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L'interSVISTA

Chirurgia estetica? Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere

mercoledì, 24 settembre 2014, 13:59

di aldo grandi

Cristiano Biagi, 42 anni, medico chirurgo specialista in chirurgia plastica ed estetica, libero professionista, lavora presso il centro medico Esculapio di Lucca a San Concordio. Sposato con Katia, ha una figlia Celeste di due anni. Nato a Lucca, dopo la laurea conseguita a Pisa si è specializzato in chirurgia plastica presso l'Università di Padova. Ha perfezionato le tecniche in chirurgia estetica frequentando importanti scuole all'estero tra cui la scuola di Ivo Pitanguy in Brasile e la scuola del professor Fernando Ortis Monasterio a Città del Messico. 

Sul suo bigliettino da visita sta scritto Il bello è piacersi. Un motto o una filosofia di vita?

Una filosofia di lavoro. Nel senso che il mio obiettivo è quello di soddisfare il paziente nelle sue aspettative allorché siano raggiungibili e realizzabili in modo tale che, vedendosi meglio fuori, stia meglio anche dentro.

Quanto conta, oggi, essere belli fuori rispetto all'essere belli dentro?

La risposta è moltissimo, forse anche troppo. Cerco di mantenere un approccio etico alla mia professione, vale a dire evito l'esagerazione e non cerco di raggiungere una falsa idea di bellezza bensì una bellezza naturale che stia bene addosso al singolo paziente e che rispetti il suo carattere, la sua personalità, la sua morfologia.

Quanto è cambiata la chirurgia estetica negli ultimi decenni?

E' cambiata moltissimo sia perché è diventata 'accessibile' a tutti e non più, quindi, un qualcosa di riservato alle classi abbienti, ma è cambiata anche perché gli interventi sono sempre meno invasivi e permettono nella maggior parte dei casi un ritorno quasi immediato alla propria vita sociale e lavorativa.

Una volta erano, soprattutto, le donne a rivolgersi al chirurgo estetico. Oggi?

Oggi il rapporto sta cambiando e un paziente su tre è maschio. I maschi chiedono tutto quello che può permettere loro di migliorare l'aspetto del corpo e ridurre i segni di invecchiamenti del viso.

Dicono che siano anche più esigenti delle donne.

Sì, confermo. Nella maggior parte dei casi il maschio ha delle aspettative più elevate rispetto a quelle delle donne.

Perché secondo lei?

Il maschio si è avvicinato da poco alla chirurgia estetica quindi non ne ha una grande espereinza rispetto alle donne che, invece, la conoscono già da diversi decenni e sanno quali sono gli obiettivi realisticamente ottenibili. Probabilmente c'è anche un fatto edonistico, alcuni maschi sono autoriferiti nel senso di un po' eccessivamente rivolti verso se stessi, mentre la donna, spesso, tende a piacersi ma anche a piacere agli altri, l'uomo è più concentrato su di sé.

Lei è anche chirurgo plastico oltre che estetico. Quanto è importante l'accoppiata?

E' fondamentale. Perché l'esperienza maturata durante gli anni di lavoro ospedaliero in chirurgia plastica ti fornisce le basi indispensabili per poter praticare correttamente anche la chirurgia estetica. Troppo spesso, in Italia soprattutto, il chirurgo 'estetico' non è specialista in chirurgia plastica e ciò causa danni difficilmente riparabili. E' necessario che le persone vengano informate correttamente.

Com'è possibile, a suo avviso, che certe donne di spettacolo presentino labbra più simili a un canotto ed estremamente antiestetiche? Colpa loro o colpa dei chirurghi che le operano?

La colpa principale è del medico che esegue i trattamenti o gli interventi che producono risultati innaturali, sproporzionati. Il chirurgo 'etico' deve saper dire di no alle richieste assurde che gli provengono da alcuni pazienti.

Faccia un esempio di esperienza professionale diretta.

Ho avuto modo di visitare tante donne che volevano continuare ad aumentare il volume delle labbra o rimpicciolire un naso già estremamente piccolo oppure ingrandire un seno già ben proporzionato per il solo gusto di provocare e apparire sensuali. La vera bellezza sta nell'armonia e nella simmetria.

Con l'avvento, ormai radicato, della società dell'immagine, sono sempre di più coloro che esercitano una professione così delicata come la sua promettendo ringiovanimenti, a volte, sospetti. Soprattutto se conseguiti con poca spesa e senza grande professionalità. Esiste anche da voi, intendo dire nel suo settore, il fenomeno dell'abusivismo dilagante?

Ho esperienza diretta in quanto riferitami da alcune mie pazienti, di persone nemmeno laureate in medicina, come alcune estetiste, che praticano trattamenti di medicina estetica ossia di iniezioni di fillers e botulino.

Ma perché, per fare delle iniezioni di botulino ci vuole la laurea?

Certamente sì, ci vuole la laurea in medicina e bisogna avere una minima esperienza in estetica. 

Qual è la richiesta più assurda che le è mai stata fatta da una sua paziente?

Indubbiamente l'aumento eccessivo del volume delle protesi mammarie. Ad esempio quando una paziente ti chiede una ottava o una nona misura di seno.

Ma è matta?

Sì sicuramente ha dei problemi di natura psicologica. La richiesta va rifiutata e la paziente va convinta a rinunciare al proposito e ad accettarsi per com'è.

E da un paziente maschio?

Fra i maschi è in crescita la richiesta per chirurgia intima vale a dire il miglioramento dell'estetica dei genitalòi talora realmente motivata da dimensioni realisticamente contenute e a volte, invece, frutto di puro edonismo.

Ci sta facendo capire che Rocco Siffredi non verrebbe mai da lei?

No, non è vero. Ho recentemente avuto modo di visitare due pazienti obiettivamente normodotati che mi hanno richiesto un ridimensionamento per motivi professionali.

Dottor Biagi, sta dilagando, dicono le statistiche, la moda della chirurgia estetica low cost fatta, soprattutto, all'estero, magari in Sudamerica o in Nord Africa. E' un allarme giustificato secondo lei?

Direi di sì. I rischi sono molto alti perché le strutture dove vengono eseguiti questi interventi non sono quasi mai a norma, i medici spessissimo non sono specialisti e i materiali adoperati di scarsa qualità. Per risparmiare qualche centinaio di euro le persone corrono rischi gravissimi per la loro salute. Il lavoro del chirurgo plastico non si limita all'intervento chirurgico eseguito con perizia e nella struttura adeguata, ma continua, successivamente, con le medicazioni e i controlli che vengono fatti per mesi fino a completa guarigione e soddisfazione del paziente. 

Un esempio?

Potrei citarne molti tra cui uno, recentissimo, di una donna che per risparmiare era andata in Bolivia a farsi impiantare le protesi ai glutei. Tornata in Italia dopo appena due giorni, me la sono trovata in ambulatorio con la ferita aperta e le protesi purulente. Ho dovuto sottoporla, per rimediare al guaio, a tre interventi chirurgici nell'arco di sei mesi. 

Sia sincero: non trova che, in fondo, se un uomo è innamorato della propria donna, dovrebbe accettarla così com'è, magari anche con il sedere piatto?

Nella realtà questo non accade anche se dovrebbe essere così. Dal punto di vista del maschio è sempre preferibile 'avere' accanto una donna attraente nonostante l'età e dal punto di vista della donna c'è sempre il desiderio di vedersi più bella anche per accontentare il partner.

Se non avesse fatto il chirurgo estetico cosa avrebbe fatto?

Avrei fatto l'archeologo. Sono affascinato dalla bellezza delle antiche civiltà e quando posso permettermelo, mi regalo un viaggio.

Chirurgo plastico ed estetico: immaginiamo che sua moglie sia felicissima.

Lo è e qualche volta ne ha approfittato per piccoli invisibili ritocchi. Il mio obiettivo è mantenerla bella, ma al naturale.

Lei non si sente mai investito del potere divino di restituire l'eterna giovinezza?

Della responsabilità sì, del potere no. Credo che questo spetti ad altri.

Secondo lei esiste il mito dell'eterna giovinezza?, e, soprattutto, arriveremo mai, un giorno, a non invecchiare?

Il mito come desiderio umano esiste da sempre, ma anche se l'uomo riuscirà, un giorno, a non mostrare segni esterni di invecchiamento, non riuscirà mai, secondo me, a fermare il tempo dentro.

Parlava prima di uomini che desiderano e donne che, oltre a desiderare, amano soddisfare. Quanto ciò dipende dalla antropologia? Ossia, quanto è nella natura dell'essere umano e del maschio in particolare, desiderare sempre e comunque una donna bella al proprio fianco?

Uomo e donna sono profondamente diversi. L'istinto del maschio è quello del cacciatore, la donna antropologicamente, è stanziale, ma direi anche fisiologicamente, è incline a prendersi cura dell'uomo e dei figli. E in questo rientra il desiderio di essere bella non solo per se stessa, ma anche per il suo partner.

Dottore lei sa che qualche accesa sostenitrice dell'eguaglianza dei sessi potrebbe giudicare il suo lavoro tipicamente maschilista?

Probabilmente alcune femministe potrebbero pensarlo, ma il mio obiettivo è quello di soddisfare le giuste richieste della maggioranza delle donne e la maggioranza delle donne la pensa come me.

 

Foto Fiorenzo Sernacchioli www.fotofiorenzo.it

 

 

 

 


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