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L'interSVISTA

Aldo Grandi l'esiliato, ma ancora per poco

giovedì, 6 settembre 2018, 15:22

di barbara pavarotti

E’ lì che morde il freno per tornare a scrivere. Aldo Grandi, come stai vivendo questa sosta forzata che finirà il 28 settembre?

Ormai manca poco, si tratta di avere un po' di pazienza. Ormai sono abituato agli esposti presentati all'ordine dei giornalisti da colleghi o altre persone che altro non sono, a mio avviso, se non dei delatori del Ventunesimo secolo. Ce n'erano a iosa durante il fascismo e, soprattutto, all'indomani dell'8 settembre 1943. Oggi, a quanto pare, questa singolare condotta è tutt'altro che finita.

Nel frattempo è calato il numero dei migranti che sbarcano sulle nostre coste. Almeno di questo sarai contento.

Salvini ha dimostrato che con un po' di buonsenso ancor più che coraggio, si può porre termine a una tratta degli schiavi che produce soltanto profitti per chi la sfrutta e se ne avvale e aumento della microcriminalità e dell'insofferenza tra gli italiani.

Quindi secondo te gli italiani non sono razzisti?

Razzisti? Ma fammi il piacere. Gli italiani non sono razzisti per definizione. Sono soltanto stanchi di vedersi prendere in giro da governi illegittimi retti da servi degli organismi sovranazionali e incapaci di portare avanti uno straccio di politica autonoma per il nostro paese. Il problema è che a Sinistra, ma non soltanto, si sciacquano la bocca con la parola Europa senza nemmeno accorgersi che, in realtà - in Libia ne vediamo un chiaro esempio che ci interessa molto da vicino - ogni Stato fa i propri interessi e l'Europa esiste solamente in quanto composta dai suoi stati e non come entità a se stante. Ciò di cui questi politicanti da strapazzo, verniciati di rosso e a volte anche di bianco, non si rendono conto, è che il popolo ossia la maggioranza della popolazione italiana, non li segue e se ne frega delle aspirazioni idealiste in questo senso. Purtroppo gli intellettuali, i giornalisti, i politici di sinistra non si accorgono di essere lontani anni luce dai desiderata della gente comune. Vivono in un altro mondo dove pensano di poter disporre a proprio piacimento delle cose.

Cosa pensi dei populisti o sovranisti che sembrano incutere tanta paura all'Europa?

La Sinistra e con ciò intendo, sostanzialmente, le élites che la compongono perché di classe operaia e di classi meno abbienti, ormai, non ce ne sono più a quelle latitudini, non sanno spiegarsi, ciechi come sono, del perché il popolo non li segue e preferisca, magari, chi, come Salvini, prova a portare avanti una politica autonoma e di esclusivo interesse nazionale. Addirittura hanno bisogno di resuscitare il feticcio del fascismo, buono per tutte le stagioni, nel vano e patetico tentativo di rispolverare uno spirito e una mobilitazione che non possono esserci più. Non passa giorno senza che questi ignoranti a 12 mila euro al mese si inventino un rigurgito fascista e il dramma, per loro, è che il fascismo è morto e sepolto da un pezzo. Loro farebbero qualunque cosa pur di resuscitarlo, ne va della loro stessa esistenza ché, altrimenti, non avrebbe più senso.

La storia, secondo te, è destinata a ripetersi?

Assolutamente no. Può presentarsi con delle analogie, ma niente di più.
La Sinistra inizia a perdere quando non riesce più a essere in sintonia con il popolo che dice di voler rappresentare. Al concetto di nazione, criticato e relegato nei più profondi meandri dell'anima, ha sempre voluto sostituire e privilegiare quello marxista-leninista della classe operaia o, di questi tempi, di altri presunti soggetti in grado, secondo il Pensiero Unico, di costituire una sorta di grimaldello per forzare una volta per tutte la società capitalista e opulenta. Ma c'è poco da fare perché il sentimento nazionale, il senso di appartenenza e di identità sono talmente radicati nell'essere umano che è impossibile pensare che dall'esterno possano essere abbattuti e sostituiti con principi studiati a tavolino. Purtroppo il pensiero marxista ha sempre considerato l'antropologia, la psicologia sociale, la sociologia, in sostanza tutte le scienze sociali, come una sovrastruttura della società borghese che se ne serve per imporre i propri valori alle classi subalterne.

I cinque avvisi di garanzia a Salvini per la nave Diciotti, anche se una delle accuse, quella di arresto illegale, è già caduta. Per mezza Italia una boiata pazzesca. Anche per te?

Di più. L'ennesima dimostrazione che si vuole abbattere il governo legittimo votato dalla maggioranza degli italiani a colpi di carta bollata. Ancora una volta la magistratura perde un'occasione per stare dalla parte del popolo.

Beh, la magistratura dovrebbe stare dalla parte della legge. Comunque, dei 150 migranti sbarcati dalla Diciotti e in gran parte presi in carico dal Vaticano, ben 50 si sono già dileguati. Spariti dal centro di Rocca di Papa, vicino a Roma, dove alloggiavano. Bel risultato, no?

E tu pensa che il Papa gli ha anche mandato il gelato! E' l'ennesima buffonata. Vedi, ti porto un esempio parallelo a mio avviso illuminante. Nei miei lavori sulla sinistra extraparlamentare degli anni Sessanta e Settanta, gli studenti andavano davanti alle fabbriche e cercavano di coiunvolgere gli operai, il famoso operaio-massa venuto dal sud senza alcuna preparazione professionale. Ebbene, agli operai degli studenti fregava poco o nulla, tanto è vero che, nelle manifestazioni, dichiaravano senza problemi che il loro obiettivo non era la rivoluzione, ma qualcosa di molto più materiale che si poteva trovare soltanto tra il gentil sesso e nelle buste paga. Ai clandestini della Diciotti, come per gli immigrati della banlieu parigina, interessano poco o nulla il gelato del Papa e l'ospitalità a Rocca di Papa. A loro interessa fare quel che vogliono e muoversi a proprio piacimento. Così abbiamo rimesso in circolo 50 potenziali delinquenti destinati a girovagare senza regole né documenti, per le nostre strade.

Tu preferisci un governo di destra a trazione Salvini con dentro Forza Italia, Fratelli d’Italia e tutto il cucuzzaro, o questo esperimento decisamente inedito, definito da Tajani “contronatura” e fortemente osteggiato dall’Europa?

A me un partito come Forza Italia non fa pena, fa schifo. In vent'anni di potere Berlusconi non è stato capace di fare alcunché. Ora i residuati bellici di quella stagione non sanno più a che santo votarsi, ma sono destinati a scomparire. Forza Italia non ha futuro così come, per evidenti ragioni anagrafiche, non ce l'ha il suo fondatore. Questo governo viaggia a fatica, in particolare perché i Pentastellati un giorno dicono una cosa e l'altro l'esatto opposto. Ma è indubbio che questo è un governo di rottura che spaventa non tanto l'Europa, ma i sostenitori degli organismi sovranazionali che vorrebbero ridurre l'essere umano a puro e semplice consumatore, senza consapevolezze né identità, capace solo di riprodursi, ma privo delle certezze che da secoli albergano nella natura umana. Il denaro è il minimo comune denominatore per questa gente, ma non si può pensare che dai soldi fuoriescano valori e principi. Tajani? Uno che in gioventù era monarchico e che è stato sempre favorevole al rientro dei Savoia non merita nemmeno di essere considerato.

Quindi tu eri contrario al rientro dei Savoia.

Assolutamente sì. Così come non si vogliono eliminare le disposizioni transitorie e finali della Costituzione laddove vietano la ricostituzione del partito fascista, altrettanto i Savoia, che del fascismo e di Mussolini furono sostenitori e complici fino in fondo, dovevano restare dov'erano. Hanno contribuito in maniera sostanziale alla distruzione del Paese e, in più, ed è questa la loro colpa principale, firmarono un armistizio vergognoso con cui abbandonarono l'esercito, l'aviazione e la marina italiani oltreché il popolo, nelle mani dell'ex alleato che si sentì tradito e autorizzato a compiere le vendette più terribili. I Savoia avrebbero dovuto restare a Roma il 9 settembre e combattere a fianco della gente. Non fuggire di notte a Pescara per imbarcarsi con tutto lo stato maggiore per raggiungere Brindisi e la zona liberata dagli Alleati. Troppo facile.

Passiamo dalla politica nazionale a quella locale. Mi piacerebbe una tua analisi, in quanto direttore (seppur sospeso) di cinque testate, sulla situazione politica delle cinque realtà di tua competenza.

A Lucca, unica città governata dalla Sinistra, l'attuale giunta Tambellini non ha rapporti con la Gazzetta per una scelta ben precisa.
Per quanto mi riguarda, sono seduto in riva al fiume e prima o poi, più prima spero, che poi, qualcuno dovrà pur passare. A Viareggio c'è l'amico Giorgio Del Ghingaro il quale sfrutta l'essere stato eletto in un momento in cui il popolo italiano non era ancora arrivato a certi livelli di insopportazione verso gli esponenti della Sinistra. Viareggio non è più centrale nella geografia della Versilia e basterebbe andare a guardare i responsabili di questo declino inarrestabile. Per lo più sono tutti verniciati di rosso. Situazione di calma piatta a Viareggio, mentre c'è senz'altro più movimento in quel di Pietrasanta dove il Pd, non sapendo più cosa inventarsi, si è attaccato alla Pagoda della Santanché che si trova al Twiga. Ridicoli. In Media Valle e Garfagnana presto assisteremo al crollo del Profeta e dei suoi discepoli. Ovvio che saremo lì, in prima fila, a fare le condoglianze. A Pistoia il centrodestra governa e l'opposizione, a quanto pare, è ancora lì che si lecca le ferite. Infine, a Massa e Carrara sia pure con qualche difficoltà, si cerca di guardare avanti. I Cinque Stelle hanno bisogno di fare esperienza amministrativa. Il dato di fatto è che in questi feudi tradizionali del Pd questo partito ha preso una sberla dopo l'altra. La verità è che il collante dell'antifascismo, utilizzato a fini politici fino agli anni Ottanta, poteva avere un senso per generazioni che avevano in qualche modo vissuto o sentito la tragedia della guerra. Ma con il sopraggiungere del nuovo secolo e di nuove generazioni, questo collante ha cessato la sua funzione e non c'è ancora qualcosa in grado di sostituirlo.

Ultima domanda, più personale e legata a Lucca, la tua città di adozione: ciò che più ami di Lucca e ciò che non sopporti proprio.

A Lucca non ci sono venuto, mi ci hanno mandato nel settembre 1989 e da allora non mi sono più mosso. In fondo, sono il giornalista professionista più vecchio in attività e l'unico che, una volta venuto a lavorare a Lucca, ci è rimasto. Tutti gli altri, molti prima e pochi poi, se ne sono andati non riuscendo a legare con la città. I lucchesi non sono gente facile, sono diffidenti e parsimoniosi negli affetti e non solo. Non ostentano, sono ottimi lavoratori e badano all'essenza delle cose. Hanno, inoltre, una storia straordinaria se si pensa che solo Napoleone riuscì a piegarli e scusate se è poco. Non sono aperti e non concedono facilmente l'amicizia che, per loro, è una valore, ma fino ad un certo punto. Ad ogni modo sono laboriosi e hanno, almeno una buona parte, un gusto per le cose belle che tutti dovrebbero invidiare. Non a caso Malaparte invitava a recarsi a Lucca per imparare il garbo. Venire a Lucca e pretendere di giocare con regole diverse da quelle esistenti o, addirittura, senza regole, è stupido e autolesionista. La città è impermeabile a sufficienza per proteggersi. Ci si può integrare e provare a portare il proprio contributo in originalità, ma il bello di Lucca, paradossalmente, è che fino ad oggi è stata dei lucchesi. Questa giunta, tuttavia, ha ridotto la città a una sorta di suk dove se non tutto, molto è permesso e dove, a duecento metri dalle mura, esiste una tendopoli da anni con dentro centinaia di immigrati che la mattina, puntuali come orologi, si piazzano davanti ai bar e ai panifici per raccogliere le elemosine. E menomale che dovrebbero pagarci la pensione.

 

 

 

 

 

 

 


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