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L'interSVISTA

Il Desco secondo Cosentino

venerdì, 13 luglio 2018, 10:49

Cosentino buongiorno. Sono tre mesi che è venuto via, dimettendosi, da consigliere comunale. Nostalgia?

Un po' sì.

Non mi dica che si è pentito?

No, pentito no, però un po' di nostalgia per le persone che ho conosciuto e con le quali ho instaurato un ottimo rapporto personale e professionale.

Lei è venuto via per poter promuovere con maggiore incisività i temi che più le stanno a cuore. 

In realtà ci sono molti temi che mi stanno a cuore e dei quali non mi occupo certo nell'ambito del Desco. Ma questa opportunità, che confcommercio mi ha dato, di collaborare in Camera di Commercio all'organizzazione del Desco 2018 non ho voluto perderla. E' una tematica che conosco, una manifestazione che seguo sin dalle sue origini e, quindi, mi muovo in un ambito nel quale mi sento a mio agio.

Diciamo pure che l'ultima edizione è stata quasi un fiasco per quella mania di voler far pagare a tutti i costi un ticket d'ingresso.

Più che pensare all'edizione passata, mi concentro, assieme agli uffici della Camera di Commercio, su quella futura. Sarà un'edizione rinnovata sotto tanti aspetti tra i quali anche l'ingresso gratuito.

Si torna all'antico quindi?

Non è un ritorno all'antico, ma una edizione tutta nuova.

Per la quale, immaginiamo, le è stata concessa carta bianca.

Collaboro con un'istituzione che è la Camera di Commercio e mi attengo alle leggi e ai regolamenti ai quali questa Camera fa riferimento: ci mancherebbe altro!

Se qualcuno volesse chiederle qualche anticipazione sulla manifestazione, lei cosa risponderebbe?

Volentieri.

Allora glielo chiediamo noi.

Prima di tutto gli spazi. Raddoppiati rispetto al passato nel senso che occuperemo piano terra e primo piano del Real Collegio.Poi i confini geografici a cui il Desco si rivolge. Cioè non più solo prodotti tipici locali, ma prodotti tipici nazionali nel "2018 anno del cibo italiano" promosso dal ministero delle Politiche Agricole. Poi tanti eventi collaterali tra i quali una importante cena di inaugurazione dedicata a Gualtiero Marchesi della quale sveleremo importanti novità a breve. Durante il Desco ci saranno laboratori di cucina, organizzati in collaborazione con l'assessorato alle politiche sociali del Comune di Lucca, in cui sarà valorizzato il rapporto tra anziani e bambini, le ricette di una volta raccontate da chi le ha davvero conosciute. Ancora ci sarà un incontro sul tema del cibo e lo sport in cui si affronterà l'importanza di una corretta alimentazione per chi pratica attività sportive. Ci sarà un rinnovato coinvolgimento di Slow Food ed una grande festa finale che si terrà al mercato del Carmine. Stiamo anche lavorando e siamo in via di definizione su alcune collaborazioni con l'associzione "Down di Lucca" e l'associazione "Lucca senza barriere" perché anche questi aspetti non possono e non devono essere trascurati.

Una ciliegina sulla torta?

Un premio che per la prima volta nella sua storia la Camera di Commercio sceglie di assegnare al Prof. Enrico Castellacci come riconoscimento per aver portato in tutto il mondo il nome di Lucca legandolo ai valori dello sport, dell'etica e del fair-play. E poi c'è il disciplinare sul tordello lucchese. Assieme all'Accademia Italiana della Cucina, al club Le Fornelle, al Comune, alla Regione ed alle associazioni di categoria, stiamo lavorando ad un percorso storico-scientifico sulla registrazione del disciplinare su uno dei prodotti tipici più conosciuti del nostro territorio.

Lo scorso anno c'è stato un flop di presenze e diverse proteste degli espositori. Quanti furono i visitatori dell'edizione 2017 e quanti, a suo avviso, potrebbero essere quelli della prossima edizione?

Conoscendola, mi stupisce che tenga così tanto a guardare al passato. Io ho già detto che le presenze del 2018 dovranno attestarsi attorno a 40 mila. Ciò che è successo prima è un dato sul quale non possiamo più far niente e quindi è meglio concentrarsi sul divenire perché lì possiamo essere incisivi.

Approfittiamo della sua disponibilità per chiederle cosa ne pensa dell'edizione di quest'anno del Summer Festival, almeno fino ad ora?

Il Summer Festival era, è e rimarrà una grandissima manifestazione importante per l'economia della nostra città. Credo che dovremo abbandonare gli atteggiamenti arroganti di Raspini, ma anche i nervosismi di D'Alessandro. Non esiste alcuna situazione che si risolva con un 'O così o niente'. E' il momento di pensare ad una terza via possibile, una strada in cui Lucca possa trovare, a prescindere la forza, la voglia e il coraggio di attrezzarsi in maniera stabile per poter ospitare manifestazioni di altissimo livello. Immagino una città che possa vivere anche senza il Summer Festival, ma anche il Summer Festival che possa vivere senza Lucca. Dobbiamo essere bravi a rendere Lucca appetibile sia per Mimmo D'Alessandro sia per tutti i promoter di così alto livello e professionalità.

Lo sa che l'altro giorno era il compleanno di Andrea Colombini?

Certo che lo so.

Visto che stava parlando di promoter, anche Colombini, sul fronte pucciniano, cerca di fare qualcosa.

Leviamo i nomi dal tavolo. Se si ragiona sui nomi ogni progetto sarà viziato da amicizia, antipatie rivalse, appartenenze politiche. Sgombriamo il campo dai pregiudizi e pensiamo alla possibilità di rendere la nostra città appetibile a tutti coloro che sanno organizzare eventi di così alto livello come quelli a cui D'Alessandro ci ha abituati. Chi lavora a manifestazioni di cosi alto spessore ha bisogno di certezze, di progettualità, di servizi, di interlocutori "facili". Dovremo preparare un apparato apposito ed una location dedicata, magari ci arriveremo nel tempo.

Sa che parla proprio come un sindaco?

Sui temi di cui abbiamo appena parlato, un sindaco, rispetto a me, è in una posizione molto più complicata perché ha a che fare con enormi responsabilità e deve districarsi in una giungla burocratica dalla quale, a volte, è difficile uscire. Io, ovviamente, non ho questi problemi non essendo sindaco e, quindi, per me è tutto più facile.

Lei è un ristoratore e tra i più qualificati. E' a conoscenza del malessere che serpeggia all'interno della categoria per il proliferare di attività che, spesso, non hanno i requisiti necessari per poter essere esercitate?

Quello che lei dice è molto grave. Dire che si aprono attività che non hanno requisiti è un'accusa che io non posso sostenere. Dire, invece, che si potrebbero attuare diverse regole di tutela, specialmente all'interno di un centro storico come Lucca, è tutt'altra faccenda e questa è una strada che sostengo anche se pare, almeno ad oggi, di non vedere fatti seguire alle promesse fatte dall'amministrazione.

Si riferisce alla moratoria dei pubblici esercizi?

Sì, quello è uno strumento che da tempo la categoria si aspetta, ma del quale abbiamo perso le tracce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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