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L'interSVISTA

Sogno o son D'Urso?

mercoledì, 2 ottobre 2013, 08:36

di silvia toniolo

San Luca, ci siamo quasi, la struttura è praticamente ultimata. Parola del direttore generale dell’Asl 2 Antonio D’Urso che minimizza sulle criticità ancora da risolvere che, tuttavia, ha ben presenti e accoglie con una certa positività. Così per quanto riguarda l’ospedale unico della Valle. Perché questa sembra essere l’unica soluzione possibile, in grado di soppiantare due presidi vecchi e inadeguati come quelli di Barga e Castelnuovo.

Parliamo del nuovo ospedale San Luca, i tempi dicono che ci siamo quasi, ma ci sono ancora criticità da risolvere. Dal sopralluogo di ieri è emerso che ci sono infiltrazioni, come è possibile?

La struttura non è consegnata, ma in fase di collaudo che serve per vedere se è idonea all’utilizzo. Il concessionario si è assicurato che tutte le questioni saranno prontamente ripristinate. In una macchina complessa come quella che stiamo realizzando è normale che possano emergere imprevisti.

I tecnici dicono che l’infiltrazione deriva dall’impianto antincendio ancora da completare… Una negligenza quindi?

Non è affatto una negligenza dei tecnici, al contrario. Il fatto che ci sia acqua significa che l’antincendio è stato provato, è un punto di forza. Ripeto, siamo in una fase di collaudo in cui si devono mettere in atto degli aggiustamenti, ma la costruzione è praticamente finita.  Il sistema dell’antincendio ha perso acqua magari perché non era sigillato.

Conosciamo bene i disagi degli abitanti nella zona del nuovo ospedale. Case con vista sui rifiuti, acque stagnanti, alcune a pochi passi dalla piazzola dell’elisoccorso. La conseguenza è il generale deprezzamento delle case. Come si intende far fronte a questa situazione?

La collocazione dell’ospedale è un dato di fatto imposto dal comune. Ho instaurato un rapporto con il concessionario per ridurre i disagi nella zona. Riguardo l’elisuperificie è stato presentato un progetto in Enac che modifica i coni di atterraggio e di decollo per preservare e minimizzare i disagi. Per quanto riguarda la vista sui rifiuti e l’accumulo di acque stagnanti sono state fatte con il concessionario delle piantumazioni che ne ostacolano la vista.

E se capitano errori nella fase di atterraggio dell’elicottero o eventi atmosferici che mettono in pericolo le case sottostanti?

L’ospedale è stato progettato con una validazione preliminare di Enac, mi preme quindi distinguere tra  aspetti formali e strutturali da quelli soggettivi. Personalmente mi sono premurato di chiedere al gestore di individuare i coni di atterraggio in modo che siano protettivi nei confronti dei residenti e modificarli in base a questa esigenza. E poi consideriamo che il numero dei voli sarà intorno a una decina l’anno, forse meno. Non si tratta di un problema di carattere formale, ma di fastidio soggettivo e da cittadino lo capisco. Per questo ho chiesto ai tecnici di adottare tutte le misure necessarie in questo senso. So quanto la città di Lucca è attaccata alle sue tradizioni, ma vorrei che il San Luca diventasse un valore per la città. Sarebbe interessante che Lucca si aprisse alla struttura prima dell’inaugurazione, per questo abbiamo programmato una serie di incontri. Molti pregiudizi nascono da timori, preoccupazioni, magari incomprensibili tecnicamente. A volte si ingigantisce per il timore dell’incerto. 

All’interno della nuova struttura non saranno collocate alcune funzioni come la dermatologia, centro trasfusionale e antidiabetico. E sono servizi che le linee guida regionali e nazionali, invece, prevedono..

Questo è vero in parte. Ci saranno dermatologi e diabetologi per quanto riguarda le attività che si faranno nel  nuovo ospedale, dove è garantita la presenza degli specialisti necessari per i pazienti in fase di ricovero. Questo non ha nulla a che vedere con l’ubicazione del centro antidiabetico o di dermatologia. Se il paziente ricoverato ha bisogno di questi specialisti, li avrà. Lucca non ha un centro socio sanitario come altri comuni. Questa sarebbe la funzione di Campo di Marte, per dare risposta a cittadini che non hanno bisogno di ricovero. Tutto ciò che può essere territorializzato lo sarà. L’idea è quella di replicare l’esperienza della Casa della Salute nella sede di Campo di Marte.

Non bastava quindi attrezzare meglio Campo di Marte?

E nei tre anni in cui si costruiva? Lucca non ha un ospedale gemello in Valle del  Serchio che poteva essere usato come cuscinetto.

Cosa dice della mancanza dell’obitorio?

L’obitorio è funzione comunale, resta dov’è, in Campo di Marte.

Si, questo si sa. Ma Lei cosa ne pensa?

La progettazione è stata completata quando sono arrivato a Lucca, la struttura era finita.. Io penso che le cappelle del commiato debbano essere in ospedale. La modifica di questo elemento non era possibile per lo stato di avanzamento della struttura. Quando ero a Prato mi ero posto il problema e chiesi al direttore generale di considerare questa possibilità, ma a Prato è diverso perché per tradizione le cappelle stanno fuori.

Per quanto riguarda il parcheggio, ha idea di quanto costerà la sosta? Sono tutti soldi che finiranno nelle tasche dei privati…

Il parcheggio dell’ospedale San Luca sarà dimensionato in due posti e mezzo per ogni posto letto, è lo standard previsto per il parcheggio degli ospedali. Sarà suddiviso in due zone, quella per i dipendenti, vicino alla palazzina economale e l’altra per i visitatori, antistante l’ingresso. Il parcheggio per i dipendenti sarà gratuito, a pagamento, invece, quello per i visitatori. Questo è quanto stabilito nella convenzione del 2005 tra comune, Provincia e Regione.

Lei ha influenza su questo?

Ho chiesto al sindaco di incontrare il concessionario per allineare il costo della tariffa in relazione a quello della città. Ma il concessionario ha tutto l’interesse nel far sì che la tariffa non sia sproporzionata. Fino a che il comune non avrà definito la viabilità e i parcheggi di quel quadrante l’azienda ha tutto l’interesse di avere il rendimento stabilito nel contratto.

Parliamo di costi. Già quelli che sono stati necessari a fronteggiare il rischio idraulico sono folli. E questo è un chiaro segnale dell’inadeguatezza del sito…

Il costo di costruzione dell’ospedale al metro quadro è minore di quello dell’edilizia economica popolare. L’ospedale ha un grande investimento tecnologico, a partire dalla nuova risonanza magnetica e in generale a tutte le attrezzature che ne accrescono il valore. Più che di rischio idraulico io parlerei di condizione di fragilità, un problema cui si pensò fin dall’inizio. Nell’accordo di programma del 2005 Provincia e Autorità di Bacino assunsero l’impegno di questi lavori. Gli studi hanno dimostrato che il San Luca è una sacca di espansione naturale, le cui criticità erano ben visibili nel 2000. Le opere previste erano la ricalibratura del Canale Soccorso e la  costruzione di vasche volano, interventi che assicurano la cosiddetta invarianza idraulica del progetto del nuovo ospedale. L’urbanizzazione che ha interessato gli anni dal 2003 al 2012 ha portato a una copertura del suolo di 26 mila metri quadri, 16 mila per il nuovo ospedale, 10 mila per altri manufatti. La situazione si è aggravata e allo stanziamento iniziale, nel 2005, di 250 mila euro, si è arrivati a 1 milione e 200 mila euro nel 2013. Tutte le opere idrauliche che interessano la zona hanno avuto necessità di una rivisitazione e questo è  il valore stimato. Mi rendo conto che ai residenti si allaga la casa, ma la colpa si attribuisce erroneamente tutta al nuovo ospedale. Io non ho la responsabilità della localizzazione e la stima dell’opera di intervento idraulico non è nelle mie competenze. Però mi sono adoperato, sollecitando l’intervento della regione, per ridurre le criticità.

Ospedale unico della Valle. Mologno o Piano Pieve? La conferenza dei sindaci ha votato a febbraio per Piano Pieve. Lei cosa ne pensa?

Solo ai sindaci spetta indicare la sede e lo hanno già fatto. Io posso dire che l’ospedale unico è una scelta obbligatoria per la Valle del Serchio perché i due stabilimenti, di Barga e Castelnuovo, fanno fatica, da soli, a garantire adeguatezza.

Ma cosa ce ne facciamo di un ospedale da 80 posti letto, quale sarà quello di Piano Pieve?

I sindaci hanno firmato nel 2011 l’accordo che prevedeva 120 posti, indipendentemente dalla localizzazione. Poi la Conferenza ha avviato un confronto dal quale sono emersi i due siti e si è deciso per Piano Pieve. L’assessore regionale Marroni ha fatto studiare la tipologia di ospedale e ne è emerso quello da 80 posti. Questo perché l’ospedale è agganciato al territorio e influenzato dalla localizzazione. Da nessuna parte sta scritto, ad esempio, che quello di Mologno andrebbe ad ospitare 120 posti letto. Lei fa riferimento allo studio di Andrea Vannucci di Ars che ha fatto un’identificazione sulla base di una valutazione tecnica. E’ chiaro che più un ospedale è a sud, più si tenta di raccogliere la mobilità passiva, ma per recuperarla servono i professionisti, non basta costruire una struttura. Il problema deve riguardare le attività che la nuova struttura ospiterà, non il numero dei posti letto.

Visto che non ci sono soldi, non sarebbe stato forse meglio potenziare i due ospedali esistenti di Barga e Castelnuovo?

Assolutamente no, perché hanno vincoli architettonici e strutturali, oltre al fatto che due ospedali come entità autonome vicine non hanno significato. L’ospedale unico è un’opportunità.

L’opera pubblica costerà 50 milioni. Ce la fa la Regione?

L’assessore dice che la Regione avrebbe fatto il possibile, lo ha detto ad agosto, alla scorsa conferenza dei sindaci.  

Quando è previsto l’inizio dei lavori?

L’assessore lo dirà alla prossima conferenza dei sindaci, perché si aspetta ancora il loro parere sugli 80 posti letto.

Quindi nel tempo di attesa di costruzione del nuovo ospedale cosa si fa? Si spendono altri soldi per adeguare le strutture esistenti?

Si, io ho proposto di unificare le attività ospedaliere in uno dei due padiglioni. Una soluzione che ho presentato ad agosto indipendentemente dalla sede. I servizi sono gli stessi, quindi la qualità e la quantità sono assicurate, diversi invece sono i costi.

Quali sono questi costi?

Uno 2,9 milioni, l’altro 5,2 milioni. Vorrei però che la scelta fosse fatta non sui costi, ma sul progetto.

Una cifra consistente, per essere destinata a una fase transitoria…

Non c’è alternativa. Ci troviamo in una situazione che è divenuta insostenibile. Abbiamo l’ostetricia da una parte senza soccorso, funzione che invece abbiamo nell’altro nosocomio. Questo vuol dire che le donne che partoriscono a Barga devono prima passare da Castelnuovo… Se i tempi di costruzione del nuovo ospedale dovessero richiedere tempi più lunghi, non possiamo fare affidamento su una macchina inefficiente e vecchia come quella attuale. La scelta del presidio unico è vincente.

Nel 2012  sono andati 38 milioni di euro in retribuzioni solo ai dirigenti della Asl 2 …Una cifra forse esagerata visti i tempi e le spese che si stanno sostenendo.

Le sembra una cifra così elevata? Io dico che la retribuzione è la modalità con la quale i professionisti si sentono motivati. Non è corretto ridurre le competenze, ma modificarle dove queste siano percepite non in relazione ai reali bisogni dell’azienda. Non posso immaginare che il guadagno sia finalizzato unicamente alla reperibilità. La retribuzione dei medici non la ritengo alta, anzi. Siamo fermi con i contratti da anni. La sanità è una macchina complessa, ci sono professionisti con un ruolo di alta responsabilità. E lo stipendio è stato tagliato, non solo… Noi in Toscana siamo tra i meno pagati, guardi quanto prende in Veneto un mio equivalente...e poi ne riparliamo. Il punto è che si deve smettere di parlare di quanto costiamo, ma concentrarsi sulla qualità dei servizi. La stampa ama parlare dei costi della burocrazia… Senza contare che i dirigenti fanno funzionare la macchina e quindi devono essere retribuiti dignitosamente.


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