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L'interSVISTA

Bartolomei, chi non muore si rivede

martedì, 2 aprile 2019, 17:20

di aldo grandi

Lei ha fatto per vent'anni politica attiva fino al 2015. Da allora, si può dire, è praticamente scomparso dalla scena politica. Chi glielo ha fatto fare di tornare in pista e candidarsi a sindaco di Capannori?

Il motivo per cui nel 2015 ho cessato di fare politica, è perché non mi piaceva la posizione che, in Toscana, aveva assunto il centrodestra. Il patto del Nazareno, una certa complicità che ci veniva attribuita al cospetto di alcune posizioni o scelte assunte dal Pd non mi trovavano d'accordo. Me ne sono andato senza sbattere la porta, senza fare polemiche, prendendo semplicemente atto che il centrodestra che avevo conosciuto in Toscana non esisteva più.

Perché, quello di oggi è diverso?

Assolutamente si. Innanzitutto Forza Italia è cambiata profondamente e, in particolare, gli equilibri all'interno del centrodestra si sono spostati più verso destra, più verso il sovranismo e una politica popolare che oggi è chiaramente, distintamente e ben percepibile alternativa al partito democratico. Io ho ricominciato a fare politica perché nel progetto che mi proponevano i tre partiti e la lista civica che mi sostiene tutto questo era tornato ad essere totalmente chiaro. Il centrodestra con me è una forza alternativa al partito democratico e su questo non ci sono né dubbi né tentennamenti da parte di nessuno.

Anche lei è stato folgorato sulla via di Damasco da Matteo Salvini?

Io non ho tessere, sono da questo punto di vista libero e scevro da qualsiasi condizionamento. Di certo sono contento del nuovo equilibrio e della nuova linea che sono maturati nel centrodestra e che è merito di Salvini, ma anche della Meloni e anche di Forza Italia. Tengo alla mia autonomia, ma sono orgoglioso di essere sostenuto da tutta la coalizione di centrodestra ai cui valori mi ispiro.

Migranti o clandestini che dir si voglia: qual è la sua posizione e cosa intende fare per Capannori?

Ieri ho parlato con il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Firenze e mi sono congratulato vivamente per le sue politiche sull'immigrazione e sui clandestini in particolare e sul decreto sicurezza. Il Paese aveva bisogno di risposte chiare e in tempi rapidi. Lui è riuscito a darle e per questo ha tutta la mia ammirazione. Da sindaco posso dire che non avrò alcun problema ad attuare il decreto sicurezza. Va anche detto che grazie a Salvini l'emergenza clandestini in questo momento è terminata. Rimane il problema di gestire quelli che sono sbarcati fino ad oggi. Per quanto mi riguarda massimo equilibrio e massima saggezza possibili. Chi si comporta bene e avrà voglia di inserirsi nel contesto sociale capannorese è, comunque, da considerarsi il benvenuto.

Il suo avversario, Luca Menesini, ha dedicato buona parte della sua mission a implementare e diffondere l'ideologia Gender. Lei su questo piano come si pone?

Noi e lo diremo chiaramente all'interno del programma elettorale, la base della nostra società è la famiglia.

Già, ma anche per gli altri è la famiglia...

Dipende da che tipo di famiglia si intende. Oggi l'emergenza e il problema principale è intervenire con politiche a sostegno dei gruppi familiari che in questo momento, in larga parte, sono in difficoltà. Quindi, più che concentrarsi su una politica ideologica fine a se stessa che è solo propaganda e che non è nemmeno nelle nostre radici e nella nostra cultura, dovremmo pensare ai problemi reali, concreti e materiali delle famiglie che sono sul nostro territorio e che sono in difficoltà. Quindi, meno propaganda, meno retorica poiché su questi argomenti saranno il parlamento o il ministero a dover legiferare e più sostegno pratico alle famiglie tradizionali. Aggiungo che tutte le sensibilità vanno rispettate e che ritengo ingiusto che all'interno delle scuole si faccia propaganda e di questo tipo, ma anche in senso contrario. Personalmente sono contrario alle adozioni gay e alla filosofia gender pur rispettando le posizioni di tutti.

Sono 15 anni che la sinistra governa Capannori e tutti, purtroppo e senza andare a rivangare, sappiamo per quale motivo. Per gettare dalla torre gli attuali amministratori, ovviamente in senso metaforico, cosa si ripropone di fare qualora dovesse diventare sindaco?

La democrazia è alternanza. Se non c'è alternanza non c'è democrazia.

Quindi, siamo in un clima di dittatura da almeno 10 anni?

Non è questione di dittatura. E' questione che il potere si radica e, soprattutto, quando il potere è impersonificato dal partito democratico è impossibile pensare ad un cambiamento, almeno in Toscana, con la sinistra che rimane al governo. Siamo in un momento in cui tutta la Toscana lo ha capito: Massa, Carrara, Pistoia, Arezzo, Grosseto, Siena, Livorno, Pisa. Se si escludono Prato e Firenze dove si andrà a votare tra poco, Lucca è rimasto l'unico baluardo del Pd in questa regione.

Che sfiga Santini, se le elezioni si fossero tenute l'anno successivo, a quest'ora Tambellini e soci erano sui banchi dell'opposizione.

Assolutamente sì.

Però lei ha troppa fiducia nei capannorotti. Che cosa le fa credere che, dopo 15 anni di 'astinenza' democratica, abbiano voglia, tempo e testa per voltare pagina?

Con Idee in Movimento ogni giorno andiamo in una frazione del nostro comune e parliamo con le persone. La voglia di cambiamento c'è, la voglia di liberarsi dal partito democratico c'è e Menesini è il partito democratico nonostante tenti di nascondere il simbolo per annacquare la sua appartenenza.

Al suo posto e visti gli ultimi risultati elettorali del Pd, anche lei, probabilmente, cercherebbe di mascherare la sua origine.

No. Perché io al suo posto sarei uscito dal Pd.

Peggio soli che 'male' accompagnati quindi per il suo avversario.

Le faccio un esempio. L'argomento più importante su cui si giocano la campagna elettorale e il futuro di Capannori è, sicuramente la nuova viabilità. Il progetto è pessimo, Menesini lo critica, ma non dice che è stato voluto dai vertici del suo partito.

E se è per questo neanche i vertici del suo partito, ossia il Pd, gli sparano apertamente contro perché sanno che rischierebbero di portargli via voti alle prossime elezioni.

La mia risposta è che le dinamiche interne al Pd non mi interessano. Mi interessa, però, il futuro di Capannori. E a questo punto le faccio io una domanda. Come possono Menesini e il Pd presentarsi insieme alle elezioni se su un argomento così importante non hanno una visione comune?

Ci vuole del fegato.

Più che fegato ci vorrebbe chiarezza nei confronti dei cittadini capannoresi. Se Menesini dovesse vincere si piegherà ai voleri del suo partito?

E se dovesse vincere lei cosa farà a proposito degli assi viari?

L'argomento è complesso. Stiamo parlando di una situazione dal punto di vista politico per larghi tratti compromessa. La nostra posizione in merito è chiara. Il progetto, per quanto riguarda l'asse nord-sud va rivisto perché oltre ad essere altamente impattante e dal punto di vista ambientale insostenibile, non risolve in gran parte né il problema dello stradone di Marlia né riuscirebbe ad intercettare molto del traffico pesante che esiste nella zona ovest ossia S. Pietro a Vico, S. Cassiano a Vico. Per quanto riguarda, invece, la parte est-ovest io credo che sarebbe importante pensare immediatamente all'autostrada, ovviamente, togliendo il pedaggio come temporanea soluzione in attesa di uno studio approfondito.

Scusi Bartolomei, ma non le sembra che con il cemento e l'asfalto abbiamo già deturpato abbastanza la Piana di Lucca per aver bisogno di rovinarla ulteriormente?

Sono d'accordo con lei.

E allora perché non dire, semplicemente e anche più facile da comprendere e più chiaro agli elettori: gli assi viari non si fanno né ora né mai?

Primo perché non è in nostro potere. Secondo perché c'è, comunque, un problema da risolvere che è quello di viale Europa, quindi noi siamo d'accordo che gli assi servono solo, però, se risolvono i problemi e non ne aggiungono altri. Questo progetto non mi sembra che vada in questa direzione perché risolve poco e causa altri problemi anche più grandi e gravi.

Storicamente, a Capannori, il centrodestra è sempre stato favorevole al progetto degli assi viari. E ora lo sono, immaginiamo, ma ci smentisca casomai fosse il contrario, i senatori Mallegni e Zucconi, la Lega di Capannori e altre forze a loro vicine. Lei come fa a essere autonomo su questo argomento?

Su questo argomento c'è totale sintonia tra me e i partiti. Un conto è dire che siamo favorevoli agli assi viari un altro è dire che siamo favorevoli a questo progetto. Questo progetto è pessimo e come le ho detto prima i responsabili politici di questo lavoro sono tutti all'interno del partito democratico.

Sia sincero: ma se per realizzare gli assi viari, dovessero espropriarle un terreno di proprietà, a lei non girerebbero i coglioni?

Guardi se c'è un interesse pubblico e c'è rispetto dell'ambiente e del paesaggio e gli espropri aiutano a fornire soluzioni nell'interesse della comunità, la gente capisce. Il problema è se in questo momento, giustamente, non c'è la percezione di questo.

Mai andato a cena con Menesini?

A cena no, ma andavo a scuola con lui all'istituto tecnico agrario di Pescia.

E già allora manifestava questi sintomi sinistrorsi?

Assolutamente sì come io manifestavo quelli destrorsi. Devo dire, però, che le nostre chiacchierate, nel rispetto e nella diversità delle opinioni, erano anche piacevoli. Nulla di personale con lui, il problema non è lui, ma il sistema di potere che il partito democratico rappresenta in Toscana, a Lucca e a Capannori.

Sua moglie fa l'avvocato. Che dice di questo suo ritorno alle origini?

Mia moglie ha sempre rispettato tutte le mie scelte. Mi ha sempre sostenuto e a casa abbiamo sempre parlato poco di politica. Credo che le motivazioni per cui ho accettato, le leggerà per la prima volta dentro questo servizio.

Il sindaco in carica ha sempre avuto, in materia di sicurezza, un occhio particolare per il cosiddetto controllo di vicinato. Lei cosa ne pensa?

Le do un'anticipazione. Moltissime delle interviste che abbiamo fatto sul territorio e dei questionari che i cittadini ci hanno riportato indicano la sicurezza come uno dei problemi principali, potrei dire, nelle zone collinari a nord e a sud, il problema principale. Cosa vuol dire? Che evidentemente il controllo del vicinato è una iniziativa che a volte può anche servire, ma è assolutamente insufficiente in una politica generale e complessiva che un'amministrazione comunale deve mettere in atto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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