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L'interSVISTA

Buonriposi? Mai

mercoledì, 27 marzo 2019, 13:57

di aldo grandi

Professoressa Buonriposi lei è appena stata nominata provveditore agli studi per la provincia di Livorno dopo che lo è anche per Lucca e Massa Carrara. Come fa ad essere ovunque?

Intanto diciamo che sono una brava autista e me la cavo molto bene alla guida della macchina e mi sposto in maniera autonoma su tutto il territorio. Poi l'impegno è grande ma sono contenta di conoscere la realtà scolastica e non solo di un'altra provincia.

Meritocrazia?

In parte perché la scuola sta vivendo una situazione piuttosto difficile: mancano gli insegnanti, i segretari delle scuole, i dirigenti scolastici e mancano anche i provveditori. Pertanto il mio direttore regionale poteva anche nominare qualcun altro, ma siamo rimasti in pochi per cui la sede di Livorno, essendo rimasta scoperta, doveva essere necessariamente affidata a un altro dirigente. Chi c'era prima di me, molto brava peraltro, era entrata con la Buona Scuola, il contratto le era scaduto per cui non è stata rinominata. 

Bravissima, quindi, come dirigente scolastica, un po' meno come consigliere comunale?

No. Riconosco che il lavoro del consigliere comunale è un lavoro grosso e molto impegnativo, quindi io mi devo un po' organizzare per stare dietro anche alle questioni di carattere comunale. Però devo dire che spesso coincidono le azioni amministrative coincidono con le azioni professionali.

Tanto, dicono i bene informati, lei vota sempre con la maggioranza.

No, non sempre, molte volte mi sono astenuta e in altri casi ho votato anche contro. E' chiaro che la mia è una posizione particolare. Io ho sempre dato la precedenza al lavoro piuttosto che alla politica e dal mio ruolo istituzionale sono tenuto a collaborare con tutte le istituzioni e con tutte le amministrazioni comunali indipendentemente dai colori politici. Che cosa succede tante volte? Che magari un progetto dell'amministrazione comunale portato in consiglio, io poi lo devo realizzare sul piano professionale.

Però è indubbio che nella grande maggioranza dei casi lei si è schierata con il centrosinistra di Tambellini.

Sì è vero, non ho problemi ad ammetterlo. Ma ci sono delle spiegazioni. Bisogna risalire alla mia storia personale dal punto di vista politico. 

Risaliamo pure.

Io ho iniziato ad occuparmi di politica con Forza Italia svolgendo il ruolo di assessore alla Cultura e alla Scuola con il mandato Favilla. E' stato un periodo molto impegnativo e molto conflittuale proprio con la compagine di appartenenza. Tanto che il mio mandato terminò anticipatamente di un anno quando Favilla fece il rimpasto di giunta. Da quel momento iniziò una sorta di distacco e di allontanamento da parte soprattutto di Forza Italia nei miei confronti. Contestualmente a questo Forza Italia a livello nazionale attraversava un momento molto difficile. Berlusconi era sotto inchiesta per le note vicende giudiziarie e anche a livello nazionale si creò una spaccatura. Io che avevo sostenuto il senatore Quagliariello mi ritrovai nella nuova compagine del nuovo centrodestra con Beatrice Lorenzin, con Angiolino Alfano, con Lupi e con la Di Girolamo. Queste stesse persone si ritrovarono ministri nel governo Monti e,poi, con Renzi. E' stato un processo quasi naturale quello di ritrovarci nella compagine renziana che ho sempre distinto da quella del Pd. Il tutto per gli accadimenti di carattere nazionale. Siamo un po' tutti pesci fuor d'acqua. Inoltre bisogna dire che a livello locale il centrodestra non aveva più identità.

Per essere un pesce fuor d'acqua dottoressa ci sembra che nuoti abbastanza bene.

Sì, l'abilità è quella di saper navigare a vista ossia saper interpretare anche la politica e i suoi processi democratici in modo giusto. La mia candidatura a sindaco ha una storia altrettanto travagliata, condizionata dalla figura di Marcello Pera. Figura estremamente controversa sul piano politico la definirei un vero disastro e sul piano umano non è da meno. La figura è fortemente condizionata da una alta dose di individualismo. Comunque l'esperienza è stata positiva.

Ci sta che molti che votarono per lei restarono sorpresi quando scelse esplicitamente di appoggiare al ballottaggio Alessandro Tambellini?

E' naturale che molti non abbiano compreso il perché di questa scelta, ma, in quel momento non potevo pensare di lasciare la città in mani sbagliate.

Quindi, secondo lei, le mani di Remo Santini erano quelle sbagliate?

Sicuramente non l'ho ritenuta la scelta giusta per la città. E del resto i fatti a seguire non mi hanno, poi, dato così torto. Inoltre la mia era una lista civica con, all'interno, espressione di centrodestra e di centrosinistra.

C'è chi ha sempre detto che fu nominata provveditore grazie alla presenza, all'epoca e come ministro della Pubblica Istruzione, di Stefania Giannini anche lei lucchese.

In realtà la nomina a provveditore è dovuta a una serie di circostanze. La prima direi che riguarda il fatto che diversi dipendenti del provveditorato mi sollecitarono a fare la domanda visto che la sede si stava per liberare. Questo credo grazie all'aver svolto il mio ruolo di preside per dieci anni presso l'Iti Fermi con buoni risultati. Sicuramente la presenza di un ministro lucchese mi ha agevolato in questo. Se, però, non avessi avuto i requisiti giusti, il ministro non si sarebbe, certo, speso per me.

Dicono che lei sia pappa e ciccia con i Marcucci.

Quando sono entrata in Forza Italia e svolgevo il mio ruolo di assessore, mio marito era già un dipendente di Kedrion quindi non è che lo è diventato successivamente. Se avessi fatto questa riflessione preoccupandoci dei Marcucci non sarei entrata in Forza Italia e sarei subito andata col Pd. Però, devo dire che mi affascinarono i meriti culturali di Marcello Pera.

Ora come sono i suoi rapporti con i Marcucci?

Come sono sempre stati, buoni, anche perché mio marito non ha mai interferito sulle questioni politiche e personali.

Eppure dottoressa qualcosa, in cambio del suo appoggio fondamentale, Tambellini e il Pd glielo avranno concesso.

Devo dire che mi hanno concesso stima perché io poi non ho avuto niente, stima che mi sarei aspettata anche dal centrodestra e da Forza Italia, ma che non è mai arrivata.

Secondo noi Santini ancora oggi non deve aver digerito bene la sua scelta di campo.

Naturale che sia così.

Lei ha appena votato alle primarie del partito democratico. Glielo hanno chiesto?

No.

Glielo ha ordinato il dottore?

No.

E allora perché ha avvertito questo impellente bisogno di dire la sua?

Le primarie sono un importante espressione di democrazia. Vorrei ricordare a molti che, a suo tempo, tutta Forza Italia andò a votare alle primarie del Pd per Renzi. Io ritengo che nel Pd locale ci sia una componente moderata e dialogante...

Che, scommettiamo, fa capo ad Andrea Marcucci.

Andrea Marcucci e Stefano Baccelli. Quindi ritenevo giusto votare alle primarie perché vuol dire avere l'opportunità di scegliersi l'opposizione e, quindi, mi è sembrato giusto sostenere questa parte più dialogante rispetto a quella di una sinistra molto più radicale.

E, infatti, il suo candidato, Martina, non ha concluso granché.

E' vero, però io devo riconoscere che, nello svolgere il mio ruolo professionale, devo riconoscere a questa componente dialogante di aver fatto tanti interventi a favore del sistema scuola lucchese.

Ci eravamo intervistati, l'ultima volta, anche a proposito della teoria Gender. Ora che ha in mano tre province, qual è l'effettiva presenza nel sistema scolastico di questa teoria?

Direi che si è molto ridotta. C'è stato un momento in cui se ne è parlato, ma adesso è pressoché scomparsa. Io rimango del mio avviso che sono temi che non dobbiamo affrontare in modo superficiale soprattutto con i bambini. Rimane fermo il punto che la centralità della vita sociale è la famiglia intesa come la Costituzione la definisce, ma, ovviamente, so bene che vi sono altre composizioni di famiglia. Ho rispetto per quelle famiglie cosiddetto omosessuali e per quelle personalità che non sono definite dal punto di vista del genere. Per me sono, soprattutto, persone.

Esistono nella sua giurisdizione scolastica esempi di famiglie di fatto omosessuali?

Sì, parecchie.

Con figli?

Con figli.

E come le sembra la situazione?

Mi sembrano persone normalissime che conducono una vita normalissima. 

Quindi anche una eventuale famiglia transgender troverebbe la sua comprensione?

Certo.

Fra tre anni si tornerà, per fortuna aggiungiamo noi, a votare per le amministrative a Lucca. Lei scenderà in campo o, paga delle sue vittorie professionali, questa volta resterà alla finestra?

Alla finestra mai. La partecipazione è sempre importante. Spero fra tre anni di essere anche nonna, prima di tutto...

Immaginiamo che non dipenda da lei.

Purtroppo no. Però anche in questo caso la mia cerco di dirla, sempre con moderazione e rispetto.

Di sicuro la prossima volta al centrodestra non capiterà di sbagliare interpretazioni sul suo orientamento politico.

Dipenderà molto dal candidato che verrà presentato. A me interessano, prima di tutto, la competenza amministrativa e relazionale delle persone che ci governano. Non sono ideologicamente così rigida.

Quindi, paradossalmente, potrebbe anche votare a destra?

Assolutamente sì.

E se si ripresentasse Remo Santini?

No comment.

Professoressa, ci siamo lasciati quando era in atto una vera e propria invasione incontrollata da parte di immigrati e ci ritroviamo, oggi, con una situazione decisamente migliorata.

Sicuramente Salvini ha ottenuto dei buoni risultati grazie anche al lavoro fatto precedentemente da Minniti. Io credo, però, che ci sia bisogno, per il futuro, di una nuova compagine più centrista perché qui rischiamo, di nuovo, un bipolarismo molto estremo sia da una parte sia dall'altra. 

Dia un giudizio sul suo caro amico e referente politico Alessandro Tambellini?

Referente politico non direi proprio. E' persona di elevata cultura, non troppo smart e Lucca, probabilmente, avrebbe bisogno di una spinta forte e ci auguriamo che, con le prossime amministrative, ci sia il candidato giusto.

 

 

 

 

 


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