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Comics

Le Winx e Topolino festeggiano a Lucca i compleanni con... Francesco Artibani

venerdì, 2 novembre 2018, 21:17

di daniela nardi

A Lucca Comics & Games 2018 si festeggiano compleanni molto importanti: quello per i 15 anni delle Winx e per i 90 anni di Topolino.

Apparentemente le fate e il topo più famoso del mondo non hanno niente in comune, oltre l’appartenenza al mondo dei comics. In realtà c’è una persona che dà vita alle loro storie ed è Francesco Artibani, uno degli ospiti più illustri di questa edizione.

Artibani, classe ’68, sceneggiatore per la Disney dal 1991 (Topolino, PK, PK2, MM, X-Mickey, Witch) ha vinto numerosissimi prestigiosi premi nella sua carriera (tra cui due Topolino d’oro per la miglior sceneggiatura, tre volte il TopoOscar come migliore storia ambientata nel mondo dei paperi e due volte come miglior sceneggiatore del 2013 e del 2017). Dal 1998 collabora anche come sceneggiatore e story editor con Rainbow realizzando, tra le altre, le serie di “Tommy & Oscar”, “Winx Club”, “Monster Allergy”, “Pop Pixie” e “WOW – World of Winx”, prima serie animata italiana prodotta da Netflix. Ha firmato lo story editing ed il soggetto e del lungometraggio “Winx Club - Il segreto del regno perduto” e del suo sequel “Winx Club – Magica Avventura”.

La serie delle Winx - creata da Iginio Straffi e prodotta da Rainbow in co-produzione con Rai Fiction - ha un enorme successo e vanta un omonimo magazine, una trilogia di film d'animazione, svariati live show, un parco a tema ed un ampio reparto di merchandising.

Le Winx festeggiano proprio a Lucca i loro 15 anni, con la mostra interattiva "15 years of Magix" al Real Collegio, tutta dedicata al Winx Club in cui le fate appaiono sotto forma di ologrammi.

D: Partiamo dalle Winx, le fate che studiano magia alla scuola di Alfea e che dal 2004 vivono una serie di avventure magiche. Come riesce a dar vita a storie sempre nuove, sempre avventurose, sempre strettamente legate a quelle passate (siamo ormai alla settima stagione)? Oltretutto le Winx sono anche alla moda, sono delle trend setter spaziali, che la moda addirittura la anticipano... come fa a creare tutto questo, mixando magicamente avventura, azione, amore, moda, amicizia?

R: Scrivere storie per Bloom e le altre fate di Alfea è un lavoro divertente e stimolante perché le sei protagoniste si muovono in un mondo fantastico ricchissimo di spunti, un universo magico in cui tutto è possibile. Le ragazze del Winx Club sono poi dei personaggi complessi, ognuna di loro ha una storia personale interessante e insieme interagiscono splendidamente – ed è la loro storia e la loro amicizia il principale motore delle storie. Non voglio ricorrere alla figura retorica delle “storie che si scrivono da sole”, ma devo dire che effettivamente è un piacere far recitare le sei fate che ormai sento come delle presenze familiari.

D: Come riesce a sostenere il ritmo delle Winx? Ci può raccontare una sua giornata tipo quando scrive di loro?

R: La produzione della serie è molto impegnativa perché coinvolge una grande squadra di professionisti che devono operare in maniera coordinata rispettando calendari di lavorazione molto serrati. Quando dalla Rainbow, la casa di produzione della serie, arriva il via libera su un soggetto ricevo anche i riferimenti grafici (ambienti, costumi, i modelli di eventuali personaggi secondari presenti nell’episodio) e allora comincia la fase di scrittura che è molto concentrata. La mia giornata tipo – per le Winx e non solo – è fatta di scrittura regolare dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 19 per cinque giorni a settimana. In caso di urgenze o ritardi mi concedo degli sforamenti dopo cena o, eccezionalmente, nel fine settimana. Una regolarità nella produzione per me è determinante per riuscire a non perdere di vista le varie serie che scrivo.

D: Lucca ed i Comics. La manifestazione si è ingigantita dai primi anni alle Tagliate, ove spesso è stato ospite; adesso i Comics si svolgono in tutta la città, all’interno e sulle mura urbane diventando il più importante appuntamento europeo nell’ambito dei fumetti, dell’animazione, dei videogiochi. Cosa ne pensa di questo fenomeno in cui la città per cinque giorni diventa parte viva dei Comics? Pensa che, visto che alcune puntate delle Winx sono ambientate sulla Terra, sia pensabile che Lucca diventi la location per una delle avventure di Stella, Bloom, Flora, Tecna, Aisha, Musa come è avvenuto con Topolino?

R: Le Winx hanno avuto qualche sporadica presenza in Italia e Lucca sarebbe senz’altro uno scenario fantastico per una delle loro storie, perché no? Per quello che riguarda il festival è ormai un evento culturale e sociale di enorme importanza e la crescita della manifestazione avvenuta nel corso degli ultimi anni ha dimostrato a tutti il valore dell’industria dei fumetti e dei videogiochi (concetti forse scontati per chi ci lavora quotidianamente ma che vale la pena sottolineare al pubblico generalista più distratto). Per me quello di Lucca Comics & Games, pur non essendo un amante delle folle oceaniche, resta un esempio incredibile – oserei dire miracoloso – di convivenza pacifica in cui centinaia di migliaia di persone invadono per alcuni giorni una città e riescono a viverla in maniera totale in ogni via e in ogni piazza, ognuno seguendo le proprie passioni e i propri interessi, rispettando quelli del prossimo. È un’esperienza entusiasmante fatta di grande energia e divertimento in cui persone di tutte le età, di tutte le estrazioni e di tutte le provenienze riescono a star bene insieme.

D: Lei è anche sceneggiatore di Topolino per la Disney. Topolino è stato creato il 16 gennaio 1928 da Walt Disney e Ub Iwerks e successivamente sviluppato da Floyd Gottfredson e quest’anno festeggia, proprio a Lucca, i suoi 90 anni portati benissimo, al PalaPanini di piazza San Martino, con lo stand di Topolino, e al Panini Store sulle mura. Tra le novità, Topolino 3284 con una straordinaria cover variant che celebra i 90 anni di Mickey e che è stata disegnata da Massimo De Vita. Come è possibile rendere ancora interessanti le storie di Topolino, anche considerando che i ragazzi e gli adulti di oggi leggono sempre meno, che tutto ormai è disponibile sul web, che il computer pare purtroppo aver sostituito i libri ed anche i fumetti?

R: Topolino è un esempio unico, un personaggio capace di attraversare il tempo e accompagnare generazioni di lettori e spettatori. È un archetipo, un personaggio iconico che rappresenta valori immortali e questo è il segreto della sua lunga vita. L’altro segreto è quello di riuscire ad adattarsi (in virtù di questa sua archetipicità) al tempo che vive e questo accade per opera degli autori che lo scrivono e lo disegnano. Per quanto gli autori possano intercettare le tendenze e gli interessi, è sicuramente vero che si legge sempre di meno e la concorrenza sul piano dell’intrattenimento si è fatta spietata. Per quello che mi riguarda credo che la cosa più importante nel realizzare storie di Topolino sia non perdere mai di vista la sua natura, le sue caratteristiche. Se Topolino è Topolino viene sempre letto e apprezzato.

D: Come si scrive una storia di Topolino? In cosa è diverso dallo scriverne una delle Winx a parte ovviamente la trama? Il target di pubblico è completamente diverso.

R: È un lavoro appassionante perché si maneggiano i personaggi più popolari del mondo e si avverte una certa responsabilità perché sai che quelle storie saranno lette da un pubblico vastissimo, in tanti paesi del mondo (ed è più o meno quello che accade con i cartoni animati delle Winx). C’è naturalmente una differenza di linguaggio, quello fumettistico da un lato con Topolino e quello dell’animazione televisiva con le Winx. Una buona documentazione è importante per le storie avventurose di topi e paperi; non parlo solo di documentazione storica, geografica o tecnica ma anche della raccolta di spunti, tracce, intuizioni, curiosità che possono arrivare dalla lettura dei quotidiani, dalla visione di film o di opere teatrali, dall’ascolto di musica o di semplici conversazioni sui mezzi pubblici. In ognuna di queste cose c’è il seme per un racconto, una scena o un dialogo e lo sceneggiatore deve essere una spugna attenta nell’assorbire le cose utili. Le Winx hanno delle trame e delle ambientazioni che restano nei pur ampissimi limiti della magia, dell’avventura e della commedia; con Topolino ci sono forse meno vincoli di ambientazione.

D: Qui a Lucca Comics & Games domenica presenterà Topolino e i numeri del futuro in cui Topolino si ritrova nella Roma del 1955, dove assiste all’attivazione del FINAC, il primo calcolatore assemblato in Italia (presso il CNR–IAC di allora). Un’alleanza tra Comics&Science e Topolino con cui si dà vita ad un’avventura tipica disneyana, che insegna ai lettori un po’ di storia della matematica e dell’informatica italiana.Ilsoggetto è di Roberto Natalini, direttore del CNR-IAC, Lei lo ha sviluppato insieme a Valerio Held. Ci può anticipare qualcosa su questo interessante connubio? Come è nata l’idea e come ha pensato di svilupparla?Dunque i fumetti ed i cartoni animatirivestono ancora una qualche funzione educativa?

R: Per Topolino ho creato una serie di storie scientifiche (che scrivo con l’amico e collega Fausto Vitaliano) nate grazie all’iniziativa Comic&Science che proprio qui a Lucca ha avuto origine alcuni anni or sono. L’idea è quella di fare divulgazione scientifica attraverso i fumetti, parlando in maniera creativa di teorie, concetti, argomenti generalmente ritenuti ostici o inadatti al pubblico più giovane. Il settimanale Topolino ha aderito con entusiasmo all’operazione e abbiamo realizzato cose molto curiose che mi hanno permesso, ad esempio, di raccontare di Einstein e della sua teoria della relatività generale scrivendo una storia con il celebre fisico Carlo Rovelli o di parlare di colonizzazione lunare con l’astrofisico Amedeo Balbi o realizzare un fumetto su Eulero e il suo problema dei ponti di Konigsberg insieme al professor Alberto Saracco. Per ogni storia c’è un vero scienziato che collabora al racconto, lo supervisiona per garantire la fedeltà scientifica e la correttezza delle informazioni e in questo modo, con l’unione di due competenze (quella fumettistica e quella scientifica) ecco che Topolino, Pippo e Paperino possono spiegare in maniera divertente dei temi che - sorpresa - sono molto interessanti e sorprendenti. L’avventura realizzata con Roberto Natalini è un modo per parlare di matematica applicata e spiegare ai lettori quanta matematica ci sia nella nostra vita quotidiana, nelle nostre azioni di tutti i giorni, all’interno del nostro smartphone che usiamo con tanta naturalezza, ad esempio. L’obiettivo di queste storie non è naturalmente quello di tenere lezioni o salire in cattedra ma di risvegliare quella curiosità per il mondo che ci circonda risvegliando l’interesse e la voglia di approfondire per scoprire il perché delle cose.

D: Le Winx e Topolino hanno sempre dimostrato notevole sensibilità per l’ecologia ed infatti in entrambe le serie, sia in televisione che nel fumetto, sono state dedicate diverse storie proprio al rispetto dell’ambiente e della natura. Pensa che verranno fatte altre storie per sensibilizzare il pubblico su altri temi simili, tra cui il devastante cambiamento climatico in corso?

R: Sia i personaggi disneyani che le creazioni di Iginio Straffi hanno sempre prestato grande attenzione e spazio ai temi legati alla tutela e al rispetto dell’ambiente. Sulle pagine del settimanale Topolino viene regolarmente celebrato l’Earth Day con storie e rubriche ma nei 52 numeri annuali c’è sempre spazio per questi argomenti. Topolino ha sempre prestato grande attenzione alla divulgazione e all’informazione e lo stesso fanno le Winx, parlando a un pubblico più giovane rispetto quello di Topolino. Le sei fate testimoniano questi concetti con l’impegno, agendo in prima persone per salvare animali in pericolo o difendere il mare dalla minaccia dell’inquinamento. Con gli strumenti della favola e della magia si possono illustrare degli argomenti che i più piccoli – più attenti e sensibili – recepiscono subito.

D: Un po’ di vita privata. Possiamo dire che Lei si porta il lavoro a casa, visto che sua moglie è Katja Centomo scrittrice e fumettista che opera nel settore dei fumetti, cartoni animati e narrativa per ragazzi. Dal 2002 dirigete insieme lo studio editoriale Red Whale (società di editing attiva nei settori del fumetto, dei cartoni animati e dell’editoria per ragazzi), anno in cui avete creato la serie Monster Allergy. Com’è lavorare così a stretto contatto con la propria compagna di vita? Riuscite a staccare dal lavoro o anche a casa parlate sempre di fumetti? Non è per certi aspetti rischioso condividere la vita professionale con la propria partner? Vi sarà capitato di scontrarvi per motivi di lavoro e subito dopo di dover parlare di questioni di famiglia come se niente fosse successo.

R: Ci siamo imposti la regola di non parlare di lavoro in casa (a meno che non sia strettamente necessario). Lavoriamo in due luoghi distinti e distanti e questo rende più bello ritrovarsi su un progetto, un soggetto o una storia. Le discussioni relative al lavoro ci sono sempre e ora che i figli sono cresciuti sono loro a richiamarci all’ordine se esageriamo con i fumetti, i cartoni animati e tutto ciò che a queste cose è connesso. Lavorare insieme è una delle cose che mi piace di più perché c’è una sintonia totale.

D: Come si diventa un autore di così grande successo?

R: Senza fare il finto modesto non credo di essere un autore di grande successo; amo il mio lavoro e poter vivere di scrittura è per me il vero successo. Sono riuscito a fare questo mestiere partendo da una grande passione, la spinta fondamentale per lanciarsi in questo mondo e credo di essermi impegnato tanto. La mia famiglia ha assecondato una scelta apparentemente bizzarra e questa è stata una fortuna immensa per la quale gliene sarò eternamente grato. È un lavoro che richiede dedizione e sacrificio e forse oggi è diventato più complicato per un esordiente riuscire a vivere di fumetto; il consiglio che posso dare (un consiglio che continuo a seguire anch’io) è osservare il mercato, tenersi informati su quello che accade dentro e fuori il nostro Paese, studiare, prepararsi e non accontentarsi mai, non sedersi mai perché questo è un mestiere dinamico dove cambia il pubblico e cambiano i gusti e gli interessi.

 

 


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