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Enogastronomia

Mario e Barbara, ospitalità senza confini al St. Bartholomeo di via Anfiteatro

domenica, 19 gennaio 2020, 15:23

Volevano cambiare location, quella in via San Giorgio non gli si addiceva più e, alla fine, ci sono riusciti. Adesso e, ormai, da alcuni mesi, Barbara Madrigali e Mario Mazzero hanno aperto il loro nuovo ristorante in via Anfiteatro, St. Bartholomeo, la cui gestione è stata loro affidata da Marco Guidotti.

Barbara ha voluto dare un ulteriore tocco personale all'interno del locale, con la disposizione degli arredi e il ristorante, indubbiamente, ne ha guadagnato sia come visibilità, sia come atmosfera molto più calda e accogliente. Mario è, come al solito, ai fornelli e questa volta la cucina è, indubbiamente, molto più grande dell'altra. Con Cip al seguito siamo voluti tornare ad assaggiare le specialità della cucina romana che non finiremo mai di desiderare. Tempo di carciofi, ovviamente e il tris proposto dalla casa ci è subito balzato agli occhi, con carciofi alla romana, alla giudia e a fettine, crudo con scaglie di parmigiano.

Poi, visto che c'era anche la nonna Dory, al secolo la mamma di quello che, sul muro del liceo artistico gli studenti avevano definito figlio di p..., un bel piatto di tordelli lucchesi al ragù per lei che ha bisogno di cose morbide. Cip, all'anagrafe Ciprian Gheorghita, fotografo della Gazzetta di Lucca, anche un bel rosso che aiuta sempre a stare meglio e a dimenticare ciò che non si vuole ricordare. Avanti, quindi, noi, con ua splendida matriciana con i rigatoni, pasta corta che tiene bene la cottura e il sugo. Niente da fare, Mario non sbaglia mai un colpo: dalla carbonara alla matriciana, dalla gricia alla cacio e pepe, qui a Lucca esiste un luogo dove, da anni, si può mangiare pastasciutta come se si fosse alla latitudine di Roma e del resto il cuoco è nato e cresciuto a San Lorenzo.

Non ci vogliamo far mancare niente, così, tanto per non restare indietro, chiediamo un filetto al pepe verde con rapini saltati come contorno e patate arrosto. Arrivano Mario e Barbara, quest'ultima che ha sempre un occhio di riguardo per tutti a cominciare dalla nonna per la quale ha tanto insistito per farla venire. Fuori fa freddo,  pochi gradi sopra zero, ma la serata meritava e, poi, Mario è venuto in piazza S. Maria a prenderci con l'auto.

Il tavolo accanto al nostro si diletta con i dolci e uno in particolare ci attira: pera al cioccolato. Pera poche calorie, cioccolato l'opposto, ma chissenefrega. Alla faccia della dieta. Arriva la pera e via senza pietà. 

Mario e Barbara sono ringiovaniti. Questa nuova avventura all'interno delle mura cittadine li ha, letteralmente, trasformati restituendo loro una robusta dose di entusiasmo e di passione che in via S. Giorgio, per vari motivi indipendenti dalla loro volontà, avevano in parte smarrito. Lucca ha bisogno di queste persone, che non rinunciano a credere che questa città meriti qualcosa e qualcuno in grado di investire. Barbara è lucchese doc, Mario è stato, per anni, il migliore e ultimo gestore del Caffè Di Simo e per lui, come per noi, è una vergogna che il più prestigioso locale di Lucca debba restare chiuso per beghe di cortile. Ma l'amministrazione comunale, a parte le bandiere arcobaleno sul palazzo dei Bradipi, che fa? Boh. Intanto sono anni che il fondo di via Fillungo è chiuso.

E oltre al Caffè Di Simo un altro locale che non si capisce bene se sia aperto o chiuso è il Caffè delle Mura. Cosa si aspetta a farlo tornare ai suoi antichi fasti? Anche in questo caso la giunta Tambellini assiste inerte. Da Roma, un anno fa, si era mosso anche un imprenditore interessato a subentrare, ma poi non se ne è fatto più di nulla. 

Foto Ciprian Gheorghita


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