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L'interSVISTA

Cédric Villani, il teorema vivente

sabato, 2 novembre 2013, 10:46

di aldo grandi

La libreria Ubik di Gina Truglio, questa infaticabile commerciante animata dalla straordinaria capacità di essere anche e, forse, soprattutto, una operatrice culturale, ha ospitato ieri pomeriggio due eventi legati ai Comics e di livello internazionale. Non è stato un caso, infatti, che sia il piano terra sia, soprattutto, il primo piano, fossero stipati di curiosi e appassionati del genere. Ormai, è bene dirlo subito a scanso di equivoci, la libreria Ubik si è conquistata, nel breve arco di tempo da quando è arrivata, il giusto titolo de La Libreria di Lucca. Questo per il numero e la qualità degli eventi ospitati pressoché settimanalmente o, addirittura, bisettimanalmente. Anche Luccalibri, sia pure sotto un profilo e un target diverso, si fa promotrice di iniziative culturali interessanti, ma non c'è dubbio che la quantità degli appuntamenti sia decisamente superiore. 

Così, in collaborazione con Lucca Comics&Games, Cédric Villani, matematico vincitore della prestigiosa Medaglia Fields (premio corrispondente al Premio Nobel della matematica) è stato in via Fillungo a dialogare con Emanuele Cagliotti (matematico dell'Unive. La Sapienza di Roma). Ha presentato Stefano Pisani (giornaista). Pressoché alla stessa ora, la giovanissima scrittrice francese Julie Maroh con la sua Graphic Novel "Il Blu è un colore caldo" che ha ispirato "La vita di Adele" il film vincitore della Palma d'oro a Cannes 2013, ha disegnato per i suoi lettori: timida, almeno all'apparenza e nnostante i suoi tatuaggi, decisa nel non volersi far fotografare più di tanto e noi ci siamo appena riusciti, ha allietato il pomeriggio con una presentazione cheha riscosso consensi unanimi tra l'altro in coincidenza con l'arrivo del film al cinema Centrale.

Quando chi scrive arriva alla libreria Ubik per fare due chiacchiere con Villani, questo genio della matematica, la stanza - piccola e un po' angusta menomale che funzionano i condizionatori d'aria vista la temperatura - è sovraffollata di gente che tutto appare fuorché annoiata. Era da prevederlo, il suo libro Il teorema vivente - La mia più grande avventura matematica edito da Rizzoli, campeggia sul tavolino ed è andato, giustamente a ruba. Onestamente, per chi, come il sottoscritto, la matematica è sempre stata un'opinione, le pagine appaiono, spesso, pressoché incomprensibili o quasi. Comprensibile, invece e affascinante, il percorso che l'autore compie per raggiungere la sua scoperta dopo dimostrazioni su dimostrazioni.

Cédric Villani ha finito di spiegare e spiegarsi al pubblico, il suo italiano non è fluente, ma si fa, spesso, capire segno di una sua certa familiarità con il nostro Paese e la nostra lingua, ché deve fermarsi a firmare i libri acquistati dai suoi seguaci. Molti sono professori di matematica di scuole inferiori e superiori, altri semplici curiosi. La fila è estremamente lunga e il tempo infinitamente poco, ma nessuno si spazientisce anche perché Cédric concede almeno cinque minuti a ciscun libro. La sua dedica, infatti, è una sorta di opera d'arte con tanto di fumetto e personalissima dedica.

Quarant'anni, il volto di un bimbo, i capelli lunghi sulle spalle con la divisa al centro, un look da eterno studente modello se si aggiungono i fiocchi o le simil cravatte che indossa retaggio - dice - "di quando aveva vent'anni e frequentava l'ambiente universitario a Parigi". Sulla spalla, giusto a pochi centimetri dal mento, un ragno che è un portafortuna, ma, per lui, probabilmente qualcosa di più. Finisce di siglare i libri e si stende, si fa per dire, sulla sedia che a malapena lo contiene. Non ha le scarpe, se le è tolte come fa chi ha voglia di rilassarsi e riposarsi incurante di chi gli sta intorno e dell'ambiente circostante: scarpe nere, lucide, che se ne stanno buone buone sotto il banco in attesa che il loro padrone si decida a infilarsele nuovamente. E' un grande appassionato di fumetti, divora di tutto e non disdegna quelli italiani. Conosce bene i nostri disegnatori, ma non sa chi è Luca Bonelli né ha mai letto Tex che non rientra tra i suoi preferiti. Vive a lungo negli Stati Uniti dove i cervelli più interessanti e intelligenti non fanno, come da noi, fatica ad affermarsi e a scoprire la propria vocazione.

Monsieur Cédric il suo nome tradisce origini italiane.

Vero, la mia famiglia viene dall'Italia, siamo passati da Napoli e da Genova, tanti anni fa. 

Lei si rende conto di essere un genio?

No. La nozione di genio è relativa. I geni sono altri e io non mi ritengo tra questi. Diciamo che sono una persona con una buona capacità di sintesi, con una ottima capacità di mettere tutta la sua intelligenza su un obiettivo, ossia di focalizzarlo. Sono anche una persona che sa essere capace di farsi ossessionare da un problema. E che, infine, è da sempre interessato ai problemi astratti legati alla realtà.

Lei porta un ragno sul petto. 

Io ho sempre avuto un ragno sul petto, ma è un segreto e non intendo rivelarlo.

E il suo fiocco rosso?

E' il mio stile di vestire, l'ho appreso quando avevo 20 anni e vivevo a Parigi.

Dicono che quelli come lei, così studiosi, hanno poco tempo per fare sport.

Fare un po' di attività sportiva è importante se uno è un intellettuale. Quando ero più giovane ho partecipato a competizioni di ping pong. Adesso non ho più il tempo, ma ritengo che, soprattutto per coloro che svolgono un lavoro di tipo mentale, una regolare attività fisica aiuta senz'altro. Inoltre è anche una questione di salute: se sei malato, non puoi lavorare bene e, quindi, fare sport ti permette di migliorare le tue prestazioni anche a livello professionale. Sono sincero. Per buona parte dell'anno io vivo a Berkeley in California dove c'è un istituto di ricerca. Quasi ogni giorno vado al lavoro in bicicletta da casa mia, sono circa 45 minuti su e giù con un dislivello, spesso, anche di 300 metri. Cerco, in sostanza, di muovermi un po'.

Prima volta che viene a Lucca?

Sì.

E per i Comics giustappunto.

Vero, gli organizzatori mi hanno invitato e io sono venuto più che volentieri. Sono un grande lettore di fumetti. Dai Manga ai fumetti francesi, a quelli italiani, ai belgi e agli americani. 

Chi conosce degli italiani?

Direi i classici, Manara, Pratt.

Bonelli di Tex?

No, non amo il genere.

La gente pena che voi studiosi viviate sui libri e non vi godiate la vita. La sua che tipo di vita è?

La mia vita è abbastanza normale sebbene io stia lavorando a molti progetti. Ciò non toglie che io non ami il buon ristorante o andare al cinema. C'è spazio anche per quelli nella mia vita. Ora, venendo qua, mi sono voluto fermare a prendere un gelato da Grom in via Fillungo e devo dire che era molto buono.

 

 

 

 


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