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Enogastronomia

InPasti... che pasti!

lunedì, 12 luglio 2021, 22:25

di aldo grandi

Quando la corazzata Pacini-Barbieri leva l'ancora non ce n'è per nessuno. La ristorazione,a Lucca, è una sorta di riserva di legge. Anche quando, come in questo caso, al posto della famiglia Barbieri con cui si condividono alcuni ristoranti cittadini, ci sono tre novità o quasi: Corrado Pacini, che per la prima volta fuoriesce dal guscio della Buca di S. Antonio; Cristian Francesconi che con Samuele Cosentino aveva già condiviso l'esperienza di Scusa Ameri sul viale Castracani; Lorenzo Cosentino, uno dei tre figli di Silvia e Samuele che ha fatto la sua scelta gettandosi nel mare più o meno agitato del turismo enogastronomico.

Prima, dove adesso hanno aperto InPasti, un locale originale dove si degustano cose sfiziose oltre a pizze preparate con impasti diversi e particolarmente pregiati, c'era il caffè Zebar che è stato chiuso e al cui posto sorge, adesso, questa pizzeria che abbiamo voluto provare a tutti i costi.

L'interno è stato cambiato completamente e logicamente trattandosi di una pizzeria e non di un bar. Il locale è accattivante, soprattutto e a nostro avviso, se si decide di cenare all'imbrunire, con il tramonto che si intravede all'orizzonte e oltre il parco fluviale. S i può sedere sia dentro sia fuori, a noi piace molto la sala proprio di fronte alla 'cucina'-pizzeria open space. Una tavola lunga e larga in mezzo alla sala rende molto complice tutto l'ambiente così come intimo fa l'erba rampicante che cala dall'alto e dà quel pizzico di esotico in più. 

Niente da dire, quando si muovono dei professionisti, non badano a spese per rendere al meglio le cose che propongono. Alla fine ci siamo messi fuori, dove c'è un grande gazebo e anche un adiacente spazio altrettanto ampio dove si sta bene, al fresco di questi tempi e si può parlare liberamente e in compagnia.

Al servizio Elena e Cristian sono una garanzia. Il menu è stato fatto proprio per accontentare sia gli amanti della pizza tout court sia gli innamorati dei piatti sfiziosi come, ad esempio, acciughe del mar Cantabrico con burrata e focaccia sottile sottile. O ancora taglieri di salumi e formaggi, melone e prosciutto, cecina di una particolare farina di Genova che, servita calda e con una bella sventagliata di pepe, fa venire voglia di raddoppiare.

Anche agli Orti di via Elisa si può mangiare la pizza, ma qui è diversa nel senso che la base è più croccante al punto che, sinceramente, dopo averla mangiata, un paio d'ore nemmeno e già si avverte lo stomaco quasi vuoto. Motivo che ci spinge a rientrare prima della chiusura e divorare un altro spicchio di pizza e di cecina.

Ottimi gli ingredienti. Anche la caprese che abbiamo voluto assaggiare ci è piaciuta pur nella sua semplicità. I prodotti, tutti rigorosamente italiani e molti del territorio, sono il pezzo forte del ripieno che riempie la base fatta di una pasta che è difficile trovare altrove. Scordatevi la classica e meravigliosa pizza napoletana con i bordi rigonfi, ma digeribili e la base soffice che più soffice e molle non si può, per addentare una base che si spezza come una appetitosa crosta di pane e scende nelle viscere senza particolari patemi di stomaco.

Siamo agli inizi dell'avventura, di questa nuova scommessa portata avanti con ottimismo e fiducia da chi, nella ristorazione, sta da tempo. La pizza è, forse, l'alimento più prodotto e imitato un po' ovunque, in Italia e anche all'estero, ma riuscire a renderla digeribile e senza alcuna pesantezza nelle ore successive al pasto, non è facile né è da tutti.

Al forno, elettrico, c'è Donatello che ha una robusta esperienza in materia di pizze e affini. Se possiamo permetterci alcuni consigli, il bello dell'ambiente interno è proprio una sorta di intimità che il calore delle luci trasmette nelle ore più tarde. Ideale sarebbe estenderlo anche all'esterno e creare qualcosa di unico e di accattivante che dia l'impressione di un punto di ritrovo assolutamente unico e diverso da tanti altri. Sul fronte gastronomico, le pizze non hanno problemi di sorta, punteremmo di più sulla cecina cercando di imitare l'arte livornese del cinque e cinque, con pane, melanzane sott'olio e altri condimenti per questo alimento proteico gustoso e ricco di sostanza. 

Ambiente ideale sia per una tranquilla serata in famiglia o per un tete a tete, ma anche per una cena in compagnia di amici. Si respira spensieratezza e tranquillità, pochi rumori e quei pochi non danno fastidio: sono, infatti, quelli provocato dalle vostre parole. 

A proposito, ci sono anche le insalatone e il locale è aperto anche a pranzo. 

Apertura tutti i giorni salvo il martedì e la domenica a pranzo. Per il resto orario dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23.

Prenotazioni allo 0583-48848


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