che ci auguriamo anche il Lucca Film Festival prima o poi vorrà onorare, per raccontare una serata passata al ristorante sulla via di Montecarlo gestito da Chiara Gambacorti ed Elisabetta Gemignani, le Thelma&Louise della gastronomia lucchese e italiana.

Per l'occasione abbiamo invitato Momi, al secolo Mohamed El Hawi, direttamente da Tito a Firenze, il più multato e denunciato ristoratore dei tempi moderni per aver rifiutato di sottostare alle imposizioni di un Governo che ha ammazzato, sistematicamente, la ristorazione italiana. Momi è, ormai, divenuto un personaggio pubblico che passa da una trasmissione televisiva all'altra per difendere il proprio diritto a lavorare e a mandare avanti la propria azienda senza compromessi di sorta. Siamo noi che, consapevolmente, lo abbiamo gettato nelle braccia del circo mediatico che non è riuscito a sbranarlo, anzi, lo ha portato alla ribalta della cronaca per le sue idee, la sua simpatia, la sua genuinità.

Con lui, sempre da Tito e sempre dal capoluogo fiorentino, entrambi tifosi viola come chi scrive, anche Arber Hajdaraj, 23 anni, kossovaro di nascita, ma da quando aveva cinque anni a Firenze. Con Momi fanno una coppia che più fiorentina non si può. I locali di Momi a Firenze sono una sorta di esempio di intregrazione spinta, ma reale, sia per quanto riguarda le origini geografiche sia per quello che concerne la religione. Libertà di culto nel rispetto reciproco.

Da Lucca è seduto con noi al medesimo tavolo una persona speciale, Flavio Torrini, professione assicuratore, 50 anni appena compiuti e un fisico asciutto che uno si domanda come fa con quello che mangia.

Infine Cip, il fotografo che immortala le scene della Gazzetta, un amico di quelli che ce ne fossero.

Così come amiche sono Chiara e Betty, gentili, sorridenti, appassionate, brave, innamorate del proprio lavoro. Come si fa a non farsiu un tampone quando, a chiedertelo, sono due meravigliose creature come loro? In realtà i tamponi sono quattro, perché Torrini si è vaccinato  il Green Pass lo ha, più o meno convinto, permanente.

Non c'è una ragione particolare per questo ritrovarsi a cena se non, appunto, il desiderio di condividere una serata conviviale in un luogo straordinario. Non lesiniamo strette di mano e abbracci. C'è bisogno di emozioni in tempi come questi.

Con noi, sul tavolo, quattro bocce di bollicine, tutti d'accordo, si parte col primo assaggio. Tocca ad un rosé spumante metocdo Charmat Bollamatta di Bibi Graetz che lo coltiva e produce sulle colline di Fiesole proprio sopra Firenze. E' un omaggio dell'amico Gianni Mercatali che una ventina di giorni fa ha presenziato alla vendemmia di un artista che fatto del vino la sua scelta di vita https://www.bibigraetz.com

Dopo dieci minuti, forse 15, la bottiglia è già vuota e noi non abbiamo ancora mandato giù alcunché di solido. L'atmosfera è quanto di meglio si potrebbe chiedere, c'è calore, c'è voglia di stare insieme, c'è stima reciproca. Abbiamo difeso Momi a spada tratta, lui se lo ricorda, noi pure. Era ora che salisse a Lucca e anche la Chiara che Betty non c'è, lo riconosce con quella testa di riccoli neri.

Scegliamo o, meglio, il sottoscritto fa scegliere a tutti un antipasto misto della Torre e, poi, immancabili, gli spaghetti alla Beppe, un piatto che se dovessimo trovarci in un'isola e restarci per tutta una vita, porteremmo, unico, con noi. Sul secondo la comitiva si divide: in tre optano per il coniglio con le patate mentre gli altri due accettano la carne con i funghi porcini trfiolati e il formaggio fuso. Niente da dire, Chiara cucina da dio.

Dopo Bollamatta stappiamo la bottiglia di spumante brut millesimato Alta Langa Docg 2017, https://www.vitecolte.it altra goduria per il palato che scivola giù senza incontrare ostacoli. Ma come si fa a non bersi anche l'anima quando sei tu che vorresti versarcela... Comincia l'effetto belle bollcine. Stasera vietato parlare di vaccini, lockdown, Covid e altre amenità del genere. Brindiamo alla vita e a noi che non ci stanchiamo di celebrarla pur con tutte le sue asperità. Momi si è appena sposato, auguri alla sposa.

Gli spaghetti di Beppe sono un portento e annientano ogni resistenza. Anche Momi ne viene stregato e quando siamo quasi all'ultimo spaghetto immersio nel pesto col pomodoro e il parmigiano, ecco che salta il tappo della terza bottiglia, un Franciacorta Romantica Satèn. https://www.romanticafranciacorta.com

Mamma mia, chissà che notte ci attende anche se zanzare e mosche, ormai, non ci sono più.

Chiara deve andarsene alle 22.15, ma non può non unirsi alla truppa per un saluto e un brindisi. Scambio di numeri e la promessa di ricambiare la visita al Tito in via Francesco Baracca a Novoli con quelle pizze che nemmeno se ti ci metti una vita riesci a farle così sottili e leggere. Il coniglio è unico, al pollo, secondo noi, gli fa un baffo, carne più delicata e saporita. Almeno per noi. Il fotografo si alza e scatta, si siede e scatta, si rialza e scatta di nuovo. E' un martello pneumatico. Ha appena inviato tutta la documentazione per divenire giornalista pubblicista. Ciprian se lo merita, persona caparbia e disponibile, un bell'acquisto per la Gazzetta.

Arber è accanto a noi, alla nostra sinistra. E' il braccio destro di Momi, lo segue e ne apprende i segreti della professione. Anche lui musulmano anche lui perfettamente integrato. E' così che vogliamo chi viene e si ferma da noi. Questo vuol dire integrazione cara Ilaria Vietina che dovrebbe pregare il Momi e Arber di venire a darle qualche lezione di vita e di solidarietà. Già la Vietina... prima scriveva un anno sì e l'altro pure; ora, da quando si è candidata a sindaco, ogni due giorni arriva un suo intervento. Inutile a nostro avviso perché sempre uguale a quelli dicinque-dieci anni fa. Sarà il nuovo che (dis)avanza.

Flavio Torrini, fratello del consigliere comunale del gruppo misto Enrico, è una forza della natura. Sportivo ama la bicicletta e lo sci al punto da esserne, a tutti gli effetti, maestro con tanto di patentino. Bella persona senza dubbio, ha speso gli ultimi due anni a tenere su i commercianti lucchesi massacrati da una pandemia senza senso e lo ha fatto mettendoci faccia e portafoglio.

Siamo arrivati, quasi, alla fine del secondo piatto e a questo punto la coppia Torrini-Momi è già divenuta incontrollabile. Resta l'ultima bottiglia, uno champagne De Nauroy da Reims. Cosa si inventano i due? Di sciabolare la bottiglia. E la sciabola, chiediamo noi? No problem, sia Momi sia Flavio ne sanno una più del diavolo soprattutto se quel diavolo siamo noi che queste cose non le abbiamo, bontà nostra, mai viste dal vivo.

Ecco che Momi, mentre Flavio tiene premuto il tappo di sughero, stringe il coperchio di metallo proprio appena sotto la sboccatura della bottiglia dopodiché comincia a sfregare il collo su e giù con la forchetta, ma dice che lo ga anche con il Rolex e ce lo fa vedere in un video che conserva Arber. Azz. tutto vero.

Dopo pochi secondi ecco che la parte superiore della bottiglia, quella stretta dal filo metallico, salta con tanto di tappo incluso e taglia alla cima del collo, di netto, la bottiglia con la schiuma che esce copiosa. Operazione riuscita, tavolo bagnato, pantaloni pure, ma occasione per rinnovare auguri e abbracci. Si ordinano anche i dolci, compresi i sorbetti per chi, come noi, ha esagerato come sempre. Una volta esaurito il dessert, si esce sul piazzale antistante da cui si gode una splendida vista sul paese, in alto, di Montecarlo e sulla Val di Nievole. C'è la luna anche se non è piena. Pieni siamo noi e non soltanto di cibo, bensì di serenità. Quel che serve, quel di cui c'è bisogno per sentirsi in pace con se stessi, è qui. Domani è un altro giorno.

Foto Ciprian Gheorghita


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