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L'evento

Grande attesa per il Palio della Balestra

martedì, 10 luglio 2018, 16:11

di annalisa ercolini

Tutto pronto per la 44^ edizione del Palio della Balestra organizzato dalla Compagnia dei balestrieri. L'appuntamento è per giovedì alle ore 21.30 in piazza San Martino.

I balestrieri dei tre terzieri di San Martino, San Paolino e San Salvatore si alterneranno nel tiro.

“Il bersaglio realizzato come un tempo proprio con la forma di una ruota di carro è posto a 36 metri di distanza - esordisce il maestro d’armi Dino Tozzini -. Il corniolo tradizionale previsto dalla federazione ha il centro chiamato brocca, con un diametro di 12 centimetri. Al centro c’è la bulletta, il vincitore dovrebbe piantare la bulletta. Il balestriere dopo aver lisciato le penne della freccia che devono essere in perfetto equilibrio, si siede e allinea l’occhio con il bersaglio creando una linea immaginaria.”

Questa linea è influenzata da vari fattori del tiratore: il tremolio dalla mano, il cuore che batte, il vento che soffia, queste caratteristiche coadiuvate dal bagaglio tecnico, l’esperienza e il duro allenamento, durante tutto, l’anno possono determinare il risultato finale in positivo come in negativo. Al termine della competizione i giudici premiano i primi quattro classificati e al terziere vincitore va il tradizionale Palio.

Quest’anno il drappo è stato dipinto da una giovanissima studentessa del liceo artistico di Lucca, Rebecca Ricci. Emozionata ha spiegato: “L’ho realizzato ispirandomi all’evento dell’anno scorso e ai vari pali dipinti. Ho disegnato l’immagine di San Paolino sospeso sopra le mura e sotto tre tiratori di balestra vestiti con i colori di San Paolino, San Salvatore e San Martino.”

I terzieri che vantano il maggior numero di successi sono quelli di San Salvatore a seguire San Paolino e San Martino.

Quest’anno l’ordine di tiro vedrà fra i primi cinque:

1 - Marco Porqueddu – vincitore dell’anno 2017

2 – Nicola Lucchetti

3 – Giacomo Raffaelli

4 – Giulio Cesare Raffaelli

5 – Alberto Collodi

 

Nel 1970, un gruppo di amici, decide di riportare in auge il Palio della balestra fondando la Compagnia Balestrieri Lucca.

“Volevamo rivalutare la città da un punto di vista turistico – spiega il cancelliere dell’associazione Massimo Baldocchi -. In quel tempo uno dei primi soci della compagnia fu il direttore dell’archivio di Lucca il professor Antonio Romiti che aveva rintracciato dei documenti dove si andava a stabilire le regole del palio.”

L’associazione organizza rievocazioni storiche come il Palio di San Paolino senza tralasciare lezioni di storia medievale. L’amministrazione comunale colpita per gli innumerevoli meriti della stessa associazione qualche anno fa ha deciso di nominare la Compagnia rappresentante ufficiale della città di Lucca.

“All’interno dell’associazione esistono vari gruppi, - continua Baldoccchi - non solo balestrieri ma arcieri, sbandieratori, musici, figuranti e danza rinascimentale. Il numero degli iscritti arriva a 200 persone e sono tutti volontari.”

Dal regolamento del 1443, estremamente dettagliato e preciso, le norme del tiro sono rimaste pressoché immutate fino ai giorni nostri, solo alcune piccole differenze adeguate alle disposizioni di legge vigenti. Ad esempio, l’età dei giovani partecipanti partiva dai 15 anni, oggi è stato spostato alla maggiore età. L’altro aspetto riguardava i confini territoriali, infatti si legge nel documento che potevano competere i “cittadini lucchesi”. Quando era in voga il regolamento Pescia era territorio lucchese mentre Altopascio e Montecarlo erano in terra fiorentina. Per questo la partecipazione al palio è attualmente disciplinata con la nuova regola dei residenti nella provincia di Lucca. “In pieno accordo e collaborazione con il comune – conclude Baldocchi – la responsabilità rimane sulla Compagnia Balestrieri cosicché noi abbiamo previsto che possono tirare al palio i soci della compagnia.”

“Come presidente della Compagnia – interviene Giorgio Serafini – dopo tanti anni è giusto dare un risalto maggiore a questa manifestazione. Inoltre, stiamo lavorando ad un accordo con l’amministrazione comunale in modo che il Palio, non sia più della Compagnia ma del comune, con le responsabilità che ne conseguono. Avrei anche un desiderio, forse un’utopia, dato che la città ha sei gruppi storici, sarebbe bello poterne creare uno solo. Probabilmente con un po' di armonia e un dialogo determinato riusciremo a concretizzare questa idea”. 


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