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L'evento

Caius Largennius, il legionario di Lucca

venerdì, 17 marzo 2017, 11:29

Alessandro Giucastro, studioso di storia romana e scopritore della Stele del legionario romano nato a Lucca Caius Largennius, è stato invitato dalla professoressa Giuliana Serrapede all’ISI Pertini ed è stato intervistato dagli alunni della 2AITT .

Signor Giucastro, come e quando ha saputo dell'esistenza di Caius Largennius?

Fu nel 1999 che leggendo un articolo su una rivista francese specializzata in storia antica venni a conoscenza dell'esistenza di Caius Largennius. Volendo approfondire l'argomento mi recai nelle biblioteche e tra le pagine dei libri ingialliti dal tempo mi si aprì un mondo affascinante, ma completamente sconosciuto per me, quello delle testimonianze della vita e delle imprese di tanti legionari che erano incise sulle Stele o pietre tombali. Fu così che iniziai la mia ricerca sia su Caius che su tanti altri soldati romani che vissero e perirono in terre molto lontane dalle loro patrie. Dallo studio di questi epitaffi si può sapere non solo quali erano i loro nomi, ma anche la loro provenienza geografica, la loro età al momento dell'arruolamento, come era l'abbigliamento, le unità dove militavano, la durata del loro servizio e l'età della loro morte.

Cosa l'ha spinta a far conoscere a Lucca quello che è probabilmente uno dei suoi concittadini più antichi?

Dopo anni di ricerca e una volta che mi sono trasferito con la mia famiglia in città, mi resi conto che di Caius Largennius tristemente non si sapeva niente a Lucca. Così nel dicembre 2016, durante un convivio culturale presso il museo della Domus Romana ho lanciato un progetto volto a far conoscere alla cittadinanza lucchese la Stele funeraria di questo antico legionario romano del I secolo d.C. appartenuto alla Legione II Augusta. La mia idea prevedeva una riproduzione della Stele da esporre a Lucca e un gemellaggio tra le due città di Lucca e Strasburgo, la prima che vide nascere Caius e la seconda che lo vide morire. Attualmente la Domus Romana di Lucca sta portando avanti l'intero progetto. Inoltre sono già stati presi contatti con il museo archeologico di Strasburgo per uno scambio culturale che il giorno 24 marzo 2017 culminerà a Lucca con la presentazione pubblica di questo evento. Sono molto fiero del fatto che le mie decennali ricerche sull’esercito romano abbiano portato alla riscoperta di questo legionario lucchese dimenticato in patria per più di 2000 anni e che il mio lavoro possa avere contribuito a dare rilievo ad un periodo poco considerato nella storia della città, quello romano. Pertanto mi auspico che in futuro questo progetto possa dare risalto al passato romano di Lucca e contribuire allo sviluppo di nuovi itinerari culturali e turistici che coinvolgano anche le scuole.

Giucastro, chi era Caius Largennius e cosa si sa di lui?

Caius Largennius era un legionario di origine etrusca nato a Lucca probabilmente tra la fine del I secolo a.C e l'inizio del I d.C. in età Augustea. Apparteneva alla tribù Fabia (alla quale era iscritta la città) e servi per 18 anni nella legione II Augusta fino alla sua morte avvenuta all’età di 37 anni nell'antica città di Argentorate (oggi Strasburgo), dove era acquartierata la sua legione. Se oggi sappiamo chi era lui è grazie al rinvenimento della sua Stele nel 1878 a Koenigshoffen, sobborgo di Strasburgo, in Alsazia, Francia. Oggi la Stele si trova all'interno del museo archeologico di Strasburgo e questa città gli ha dedicato anche una piazza dove si trova una riproduzione della Stele. La Stele originale è fatta in pietra calcare. Misura cm 147 di altezza, cm 67 di larghezza e cm 20 di spessore. L'epitaffio reca iscritto:

Caius Largennius, il figlio di Caius, della tribù Fabia, da Luca (Lucca), soldato della Seconda Legione e della centuria di Scaeva (dal nome del centurione), morto a 37 anni, avendo servito per 18 anni, giace qui.

Caius Largennius fu l'unico lucchese a essere arruolato nell'esercito romano?

Certamente no, nel corso degli anni sono state ritrovate numerose Stele di legionari provenienti dall'Etruria, inclusi alcuni lucchesi (non superano la decina) che oggi sono sparse in molti musei europei. Al tempo del nostro Caius i legionari venivano reclutati esclusivamente tra i cittadini romani e dal momento che la maggior parte dei cittadini romani erano italici, l'Italia intera contribuiva a rifornire le legioni stanziate nelle province. Col passare del tempo però, anche i peregrini, cioè i provinciali che non possedevano la cittadinanza romana, iniziarono a dare molti uomini alle legioni, diventando anche loro cittadini romani a tutti gli effetti.

Perchè è importante sapere chi era Caius Largennius?

L'Italia è probabilmente il paese dove è nato e dove è fiorito il più grande numero di civiltà e imperi dell'occidente. L'Italia ha dato al mondo la civiltà Etrusca e fu nel sud della penisola che la civiltà Greca raggiunse l'apice della sua cultura e ricchezza con la Magna Grecia. In Italia nacque la civiltà Romana e la penisola fu per secoli il centro di un vasto impero. Più tardi nacquero le Repubbliche Marinare di Amalfi, Pia, Genova e Venezia con i primi imperi commerciali e coloniali dell'evo moderno. Dall'Italia partirono i più grandi marinai e navigatori che diedero impulso all'era delle esplorazioni. Pensiamo poi all'età del Rinascimento con la sua arte e la nascita dell'umanesimo. Quindi, in un paese come l'Italia, con un bagaglio storico così vasto e importante, come non parlare di Storia? Come non parlare di Caius? Caius è uno di noi, si potrebbe dire, uno dei nostri antenati, questo era lui. Noi eravamo lui 2000 anni fa, e furono giovani come lui che portarono la civiltà latina agli angoli più lontani del mondo conosciuto di allora. E' importante ricordare che furono i Romani a unificare e a creare la prima entità politica e territoriale dell'occidente, l'Italia, che durò per più di 500 anni!. Furono i Romani a creare per la prima volta una sorta di unità Europea e Mediterranea nella quale fiorì la pace per secoli, non a caso venne chiamata Pax Romana, dove circolava una moneta unica e dove si parlava una lingua comune, il latino. Dobbiamo tenere anche presente che dopo la caduta dell'Impero Romano non ci fu una pace cosi duratura in Occidente per i susseguenti 1500 anni fino ai nostri giorni quando l'Europa si vide riunita di nuovo. Per questo è importante leggere e capire la nostra Storia perché solo così un paese può ritrovare la strada che aveva perso e questo non può che giovare all'Italia in un momento così precario come quello che stiamo attraversando. Come ha detto uno dei più grandi archeologi dei nostri tempi, Andrea Carandini, il futuro dell'Italia sta nel suo passato! Quindi è promuovendo eventi culturali che diano il meritato valore al nostro enorme patrimonio storico e artistico senza pari, con i nostri siti archeologici e i nostri bellissimi musei che l'Italia può veramente pensare di ripartire, non solo economicamente. Qui si tratta di ritrovare le nostre radici per poter capire chi siamo, ed è solo sapendo da dove veniamo che potremo tracciare un percorso sicuro e indicare la strada giusta alle nuove generazioni, insomma bisogna investire nei nostri giovani che saranno l'Italia del domani.

Per chi vuole saperne di più su Caius, di come era la sua armatura, in quale unità militava e tante altre cose, potete visitare il Blog dello studioso Alessandro Giucastro: www.alessandrogiucastroesercitoromano.wordpress.com.

 


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