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L'interSVISTA

Chiara, la nipote predi(E)letta

venerdì, 9 giugno 2017, 18:15

di aldo grandi

Chiara Martini, 42 anni, da sei anni iscritta e simpatizzante del Partito democratico, candidata prima con Andrea Tagliasacchi alle comunali nel 2007, quindi, oggi, nella lista ufficiale del Pd con candidato a sindaco Alessandro Tambellini. Settima figlia di sette fratelli di cui cinque femmine e due maschi, nipote prediletta e coccolata di Maria Eletta Martini, ex vicepresidente della Camera, parlamentare di lungo corso e personaggio conosciuto e prestigioso a Lucca.

Chiara Martini, seconda volta come candidata. Perché la decisione di rimettersi in gioco?

Mi hanno invtato a farlo, evidentemente vedendo in me la voglia, timida, ma carica di energia ed entusiasmo, di contribuire al partito e di mettere a disposizione la mia esperienza sia professionale che di donna madre di famiglia. E poi la convizione che la poitica debba riacquisire la fiducia aprendosi a chi ci crede ancora, investendo di più nell'informazione dei cittadini e nella formazione dei giovani interessati a divenire i politici di domani.

Sia sincera, per quale motivo la gente dovrebbe votarla?

Perchè do sempre il massimo di me, mi piace essere preparata sugli argomenti. Lavoro in Provincia di Lucca come specialista in programmazione dello sviluppo locale, settore che include la progettazione europea. Sono abituata a lavorare con metodo logico e ad intefacciarmi con i più svariati settori, ho scritto e gestito progetti sull'innovazione, sui giovani, sulla mobilità sempre facendo riferimento a tecnici esperti del settore. Per lavoro giro l'Europa e sono giunta alla conclusione che i difetti di noi italiani si ritrovano ovunque, voglio quindi proporre un nuovo approccio, positivo. I lucchesi dovranno parlare bene di Lucca come gli italiani dell'Italia, sempre con un atteggiamento propositivo che tende a migliorarsi, ma basta con il lamentarsi.

Certo, con quel nome. Un po' impegnativo no?

Mi sento piccola quando penso alla mia zia, non nego di essermi appellata a lei in questi giorni, perchè mi stesse vicino. Quando mi sono candidata la prima volta mi dimostrò il suo appoggio, ricordo di aver letto una sua lettera in occasione della visita di Fassino, ero emozioantissima. Ma era contenta di pensarmi impeganta in poltiica, altrimenti, considerato il suo carattere, me l'avrebbe detto. Mi presento in maniera umile, consapevole che se da un lato ho molto da dare, dall'altro ho tanto da imparare e studiare. Avrò bisogno di tutta la conoscenza e intelligenza, non solo mia, ma anche del partito in cui mi riconosco: il Pd.

Essere nipote di Maria Eletta Martini, personaggio così, diciamo, ingombrante e non solo politicamente, che cosa ha significato per lei?

Un dono, una fortuna. In alcuni momenti non è stato facile, "gli zingari sono a Lucca per colpa della tu nonna" mi dicevano in classe, e me lo diceva anche un caro compagno cambogiano che era stato ospitato a Lucca dopo un percorso simile a quello che tanti africani fanno oggi. L'hanno anche scritto con gli spray sul muro di casa. 

Sua zia è stata una strenua sostenitrice dei diritti della donna e della famiglia. Come fa una come lei, sua erede in tutti i sensi, ad accettare di militare in un partito che sostiene senza se e senza ma la teoria Gender che manda a puttane famiglia e, sostanzialmente, anche la donna?

La teoria Gender? Non ho ancra trovato nelle mie ricerche il preciso autore, lei lo conosce? Una teoria deve avere un nome e cognome. Io credo che il gender faccia parte del più ampio tema dela diversità, il Pd dimostra tolleranza verso chi è diverso, non solo dal punto di vista dell'idendità sessuale. Il tema è, come quello della sicurezza, stato strumentalizzato dalla destra, dal populisimo che invece di aiutare la società ad essere coesa e integrata, diffonde paura e concetti sbagliati. Non condivido le esasperazioni né in un senso né in un altro e se mi trovassi di fronte ad un'esasperazione non sarei d'accordo. Non credo che il Pd incentivi esasperazioni. La mia zia è vissuta in un'altra epoca eppure aveva lungimiranza e parlava come una donna di oggi, ha sempre difeso le donne con un approccio al femminile, ma non femminista, quindi sono convnita che rileggendo i suoi scritti sapremmo trovare la giusta misura, ispirata all'etica, per rispettare la famiglia come unità sacra e i diritti della donna e degli uomini.

Sua zia è stata una democristiana ferocemente anticomunista. Non pensa che adesso, vedendo lei su quella barricata anche se fatta di tanti ex, non si rivolti nella tomba?

Trovo nel Pd il progetto migliore per rappresentare i movimenti politici che dal centro guardano a sinistra. Per ridurre l'errore che una scelta poltica può fare è bene confrontarsi con chi non la pensa esattamente come te e nel Pd il confronto è possibile.

Lei sta in squadra con i Tambellini e con lo sponsor di Marcucci alfiere di Matteo Renzi. Con chi va più d'accordo? Con i renziani o con le Vietina e i Sichi?

Vado d'accordo con tutti e non mi piace che si parli della famiglia Marcucci con un potere invasivo che condiziona la città. Aggiungo: mi piace quando Tambellini dice che Lucca non è più autosufficiente come ai tempi del Granducato perché non lo è e ha bisogno di essere integrata con il livello regionale, nazionale ed europeo. Quindi ritengo una fortuna che ci sia, nella candidatura di Tambellini, l'unione di personaggi politici come Marcucci, Mariani, Baccelli, Remaschi.

Tendopoli di Lucca: 250 clandestini e una miriade di accattoni che chiedono l'elemosina nelle vie del centro e della periferia. E' questa la sua integrazione?

No. Non è questa la mia integrazione. La mia integrazione è dare dignità alle persone che si ospitano.

Ma questa non è dignità. Sarà che forse sarebbe meglio stessero dov'erano?

Sarebbe meglio che riuscissimo a ottenere dagli altri stati mebri dell'Unione Europea appoggio e che qualche barcone invece di sbarcare in Sicilia potesse sbarcare a Nizza.

Già, ma non è possibile. Crede sia giusto non porre un limite numerico all'invasione?

Se lei conosce il modo per farlo, lo suggerisca al Governo. L'immigrazione è un problema nazionale che non può risolvere un sindaco e che ha bsogno di risorse e strategia.

E nell'attesa si aumenta la presenza dei clandestini.

Va controllato il numero di immigrati da ospitare che deve essere proporzionale alle proprie capacità. Non si può esagerare. Sicuramente un posto all'interno della società, per loro, ci potrebbe essere. Ritengo però che sia volto ad aumentare la paura l'insistere col tema dell'immigrazione e dei clandestini e non è così che si rafforza una democrazia, anzi si indebolisce con la paura. Alcuni dei candidati a sindaco, invece di proporre un atteggiamento che diminuisce la paura e offre soluzioni che migliorerebbero la sicurezza, stanno solamente diffondendo terrore e insicurezza cosa che peggiora la situazione.

Lei è una assidua sostenitrice dell'integrazione europea. Quanto, a suo avviso, l'Unione Europea compromette la nostra sovranità nazionale?

Sono cresciuta con l'ideale dell'Unione Europea come un progetto di pace e di scambio culturale tra stati diversi. La sovranità nazionale è stata ceduta solo rispetto ad alcuni settori, ad esempio la politica monetaria, ma non per altri. L'Europa è femmina e come tutte le donne ama la programmazione, quindi è fastidiosa per lo stato che è maschio e che è più incline al non dire per tempo quello che ha intenzione di fare. L'Unione Europea, per certe cose, è legittimata ad entrare nello Stato con direttive e regolamenti, per altri settori che non sono di sua competenza, tenta di entrare con la politica regionale e, in particolare, lo fa la Commissione Europea che è l'altro organo esecutivo dell'Unione Europea e che mette a disposizione delle risorse per poter implementare le proprie strategie negli Stati membri promuovendo se stessa. E' qui che lo Stato deve farsi sentire con la propria programmazione, con le proprie priorità, riuscendo a ottenere i vantaggi che l'Unione Europea offre, ma difendendo la propria identità nazionale e facendo presenti le proprie difficoltà. 

Chiara Martini, dica tre cose che vorrebbe vedere per la sua città.

Migliorare la circolazione e la mobilità, ossia alleggerire le vie adiacenti il centro storico dal traffico pesante; valorizzare e arricchire ciò che si è avviato senza ricominciare da capo e creare nuove scatole vuote e mi riferisco ai centri per la cultura, per il sociale, agli eventi culturali, agli itinerari di promozione turistica: vanno arricchiti partendo da quello che c'è; forte integrazione fra l'ambiente scolastico, sanitario e sportivo affinché i servizi che il comune deve offrire ai suoi cittadini per legge, siano efficaci e coordinati fra di loro. Ci vorrebbe una maggiore uniformità e razionalizzazione per i servizi pubblici offerti con strumenti digitali che trovo troppo frammentati e difficile da utilizzarsi da parte degli anziani che rappresentano la maggior parte della popolazione.

Se Tambellini dovesse perdere, lei, cosa farebbe?

Continuerei a contribuire, con il mio tempo, al partito democratico convinta che un eventuale insuccesso non dovrà compromettere la voglia e la volontà di fare qualcosa per un futuro successo. Ma credo che Tambellini vincerà. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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