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Enogastronomia

Peck a City Life: in piazza delle Tre Torri il cuore della gastronomia d'eccezione

domenica, 28 novembre 2021, 16:27

di aldo grandi

Altro che Madonnina. La statua realizzata da Giuseppe Perego in rame dorato e posata sulla guglia più alta del duomo di Milano nel 1774, ormai, paradossalmente, non fa più notizia e, per le giovani generazioni cresciute all'ombra dei miti social, ben più famose sono divenute le tre torri costruite nel nuovo quartiere di Milano City Life, nato dalla più grande ristrutturazione urbana d'Europa nella zona in cui sorgeva la Fiera di Milano. Tre architetti di fama mondiale, Zaha Hadid, morta cinque anni fa, Arata Isozaki e Daniel Libeskind hanno edificato queste tre torri che costituiscono una vera e propria fonte di attrazione insieme al CityLife Shopping District per le decine di migliaia di milanesi che ogni fine settimana vi si precipitano per visitarlo anche, semplicemente, per farvi una passeggiata lungo i viali minimalisti che lo attraversano.

Ebbene, Peck, la più famosa gastronomia d'Italia, fondata da un salumiere di Praga, Francesco Peck, nel 1883, ha deciso di aprire tre anni fa un ristorante a queste latitudini e, nonostante il Covid, l'operazione è riuscita appieno. E' stato Pier Leone Marzotto, 36 anni, figlio del conte Pietro ex vicepresidente di Confindustria e a lungo presidente del Gruppo Marzotto, a voler tentare la sorte così come, questa estate, ha esteso i suoi confini aprendo anche a Forte dei Marmi. 

Il ristorante Peck City Life sorge al centro della piazza delle Tre Torri, ai piedi dei grattacieli che hanno, letteralmente, sconvolto la quotidianità di Milano. Due le strutture che ospitano il locale, una che potremmo definire il nucleo in cui sono racchiusi la gastronomia con la sua splendida vetrina semicircolare, una sala interna arredata con gusto, semplice, ma efficace e intima al punto giusto, un altro spazio riservato al cocktail-bar dove si degustano centinaia di vini, cocktail d'autore con davanti una grande vetrage che regala luce e tramonti meravigliosi. La seconda è una sorta di cubo dalle pareti trasparenti in vetro sia ai lati sia sopra la testa grazie alle quali si può vedere tutto ciò che le circonda a cominciare dalle torri alte dai 175 metri ai 209 metri. 

Arriviamo in taxi perché sulla sommità della piazza o si giunge a piedi oppure solo i tassisti milanesi hanno la possibilità di superare le barriere poste all'imbocco dell'area. Il ristorante è gestito da un ragazzo di appena 31 anni, ma con una grande esperienza alle spalle come direttore dei punti vendita Esselunga, Matteo Zaccaria. Ai suoi ordini uno staffi di una quindicina di elementi, tutti giovani, tutti motivatissimi, tutti professionalmente impeccabili e, udite udite, l'ultimo arrivato del gruppo si chiama Rudy Bertuccelli e viene da Viareggio, ma ha studiato e si è diplomato al liceo artistico di via Fillungo a Lucca. Rudy si occupa della sala cocktail-bar ed è a Milano da un mese e mezzo: "Se mi manca il mare? - dice - Per il momento no. Viaggio sulle ali dell'entusiasmo, mi piace lavorare da Peck, mi trovo bene, mi piace anche Milano, qui c'è un clima ideale se si vuole crescere professionalmente" .

La sala è sufficientemente ampia e, allo stesso tempo, altrettanto comoda e confortevole. La colonna sonora che viene distribuita dagli altoparlanti ha un volume perfetto e un contenuto incredibilmente capace di trasmettere quel senso di serenità e calma indispensabili per godersi tutto il resto, cucina in primis.

Locale ideale per un invito galante, ma anche per una serata tra amici. Una volta seduti, riceviamo il menu del giorno che, gentilmente, accantoniamo. Siamo venuti per gustarci le prelibatezze della gastronomia più famosa d'Italia e appena Lorenzo Cuccaro, responsabile di sala, simpatico, sveglio e milanese, ci porta l'elenco delle specialità della casa, impieghiamo sì e no un paio di minuti per scegliere avendo già tutto nella testa e nel palato. In sala c'è anche Giansu, in italiano tradotto sta per Gioia, una ragazza turca cresciuta a Milano dotata di grazia nei movimenti e innata educazione. E' lei che porta il pane nelle sue molteplici forme e composizioni, ai tavoli.

C'è empatia con l'ambiente, simpatia con questo staff che ci piace sin da subito per la sua cortesia che non assomiglia a nessuno sforzo imposto dall'esterno. Ma anche per la giovialità, mai invadente o prevaricante, anzi, una grande capacità colloquiale che sa stare al gioco se ha di fronte chi, come noi, ama andare oltre la forma per approdare alla sostanza delle persone. E questa sostanza racconta di una grande passione nelle cose che fanno questi ragazzi, tutti giovanissimi, tutti determinati, tutti con gli occhi vivi e vivaci e il sorriso che non costa niente tantomeno fatica a manifestarsi. Nemmeno il tempo di chiedere che lo champagne è già pronto per essere aperto dalle mani esperte di Lorenzo: si tratta di una bottiglia Maurice Grumier extra brut, ci affidiamo alla casa.

Si parte con le ordinazioni che rispecchiano i desiderata: via con il caviale - dieci grammi, va bene, è poco, ma non esageriamo - accompagnato da panna acida e blinis. E' Lorenzo che si presta al video e mostra come si serve. Noi ci mettiamo la bocca, il gusto e gli occhi. Poi i classici di Peck, dai gamberi in salsa cocktail alle melanzane alla parmigiana, dal pollo al Curry alla immensa insalata russa - pensate che solo nei giorni a cavallo di Natale, nella gastronomia Peck di via Spadari in centro a Milano se ne vendono qualcosa come 2,5 tonnellate! - e al patè Peck, delizioso e circondato da gelatina squisita. 

Se fosse sufficiente avere gli occhi per degustare tutto, non avremmo problemi ad andare avanti per ore, ma il nostro organismo ha, anche se potrà sembrare strano, un limite di capienza per cui dobbiamo distribuire bene gli spazi e le forze. Il caviale e la panna acida ci regalano momenti di godimento enogastronomico accompagnati dallo champagne di cui abusiamo apertamente. Doppiamo i gamberi e facciamo pinzimonio con la salsa rosa mediante sedano e finocchi. C'è anche il vitello tonnato tra i classici di Peck, ma non ce la facciamo davvero più. Ed è un peccato. In apertura di degustazione Matteo ci ha voluto regalare un tagliere con salumi particolarmente pregiati. Peraltro, a pochi metri di distanza, notiamo un Pata Negra Joselito Gran Reserva, ma la capienza massima è stata raggiunta.

Matteo Zaccaria si siede accanto a noi e racconta la nascita di questo paradiso in un luogo così particolare come al centro delle tre Torri. E' stata una scelta geniale se anche sicuramente coraggiosa. Veramente venire al Peck City Life è una esperienza che merita. In tutti i sensi. Foss'anche solo per un aperitivo o un bicchiere di vino. Maniaci come siamo dei particolari, chiediamo dov'è la toilette e la raggiungiamo: chapeau anche per la pulizia, mai darla per scontata, ma, soprattutto, per il particolare profumo inebriante e molto accattivante all'olfatto. Qui dentro niente è lasciato al caso.

"Per me è una esperienza fantastica - spiega Zaccaria - Quando mi hanno offerto questo lavoro grazie ad un amico ed ex collega che aveva fatto il mio nome, non ho avuto dubbi. Volevo crescere professionalmente, trovare e provare strade nuove. Lavorare con questi ragazzi è stimolante, in particolare se lasci, come lascio io, spazio ad una collaborazione non strettamente gerarchica, ma di confronto alla pari anche se, poi, ovviamente, decide uno soltanto". 

Tutti, da Matteo a Lorenzo a Rudy concordano sul fatto che lavorare qui non stanca o, meglio, non mortifica o delude, bensì accresce la voglia di migliorarsi e di stare con il pubblico. 

Ci gustiamo, alla fine, un rum caramellato e speziato dopodiché scegliamo di avventurarci nel quartiere City Life, dove vivono, lo sanno e lo sapevano tutti meno che noi, nientepopodimeno che Fedez e Chiara Ferragni, in un superattico da 410 metri quadrati preso in affitto e che la coppia abbandonerà a fine anno per trasferirsi in una casa nuova e ancora più grande sempre edificata qui al City Life, ma ancora in attesa di essere terminata. 

Non sappiamo se, in sincerità, saremmo disposti a rinunciare alla nostra vita quotidiana per salire a Milano e sistemarci in un'abitazione del costo di circa 9 mila euro al metro quadro. Preferiamo sorvolare e che ognuno, in realtà, segua i suoi sogni. I nostri, almeno che non diventino incubi, al quartiere City Life approderebbero con rarità e soltanto per una - o anche più di una - visita enogastronomica da Peck. Ecco, per questa ragione possiamo anche ammettere che da queste parti capiteremmo piuttosto spesso.

 

Peck City Life

Opzioni di servizio: Consumazione sul posto · Consegna a domicilio

Prenota il Tuo Tavolo Online:

Prenota Ristorante Peck City Life utilizzando Quandoo: Prenota Ora · quandoo.it

Indirizzo: Piazza Tre Torri, 20145 Milano.

Telefono: 02 3664 2660

Prenotazioni: quandoo.it

Video Peck a City Life: in piazza delle Tre Torri il cuore della gastronomia d'eccezione


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