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L'evento

Una magica notte azzurra sotto il cielo portoghese

sabato, 12 giugno 2021, 08:40

di marco materassi

Sotto uno splendido cielo stellato sulla rive dell'Oceano, lungo le sponde del placido Guadjana, se tendi l'orecchio sembra di sentire un vecchio ritornello che fa " notte magiche inseguendo un gol".

Sì è la vecchia canzone del duo Gianna Nannini e Edoardo Bennato che ci fa tornare ad Italia 90. Questa canzone che non è mai passata di moda, torna adesso prepotentemente ad accompagnare la nostra nazionale.

E per me è la prima volta che vedo gli azzurri da lontano, non sul solito divano di casa ma qui in Portogallo.

E' una strana vigilia quello che ho vissuto, tra una passeggiata e un caffè, qui a Vila Real. Un' attesa che poi alle 20 ore locali, alle 21 ora italiana termina.
Appuntamento in pizzeria, pizzeria che già dal nome non lascia spazio alla fantasia, " Gusto Italiano".

Tavoli pronti, i primi clienti/amici che cominciano ad arrivare, entra anche un cliente spagnolo che chiede se può vedere la semifinale tra Nadal e Djokovic, lo guardo poi, sintonizzo uno dei nostri tre televisori sul Roland Garros, tanto c'è ancora tempo. Lui mi ringrazia e tra una cerveza e due olive si guarda il match.

Poi alle 19,30 ci sintonizziamo su Rai uno, e alle note di "Vincerò" cantata da Bocelli, sale l'emozione. Lo spagnolo intanto dopo il primo set ci ringrazia e se ne va.

Alle 20 nella pizzeria ci saranno dieci- dodici clienti, ma sulla note dell'Inno di Mameli sembriamo dieci, cento, mille, senza ritegno anche per chi stona come una campana, lo cantiamo tutti insieme.

Rigorosa raccomandazione di ordinare svelti, perchè non voglio perdere la partita, mentre do una mano all'amico Nico, il re della pizza in Algarve.

Tra una margherita, una capricciosa, una napoli, ho il tempo di guardare anch'io la partita. Si soffre, siamo tesi anche noi, anche se già vedere il pubblico mi e ci regala emozioni sopite.
Intorno al ventesimo perdiamo il collegamento Rai, e ci sintonizziamo su eleven sport, commento in portoghese.

Si pressa, ma non si segna, "mamma li turchi", dice Vincenzo, questi si difendono in dieci, "dai allarga" suggerisce Enzo, forza Ciro, grida Dino, laziale al 100 per 100.

Primo tempo che finisce, reti bianche, un po' di delusione, si approfitta dell'intervallo per fare una fumatina, o per ordinare un "dolcino" o il caffè, per poter vedere la ripresa tutti insieme.

Uno accanto all'altro, anche se a distanza, si vede subito che c'è un'altra Italia, e finalmente arriva il gol. Tutti in piedi, e poi vai con i commenti: "oh lo vedi", "difenditi ora", "ora si allargano e vedrai...", si raddoppia, poi addirittura arriva anche il terzo gol. Rilassamento, soddisfazione, gioia ed emozione, miscuglio di sentimenti che adesso sono tra i tavoli e tra di noi.

Arriva il triplice fischio: " e una", "siamo forti", "grande Mancini" ,siamo ancora tutti qui, quando Nico mi chiama in cucina e mi da un vassoio con su una dozzina di bruschette appena fatte. Olio e aglio, tanto non abbiamo nessuna da baciare, non resta nulla nel vassoio, una birra e chiusura con un limoncello, tanto per non dimenticare da dove veniamo.

Alle 22, come diceva una vecchia canzone " ecco la musica è finita, gli amici se ne vanno", si resta io e Nico. Si sparecchia, ci prepariamo per il giorno dopo, un'ultima sigaretta per lui, un sigaro per me, e poi si va a casa.

Strana sensazione, questa vissuta stasera, per un momento mi vengono in mente le facce di chi vive all'estero e aspetta la Nazionale per un senso di rivalsa.

Qui non è così, qui non è come quello che subisce il grande Nino Manfredi nel film "Pane e cioccolata", qui c'è simpatia per noi, anche se qui tutti sperano in un altra vittoria europea, sperando ancora in Cristiano Ronaldo aspettando con trepidazione la partita d'esordio.

Rientro a casa, mi sintonizzo su Rai uno, i commenti, le interviste, e per una sera questa non è la solita notte portoghese, questa è una grande e bella notte italiana.


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