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L'interSVISTA

Baccelli di rovo

lunedì, 26 gennaio 2015, 03:33

di silvia toniolo

Ha una sola certezza, quella di essere salito sul cavallo giusto, renziano e la consapevolezza che, comunque vadano le cose su uno sgabello, da qualche parte, ci sarà scritto il suo nome: Stefano Baccelli. Non lo ammetterebbe mai e lo sa nascondere bene, da buon ex democristiano. Presidente della Provincia dal 2006, è in procinto di dimettersi e scendere in lizza alle regionali: l'ente ha di fatto ricevuto la sua sentenza di morte e per candidarsi a sindaco di Lucca dovrebbe aspettare, ormai, il 2017. Che quello della provincia sia un ente inutile non lo ammette di certo, ma nemmeno sostiene il contrario.

Stefano Baccelli, presidente della Provincia da nove anni, non termina il secondo mandato ed è di nuovo sulla rampa di lancio.

Probabilmente, anche se ancora non c'è formalizzazione. Sia alcuni amministratori, in particolare sindaci, sia esponenti del mio partito propendono per la mia candidatura. Credo che in questa fase di destrutturazione e di abolizione delle Province vedano in me la figura che in qualche modo possa continuare un'attività di dialogo con la Regione, con il governo nazionale, e con altri interlocutori significativi, in particolare con i comuni più piccoli, che vedono nella perdita della Provincia il venir meno della garanzia di un gioco di squadra e di una autorevolezza. Pensano a me come la figura che può continuare a rappresentare il territorio in consiglio regionale. I consiglieri verranno ridotti da 54 a 40, quindi è verosimile che per il partito democratico possano essere due: è un ruolo che in qualche modo diventa significativo, sempre nell'ottica di un rapporto tra territorio, comunità e regione Toscana.

Anche lei, come il suo predecessore Tagliasacchi, intende campare di politica fino alla pensione?

Se si pensa al mio curriculum vitae, credo che tutto mi si possa dire meno che io sia un professionista della politica.

Se lo dice lei che è stato presidente della Provincia per due mandati...

Se volete mando il curriculum alla Gazzetta di Lucca così capite che sì, sono un politico, ma prima, fino all'età di 40 anni ho avuto un percorso di formazione preciso. Oltre alle scuole ordinarie - ho fatto il liceo scientifico, mi sono laureato in giurisprudenza e ho fatto il praticantato - ho l'abilitazione per avvocato, poi la scuola di specializzazione di diritto amministrativo a Bologna, anche se, a dire la verità, mi manca la tesi.

Cosa c'entra, scusi, il suo percorso di formazione scolastica e universitaria?

Se mi fa finire le dico che, come saprà, sono stato assunto alla Salt come semplice impiegato prima, come capo dell'ufficio legale solo in un secondo momento.

Grazie ai suoi studi di giurisprudenza quindi.

Era per dirle che per svolgere una carriera politica, bisogna avere una professionalità e un lavoro. Penso di non rimanere in un ruolo politico a vita anche perché non dipende dal sottoscritto quanto dai cittadini della provincia di Lucca. Il vero giudizio di un politico non è il curriculum, ma il consenso dei cittadini.

E una tradizione di famiglia, forse, come la sua.

Le posso dire che io ho respirato passione politica fin da bambino. Del resto la vera storia delle famiglie politiche provenienti da San Marco nasce dalla parrocchia di San Marco, da un certo monsignor Tocchini che secondo mio padre era - mi continua a dire - il più antifascista che abbia conosciuto tra qualche antifascista di San Marco, che mise su la prima Lega bianca, il primo sindacato degli operai della Cantoni con il circolo Coraggio, che mise insieme giovani appassionati al sociale. Lì c'erano figure tipo Ferdinando Martini, Italico Baccelli, gente che si formò nell'impegno sociale e politico all'antifascismo, durante il fascismo. Lì si formò la classe dirigente nell' impegno sociale. Sempre mio nonno - diplomato alle belle arti - dedicava il suo tempo a istruire le persone, ad alfabetizzare e a dare erudimenti di geometria e di matematica. Quella classe dirigente - ex Dc dell'immediato dopoguerra - era composta da figure riconosciute nel loro impegno antifascista e sociale. Io ho effettivamente respirato passione politica da bambino. Ne sono orgoglioso, la mia formazione culturale nasce intorno a San Marco.

Baccelli lei quindi ritiene di non aver mai avuto una nomina politica per cooptazione?

Lei insiste su questo punto. Che io mi ricordi no, non l'ho mai avuta una nomina politica per cooptazione nella mia storia di amministratore. Sono stato, è vero, candidato a presidente della Provincia, ma ho fatto le primarie nel 2006 e le ho vinte per il 70 per cento dei voti. Dopodiché ho fatto le elezioni provinciali grazie al contributo di tutti - amiche, amici, sostenitori, partiti - e, per la prima volta nella storia della provincia di Lucca, quando c'è stata l'elezione diretta, ho vinto al primo turno. E non era scontato, all'epoca, per noi di centrosinistra. Sono stati i cittadini che lo hanno deciso e lo saranno anche alle regionali. Questa legge prevede le preferenze. Nel caso sia eletto proseguirò il mio ruolo politico, nel caso i cittadini decidano di non eleggermi, terminerà qui la mia stagione.

Resta il fatto che la sua candidatura alle regionali, sembra un dato di fatto, pare che lo abbiano già deciso per lei. Del Ghingaro punta su Capannori, ma lei ha l'appoggio della Mediavalle, terra di Marcucci.

L'appello dei sindaci della Mediavalle, come anche di alcuni della Piana, credo sia una cosa naturale e dimostra che mi sono sbattuto per questo territorio. Io immagino che se ci sono questi appelli vuol dire che ho svolto il lavoro con correttezza, nei confronti dei vari comuni, è un riconoscimento. I cittadini decideranno al momento fondamentale. Per quanto riguarda Capannori, io, per la verità le volte che mi sono confrontato in campagna elettorale ho vinto al primo turno superando il 50 per cento. Il mio rapporto con Capannori è sempre stato reciprocamente positivo.

A proposito, il suo principale avversario, Del Ghingaro appunto, l'ha accusata di abbandonare la nave prima che affondi. E, visto che la sua è una domanda tutto meno che disinteressata, gliela pongo io.

A queste accuse ho risposto su facebook, se vuole vada a leggerle.

Scusi, ma cosa c'entra facebook: si dimette o no?

Mi dimetterò in ogni caso. Le mie dimissioni sono attualmente oggetto di valutazione, c'è un dialogo con la maggioranza, ma anche con la minoranza, per cui sono a disposizione rispetto alle tempistiche. Non c'è dubbio alcuno in ogni caso, che, in vista di una mia possibile candidatura, le mie dimissioni ci saranno.

Non è come voltare le spalle a chi ha in mano quelle funzioni che lei, come presidente ha contribuito a distribuire e consolidare? E sì che la liquidazione della Province l'ha voluta Renzi e lei è, fino a prova contraria, renziano doc.

Ripeto, a quelle accuse non ho più intenzione di rispondere. Non c'è dubbio che l'abolizione è stata stabilita dal governo Renzi, ma dire che appoggio l'abolizione delle province sarebbe come entrare in contraddizione con quanto ho fatto finora. E io ho creduto in quello che ho fatto in tutti questi anni e sono orgoglioso di quanto l'ente Provincia è riuscito a realizzare.

E' sbagliato pensare che, archiviata la possibilità di diventare nell'immediato primo cittadino di Lucca, per cui avrebbe dovuto aspettare fino al 2017, si è cercato un'alternativa sicura in Regione?

Mi auguro di essere eletto in consiglio regionale, e mi auguro di rimanere in Regione.

Lei, quindi, non ha nessuna ambizione di diventare, nel 2017, sindaco di Lucca.

Le ripeto, se divento consigliere regionale, no, rimango dove sono.

Se anche, per assurdo, non la dovessero candidare, comunque da qualche parte un posto, Marcucci o chi per lui, glielo trova.

Come le ho detto, io avevo una mia vita professionale prima di questo impegno e non posso negare che per me questi nove anni sono stati difficili, ma bellissimi, a prescindere dal risultato elettorale. Sarò grato a chi mi ha sostenuto. E' stata un'occasione importante quella di poter trasformare idee in realizzazioni complete. Mi capita di passare in via del Brennero e vedere il cantiere giovani con le luci accese la sera e so che lì passano il tempo 250 ragazzi che studiano e si relazionano tra di loro. Sono contento. Abbiamo recuperato Villa Argentina. Sono orgoglioso anche se tutto questo finisse domani.

E' vero che lei e Tambellini vi state sulle scatole e che è già tanto se vi salutate, eccetto ai tagli del nastro, ovviamente: non mancate a una inaugurazione, e pensare che i soldi li tira fuori la Fondazione Cassa di Risparmio.

Io non lo trovo antipatico, evidentemente c'è stato un momento di legittime opinioni diverse, in particolare quando proposi di rimettere in discussione, con la richiesta delle primarie, la candidatura di quello che è oggi il sindaco di Lucca. Non è che fossi inconsapevole di rimettere in discussione un percorso. Questo ha creato sicuramente una conflittualità che oggi però è abbondantemente superata. Non ho acrimonia personale. Ci sono state vicende politiche, e anche conflittuali, che oggi mi paiono felicemente superate.

Baccelli, a cosa serve ancora un ente come la Provincia che non può più permettersi di spendere un euro, se non ovviamente, per pagare tutti i suoi dipendenti?

In realtà il governo Renzi ridimensiona fortemente il ruolo delle province, ne prevede un rinnovo. Nell'interpretazione toscana la legge Delrio viene vista come legge ponte verso l'abolizione completa, e in qualità di rappresentate di un ente intermedio, come le ho già detto, non posso andare in contraddizione dicendo che sono d'accordo. Renzi me lo aveva accennato al festival del Volontariato, con quella battuta che fece in pubblico. Il superamento delle province è nei fatti. Il tema vero è come garantire una gestione equilibrata del territorio della Toscana, perché, abolendo le province, rimane una città metropolitana con competenze forti a Firenze, e il resto è periferia. Tramite la fusione dei comuni e le riorganizzazioni interne di area vasta dobbiamo ripensare a un modello alternativo dei territori della Toscana. Non può essere tutto guidato e gestito da Firenze. I servizi come l'edilizia scolastica, o la difesa del suolo, ne risenterebbero enormemente.

Visti i precedenti, con quanto successo in Valfreddana, pare che non ci sia mai stata una vera responsabilità della Provincia sulle emergenze che riguardano il territorio. La ridondanza dell'ente porta più che ad una maggiore efficacia, a potenziare la politica dello scaricabarile per quanto riguarda i suoi compiti effettivi.

La mia opinione è che in questo paese per fare riforme efficienti occorrono due presupposti: fare analisi dei costi standard ossia di quanto costa una funzione pubblica. E questo serve a capire chi in termini di efficienza amministrativa fa bene o fa male, chi è sopra e chi sotto quella media. Un altro elemento fondamentale è la differenziazione: bisogna assegnare competenze in via esclusiva al singolo ente. Il punto è che in questa riforma non c'è semplificazione perché rimarrano strade regionali, comunali, vicinali, persino statali in un unico territorio provinciale. É un problema, innanzitutto, di responsabilità politica perché se i cittadini si vedono le buche sulla strada devono sapere se prendersela con Tambellini piuttosto che con Baccelli o viceversa. I compiti di difesa del suolo dovrebbero essere assegnati a un ente preciso, alla Regione, alle province, al consorzio o al comune. il problema è che ci sono tuttora competenze che coesistono e si sovrappogono.

Baccelli, ma lei, effettivamente, che influenza ha sul futuro di Campo di Marte, visto che ha preso parte così viva al dibattito con non pochi scontri con il sindaco quando invece risulta che l'immobile sia di proprietà della Asl.

Tagliasacchi sottoscrisse un accordo di programma, sulla realizzazione del nuovo ospedale, ma anche sulla definizione urbanistica di Campo di Marte. C'è quindi una competenza generale, ma anche specifica: abbiamo il diritto e il dovere di occuparcene, nonostante rimanga la sovranità quasi piena del comune di Lucca.

Le piace lo studio di Sinloc?

Non lo so, non l'ho letto.

Dicono, dall'opposizione, che sia uno studio imposto dalla Regione...

Non mi sono proprio informato sullo studio Sinloc.

Baccelli pare che lei, ultimamente, stia infastidendo i cittadini e, soprattutto , i politici di Viareggio.

Per quale motivo?

Con la sua richiesta, ad esempio, di svincolare la ex caserma dei carabinieri per farne appartamenti di lusso. Perché quest'ultimo tentativo proprio ora, che l'ente provinciale sta per scomparire e che gli immobili passerebbero al comune?

Io ho proposto, o meglio ricordato, a Romeo alcune opportunità per il comune di Viareggio da cui la Provincia attende risposte da un po' di tempo.

Romeo, per quanto abbia preso, in questo poco tempo, decisioni importanti che nessuno aveva mai potuto e voluto prendere, è completamente avulso dagli interessi della città. Tra l'altro lo ha detto apertamente che questa sfera non è di sua competenza.

Quello che propongo è un progetto nobile, che darà vantaggi alla città. Si tratta della realizzazione di un cantiere giovani, come quello lucchese, a Viareggio, con la possibilità di destinare un immobile di proprietà della provincia, l'Ex Inapli, a spazio dedicato all'housing sociale, con un contratto di quartiere con la parrocchia di Varignano, concomitante al progetto di riqualificazione: non è una duplicazione, ma una cosa complementare. Il buon Arturo Lattanzi ha messo a disposizione un milione e 600 mila euro: la Provincia metterebbe l'immobile, la Fondazione Casa insieme alla Provincia realizzerebbe il progetto. Ora attendiamo lo svincolo con l'approvazione della variante urbanistica per farci delle funzioni pubbliche.

Non lo ha capito che i cittadini non lo vogliono lo svincolo della ex caserma?

Non mi risulta, è un problema burocratico e amministrativo del comune di Viareggio, occorre l'approvazione. Per quando riguarda la sua domanda, il perché ci ho pensato proprio ora, è proprio perché sono agli sgoccioli. Ho un milione e 600 mila euro fermi. L'intenzione è quella di chiudere partite importanti per Viareggio. Abbiamo in progetto di realizzare il polo scolastico al Marco Polo, una nuova scuola, sul quartiere omonimo. Per farlo, avevamo pensato di alienare l'ex caserma dismessa.

La accusano di speculare su un territorio dissestato.

Speculazioni... che lo si dica a Baccelli che ha recuperato Villa Argentina lo trovo allucinante.

Ma l'ha recuperata lei o Arturo Lattanzi?

No! L'unica realizzazione interamente dell'ente Provincia è Villa Argentina. Ho avuto due milioni dalla Regione per realizzare la nuova sede dell'Apt in una atro posto, in via Mazzini, ma ho chiesto di spostarli su Villa Argentina per completare l'opera. E così è stato. Se mi dice che il contributo della Fondazione è stato fondamentale in tutti questi anni non posso che darle ragione. In particolare la più recente gestione della Fondazione, quella di Lattanzi, un contributo che ci ha portato ad essere, soprattutto per quanto riguarda l'edilizia scolastica, modello in tutta la Toscana.

Baccelli, rimaniamo a Viareggio, ma con un piede nella Piana di Lucca: a Capannori hanno bloccato un appalto alla Sasit, l'impresa della famiglia Del Pistoia, socia privata del comune di Viareggio in Mover e Sea. Mancava il certificato antimafia. La Provincia, però, avrebbe affidato contemporaneamente, o poco dopo, alla stessa ditta, determine alla mano, una serie di interventi per Massaciuccoli. Come è possibile?

Non sono esperto di normativa antimafia. Si trattava di un affidamento d'urgenza di non grossa entità, forse di circa 15 mila euro.

Mi faccia capire, quindi per gli interventi non rilevanti si può anche, diciamo così, non essere in regola?

No, si trattava di un affidamento di somma urgenza, ma la sua esecuzione è stata successiva alla dichiarazione, da parte del prefetto, della irregolarità in merito alla certificazione antimafia. Quando abbiamo ricevuto la nota, erano già conclusi i lavori. Nel momento in cui la provincia ha affidato i lavori era assolutamente regolare, non c'erano certificazioni negative. La determina è del 21 ottobre, il 23 si sono conclusi i lavori, la nota è arrivata il 25.

La società della famiglia Del Pistoia è stata colpita l'estate scorsa da un'interdittiva antimafia della prefettura...

Si, ma noi abbiamo agito nella correttezza degli atti: la nota non era arrivata, altrimenti avremmo dovuto prenderne atto.

Assi Viari: al di là della necessità della loro realizzazione, cui crede, chissà perché, solo parte della politica, a che punto siamo?

Siamo in attesa della riunione del Cipe. Abbiamo concluso i passaggi a livello locale, ultimo con la valutazione di impatto ambientale. Aspettiamo la messa in ordine del giorno del finanziamento, che attendiamo di 80 milioni di euro, tra governo e cofinanziamento della regione Toscana. Ci auguriamo l'effettiva realizzazione del primo lotto. La rete va fatta tutta.

Attentato di Parigi: la religione c'entra?

Credo poco alla religione, credo poco all'etnia, poco alla razza, credo a due partiti dell'umanità e della disumanità e la seconda è trasversale rispetto ai territori, alle nazionalità e alle religioni. Credo che ci sia un islamismo radicalizzato, che è assolutamente pericoloso, ma con la religione musulmana credo non c'entri nulla.

Quindi anche lei è convinto che si debba perseverare con l'integrazione, e che quest'ultima non abbia nulla a che vedere con quel che è successo a Parigi?

Ma quanto dura questa intervista? E' evidente che c'è un islamismo radicalizzato, ma credo anche che, con la religione musulmana, quel che è successo davvero niente c'entri. La libertà di opinione è da difendere, ma credo anche che l'interpretazione di questo atto terroristico in chiave islamica sia strumentale.

Strumentale rispetto a cosa scusi?

Credo che ci sia solo un'ottica da vedere, quella della violenza e una sola logica, quella di potere. Il resto è strumentale e pretestuoso.

 




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