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L'interSVISTA

L'avvelenata di Remo Santini: "Sono stato contattato da Remaschi e Pagliaro prima del ballottaggio"

mercoledì, 28 giugno 2017, 17:19

di aldo grandi

Remo Santini, prima intervista dopo la sconfitta sia pure di misura. Stato d'animo?

Sono tranquillo, ma, al tempo stesso, arrabbiato. Perché sull'esito di queste elezioni vinte per una manciata di voti da Tambellini, incombono gravi dubbi su molte questioni.

In che senso scusi?

Innanzitutto mi riferisco alla campagna denigratoria casa per casa e via sms orchestrata dal Pd e dalla coalizione di centrosinistra. Allora, suonando il campanello a gran parte delle case dei lucchesi e ne abbiamo conferme dirette, la corazzata di persone arrivate da fuori per sostenere Tambellini non si limitava a chiedere il voto per il sindaco uscente, ma affermavano che se avesse vinto Santini sarebbero entrati in consiglio comunale cinque fascisti. Una clamorosa bugia, considerando che i fascisti non esistono più e che Fabio Barsanti, democraticamente eletto dalla gente, avrebbe avuto il suo seggio sia con un esito sia con l'altro. Prima il Pd si è proposto a Casa Pound per la raccolta delle firme necessarie a presentare la lista, poi, ha utilizzato lo spauracchio del fascismo nei nostri confronti. Insomma, hanno utilizzato un metodo sovversivo per influenzare la volontà popolare e il fatto ancora più grave è che a questo gioco si siano prestati sindaci di altri comuni vicini.

Come, ad esempio, Sara D'Ambrosio da Altopascio.

Questo l'ho letto sulla Gazzetta di Lucca, ma ci sono anche altri amministratori che hanno fatto la stessa cosa. Quindi hanno accusato noi di arroganza e di scorrettezza quando, invece, gli arroganti e gli scorretti sono loro. Ma non è tutto qui. 

Lei si meraviglia che a Sinistra giochino sporco? 

Mi meraviglio che lo abbiano fatto con tanta sfacciataggine, cercando di ribaltare la realtà e accusando noi di cose che facevano loro. Noi venivamo accusato di aver fatto accordi con CasaPound, ovviamente mai siglati. Mentre loro, dopo aver vinto per 361 voti, hanno rivelato la loro vera natura cantando Bella Ciao entrando in comune.

Sarebbe un po' come se, in caso di vostra vittoria, lei e i suoi foste entrati a palazzo dei Bradipi cantando Giovinezza, Giovinezza.

Appunto. Si renda conto di come hanno gettato la maschera ma solo dopo l'esito elettorale.

Non è tutto qui ha detto. Cioè?

In questa campagna elettorale sono successe altre cose che reputo gravi e che non mi so spiegare. A parte quanto avvenuto al seggio 20 di San Vito, dove il presidente ha aperto l'urna a elezioni in corso commettendo una infrazione gravissima, oggi voglio rivelare che il Pd è veramente un partito malato. Pensi che venerdì 16 giugno ho ricevuto una telefonata che mi ha molto sorpreso, dall'assessore regionale Marco Remaschi in cui mi informava che tra Tambellini e me avrebbe dato una mano al sottoscritto per il ballottaggio orientando alcuni voti degli elettori nei miei riguardi.

Santini lei si rende conto di quello che sta dicendo?

Certo.

Lei sta dicendo che un assessore regionale del Pd, lo stesso partito di Tambellini, uomo di punta dei renziani e braccio destro di Andrea Marcucci, le ha telefonato prima del voto di domenica per annunciarle che avrebbe aiutato lei invece del candidato del suo partito. 

Sono rimasto stupito e non poco anche io.

Sicuro che fosse proprio Remaschi?

Sicuro. Gli ho chiesto spiegazioni sorridendo di quello che mi stava dicendo, ma ha bruscamente interrotto la telefonata salutandomi e dicendomi: 'Fidati'.

Ha le prove di quel che dice?

Naturalmente. Ho le prove di quello che sto dicendo. E invito l'assessore Remaschi a smentirmi se ne ha il coraggio.

Ci scusi qual è, se ancora lo conserva, il numero da cui le è giunta la telefonata?

Lei non si preoccupi. Le basti sapere che è il numero, da me verificato, di Remaschi. Ma si rende conto di come abbiano giocato sporco? E c'è dell'altro.

Ossia?

C'è stato, ad esempio, un candidato del Pd, Lucio Pagliaro, che mi ha invitato a fare incontri con persone per facilitare il voto disgiunto: ovvero un voto lui per il consiglio comunale, e un voto a me come candidato sindaco. Ad uno ci sono andato perché ero troppo curioso di capire di che porcata si trattasse, poi gli ho detto che l'avrei chiusa lì perché io non sono quello che fa certe cose.

Ma Santini che razza di porcate sono queste? Alle spalle, per di più, di quel poveraccio di Tambellini che allora aveva ragione, in Piazza San Michele, a ballare la danza della pioggia con un senegalese. Almeno quello non lo aveva preso in giro...

Io voglio che si sappia la verità di un atteggiamento avuto da una parte del Pd che mi disgusta e che mi rende perplesso e preoccupato per quello che potrà accadere durante il Tambellini bis. Mi piacerebbe sapere, quindi, a quante partite si è giocato dentro il Pd, se il senatore Marcucci ha avallato questi comportamenti gravissimi e quali altre scorrettezze siano state fatte per tenere i piedi su più staffe. Voglio precisare che io, invece, a questi renziani che mi promettevano aiuti, non ho mai dato retta perché volevo fare la mia partita e sono da sempre stato contro gli inciuci di qualsiasi tipo. Però, viste le scorrettezze usate nei miei confronti, sono costretto a rivelare questui episodi incredibili.

Il suo sembra l'atteggiamento di un 'Muoia Sansone con tutti i filistei...'?

Non è così. E' che, di fronte ad atteggiamenti senza ritegno come quelli che ho appena raccontato, voglio far capire ai 17 mila 92 lucchesi che mi hanno votato facendomi praticamente quasi pareggiare la partita, che contro questo Pd malato le nostre liste civiche e i partiti di centrodestra dovranno fare una opposizione inflessibile. Vogliamo creare una alternativa affinché tutto questo non accada più.

Lei ha perso per poche centinaia di voti. Di chi la colpa a parte il Pd e i suoi atteggiamenti allucinanti?

Dell'ulteriore crollo di affluenza tra il primo e il secondo turno, non siamo riusciti a convincere gli elettori a ritornare alle urne per il ballottaggio. Ci fosse stata una affluenza di due punti percentuali in più, queste elezioni le avremmo vinte noi. Quindi dobbiamo imputarci la responsabilità di non aver lavorato al meglio per far scattare nei lucchesi la convinzione che il voltare pagina era a portata di mano. Sa che molti mi hanno riferito di non essere andati a votare al ballottaggio perché convinti che, comunque, avremmo vinto? 

Non crede che ci siano stati anche dei franchi tiratori al suo interno?

No, lo escluso perché eravamo tutti galvanizzati da un risultato che era a portata di mano. Siamo uan squadra unita e forte che in cinque mesi ha, praticamente raggiunto gli stessi consensi di chi era al governo da cinque anni.

Eppure molti della sua area avevano abbracciato, ad esempio, Buonriposi pensando di andare a destra e, invece, si sono ritrovati a sinistra.

Ma questo aspetto è secondario rispetto all'esito finale.

Ma lei la Buonriposi l'ha incontrata sì o no?

No.

Pentito?

No, assolutamente.

Pensa che adesso Tambellini ricambierà la Buonriposi con la presidenza del consiglio comunale?

Non lo so, ma credo che la guerra per le poltrone sia più che altro in casa Pd e che accontentare tutte le anime non sarà facile.

Leggendo i numeri al primo turno, e considerando gli appoggi probabili in sede di ballottaggio, lei aveva molte possibilità di vittoria. Poi, però, qualcosa non è andata. Ad esempio, sia Bindocci, sia Barsanti, sia Garzella non hanno manifestato particolare propensione ad aiutarla.

Noi come giusto ci rivolgevamo agli elettori come è naturale che fosse, ripeto, purtroppo il calo dell'affluenza ci ha penalizzato anche nelle intenzioni di voto che, sicuramente, tutti quelli che avevano appoggiato questi candidati, avevano nei nostri confronti.

Che farà adesso Remo Santini?

Farò il leader dell'opposizione con grande impegno, ma, contestualmente, rientrerò al lavoro cercando di conciliare entrambi gli impegni con la passione che ho messo in questi mesi di campagna elettorale. 

A caldo, dovesse scegliere se ricandidarsi o meno, rifarebbe la stessa scelta?

Certo, mille volte. Sono comunque cresciuto come uomo sono arrivato ad un soffio dalla vittoria nonostante la sporca campagna denigratoria nei miei confronti e nei confronti della nostra coalizione quindi esco a testa alta perché la metà degli elettori che sono andati a votare ha comunque scelto la nostra proposta.

Questa avventura è da considerarsi un punto di partenza o un punto di arrivo?

Sicuramente un punto di partenza, amo troppo Lucca per poter consentire altri cinque anni di cattiva amministrazione senza che i cittadini siano al centro dell'azione politica. 

Fra cinque anni lei sarà più maturo e 'scafato' politicamente: potrebbe riprovarci?

E' un pensiero che in questo momento non mi sfiora. Intanto voglio far bene e in maniera determinata l'opposizione per cinque anni, poi si vedrà. Non escludo niente.

Ultima domanda: ma perché a Tambellini dava così fastidio il fatto che lei, giornalista e autore di tre simpatici libri sulla lucchesità, si fosse candidato a sindaco?

Perché aveva capito che potevo batterlo, e prima della mia decisione di candidarmi pensava che, per lui, la strada sarebbe stata in discesa. Lui e non capisco perché, ha proprio una avversione personale nei miei confronti. Le cito due episodi. Nel corso di una intervista ha detto che di me pensava il peggio possibile, poi, addirittura non mi ha risposto nemmeno alla telefonata che gli ho fatto a risultato avvenuto, telefonata nella quale volevo comunque dirgli che avendo preso 351 voti più di me, era comunque il sindaco di Lucca per un altro mandato. Questo la dice lunga su chi è arrogante e chi no. Vediamo ora che cosa stabilirà il ricorso al Tar che presenteremo entro il 30 giugno.

 


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