Anno XI 
Domenica 27 Novembre 2022
- GIORNALE NON VACCINATO
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Scritto da aldo grandi
interSVISTA
20 Maggio 2022

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Allora Bindocci, i suoi amici 5Palle pardon Stellele hanno dato il benservito. Dopo che lei ha fatto opposizione per cinque anni a Tambellini e al Pd, un bel calcio in culo e ex amici come prima.

Hanno deciso da tempo che la linea da seguire è quella di fare gli zerbini del Pd, da coloro che dovevano aprire il sistema come una scatoletta di tonno a servi del sistema… Molti prima di me hanno subito la stessa sorte, Di Battista tra tutti, ed a Lucca anche l’onorevole Vizzini. Il dissenso interno nel Movimento 5 Stelle è eliminato ogni volta in questo modo, complice uno statuto  - cui ho votato contro - che accentra il potere nelle mani di pochissimi. Trovo anche estremamente pericoloso che il partito con il maggior numero di parlamentari sia gestito così.
Le battaglie giuste del M5S sono solo il ricordo del passato. In molti, come me, ci hanno creduto, ora il M5S difende solo alcune posizioni di potere del suo gruppo dirigente. Il Movimento 5 Stelle è stata una occasione persa per il paese. “Una risata lo seppellirà.” Io avevo dato disponibilità a candidarmi solo per provare a continuare il lavoro fatto con il gruppo in questi anni. Il gruppo di Lucca era unanime e d’accordo sulla linea che si è tenuta. Invece senza un motivo, con una mail, non ci è stata concessa la possibilità di riprovarci, nonostante i sondaggi del centro destra che ci davano all’8%. Sapevo benissimo che lo avrebbero fatto, visto che non si era andati con il Pd, forse perché il prossimo anno ci sono le politiche e quello che interessa di più sono i collegi buoni, da concordare con il Pd, non certo l’interesse dei cittadini.
L’importante per me era comunque che il simbolo non andasse alle elezioni comunali con il Pd e Sinistra Con e per questo mi sono sacrificato. Per cui alla fine va bene così, il divorzio ci sarebbe stato poco dopo. Mi hanno tolto un imbarazzo.

Fra un mese le elezioni. Lei che farà, starà fermo un giro?

Ovviamente non partecipo a queste elezioni se non come elettore. Darò dopo il voto una mano se gradita sui temi dove posso a chi stimo. 
Come gruppo Cinque Stelle di Lucca incontreremo alcuni candidati di opposizione per chiedere di sostenere alcuni punti che avevamo nel nostro programma. Poi vedremo se dare una indicazione di voto.

Perché non si è candidato con qualcuno tipo Barsanti o Pardini o anche Veronesi?

Mi è stato chiesto da diverse parti, e mi ha fatto anche piacere. Io credo che non sia corretto cambiare giacca all’ultimo momento. Io non sono come loro, ho preso un impegno con il M5S e finisco la mia consiliatura senza cambiare squadra, ed io rispetto anche chi non mi ha mostrato rispetto. Dopo il voto bomba libera tutti.

Effettivamente lei è stato, in tutto questo tempo, un bel dito in c..o con tanta sabbia per la giunta di Palazzo dei Bradipi e questo nonostante al Governo Pd e grillini fossero lingua in bocca. Non l'hanno mai richiamata all'ordine? 

Si mi hanno richiamato all’ordine da più parti anche se in modo sempre sottile. Sia alcuni pentastellati, sia “amici” locali. Il sindaco mi ha fatto anche scrivere dall’avvocato. Ma ho deciso le cose secondo le impostazioni del gruppo di Lucca e secondo la mia idea di politica. E poi questa gestione del centro sinistra lucchese con le sue ipocrisie non mi ha mai fatto venire alcun dubbio.  Se la Squaglia venisse in Comune troverebbe in ogni ufficio qualcuno che si metterebbe il dito davanti alla bocca per dire a tutti di non parlare. Omertà, poteri forti, politica debole, interessi privati, nessuna partecipazione, poca trasparenza… questa è Lucca. Con responsabilità di centro sinistra e centro destra.
In questi anni sono stato, numeri alla mano, il consigliere che ha fatto più atti tra interrogazioni, accessi e mozioni di tutti. E non ho fatto tutto quanto avrei voluto. La quantità non è sempre qualità, ma molti non hanno fatto niente. Basta vedere i numeri, la grande maggioranza dei consiglieri non è improprio dire che scaldava le seggiole e alzava o abbassava la mano telecomandata. Della maggioranza salvo la Commissione Condotto Pubblico per aver scoperchiato un pentolone e alcune iniziative dell’assessore Giglioli per il sociale. 

Lei la conosciamo da tempo, è difficile costringerla negli schemi. Perché, allora, se sapeva che sarebbe stato scomodo, si è candidato cinque anni fa?

Il Movimento sembrava già una forza politica di “scappati di casa”,  ma con un obiettivo chiaro e condivisibile, togliere la politica agli affaristi e darla ai cittadini, c’era confusione ma si respirava onestà e cambiamento, poi le poltrone romane lo hanno cambiato. Resta ormai poco. Doveva cambiare il paese ed invece è cambiato il movimento, ormai è destinato meritatamente all’estinzione. Io invece non sono cambiato. Non ho cambiato le cose. Ma le poltrone non mi hanno cambiato nemmeno un po’.  E questo mi basta. 

Sia onesto: che cosa le ha lasciato questa esperienza politico-amministrativa come consigliere comunale a Lucca?

Non mi dica di essere onesto… non serve. Mi ha fatto capire molte cose, di come funziona la macchina comunale e della grande mediocrità della politica lucchese. Raramente ho visto pensare alle persone, quando va bene pensano solo al comunicato stampa, quando va male ci sono altri interessi. La competenza non esiste. Per quello che ho visto alla classe politica lucchese nella maggioranza dei casi, dei lucchesi non gliene frega niente. Comunque è stata un’esperienza importante. Che non vorrei disperdere. Mi detestavano perché dicevo la verità senza diplomazia e senza ipocrisia. Lo farò fuori dal consiglio.

Da quando ha lasciato la Cgil ed è passato alla Uil, non ha più riscosso consensi a sinistra. Come mai?

La sinistra a Lucca non esiste, quella che c’e è una chiesa, una casta chiusa ed autoreferenziale. Gli eretici non sono tollerati. Il centro sinistra a Lucca non difende i più deboli, non critica i cardini del sistema, ormai fa affari oppure ostenta beneficienza ed organizza dibattiti. Il tempo e l’impegno però mi hanno permesso di avere diverse soddisfazioni. Nel sindacato ho raccolto il consenso di molte persone. Per esempio nella Uil sono riuscito a fare la prima sede sindacale dei lavoratori della carta (La casa dei cartai a Capannori) e cerco nel rispetto anche delle controparti di difendere chi lavora. Ma ormai alla sinistra a almeno a Lucca nemmeno il lavoro interessa più. Come si è visto grazie all’impegno di diversi comitati in questi anni a Lucca alla sinistra lucchese non interessa certo la partecipazione, la sanità e l’ambiente. Si pensi a San Concordio, agli assi viari, all’ospedale  ed alla Manifattura. Inoltre faccio una cosa cui tengo molto ed è la mia battaglia per i diritti dei padri separati dove sto cercando di creare una rete che faccia sentire chi attraversa certi momenti meno solo. Nel rispetto delle madri e sopratutto dei figli. Ma oggi alla sinistra non interessa il mondo del lavoro, non interessa il sostegno alle imprese, ma si fanno solo sconti fiscali, non interessa la partecipazione, non interessano i più deboli, non interessa la genitorialità e magari dei bambini se ne ricordano solo in campagna elettorale come è avvenuto  a Lucca negli incontri fatti con le scuole superiori solo quest’anno. A Lucca si adopera solo a servire i potenti con frasi radical chic e politically correct, magari tra un cineforum ed un flash mob.

Visto che non prenderà parte alla contesa, provi a fare un pronostico su come andranno le consultazioni del 12 giugno.

Vincerà Raspini al ballottaggio… per cui chi vota solo per avere dei piaceri da chi comanda vada a mettersi in coda. Raspini è un ragazzo sveglio, si è mosso per tempo e bene. Pardini paga un grande ritardo, colpa di Del Ghingaro che ha monopolizzato per mesi la scena, forse d’accordo con il Pd ha reso la sceneggiata più lunga e magari aveva deciso da tempo. È riuscito così a far partire terzo polo ed il centro destra in grande ritardo. Di fatto Del Ghingaro è stato il miglior alleato di Raspini. Barsanti ha lavorato bene e farà un bel risultato. Veronesi si muove bene, ma è tardi. Gli altri divideranno le briciole. 

Lei è uno che non ha paura, in genere, di dire quello che pensa: per chi voterà?

Deciderò con il gruppo, se fare una dichiarazione di voto dopo gli incontri. Al momento osservo. Mi incuriosisce Italexit.  Vedo che c’è la voglia di cambiare ed alcune tematiche che hanno posto le condivido. Personalmente vedo però che del sociale tutti ne parlano poco. Paradossalmente chi ne parla di più è Barsanti oltre al candidato rossoverde. Io vorrei si parlasse di come sostenere  la gente che non arriva in fondo al mese, sia i dipendenti, sia le piccole imprese, i pensionati, i disoccupati, di favorire il lavoro. Di ripensare la scuola. Di rendere il Comune e le partecipate veramente trasparenti. Di difendere l’ambiente e gli animali, di fare partecipazione con i cittadini e non di portarli in tribunale come Tambellini… La Caritas ha dei numeri di famiglie assistite impressionanti. Ma si parla di teletrasporto e teatri nel deserto…

Ultima domanda: cosa farà la sera stessa della proclamazione del vincitore se il sindaco sarà Raspini? E se sarà Pardini?

Spero di essere ancora euforico per i festeggiamenti dello scudetto del Milan. In ogni caso mi impegnerò in qualche modo per denunciare fuffigni, ingiustizie e problemi come posso e dove posso. Per me vengono prima le persone. Insomma chiunque vinca sosterrò quelle che per me sono le cause giuste. Se chiamato darò il mio contributo senza peli sulla lingua. I miei valori sono quelli e chi mi vuole sa esattamente dove trovarmi.

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