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L'interSVISTA

Fabio Barsanti, fascista senza se e senza ma

lunedì, 8 aprile 2019, 11:29

di aldo grandi

Fabio Barsanti, sia onesto: tra un figlio giocatore di basket professionista e uno fascista, i suoi genitori chi scelgono?

Direi entrambi. 

Nessuna preferenza?

Credo di no. Posso dire che mio fratello è il mio orgoglio.

Viceversa?

Me lo auspico.

Lei ha iniziato a fare politica molti anni fa, e dopo aver militato nelle file di Forza Nuova è sbarcato nella galassia di CasaPound. Cos'era Forza Nuova, troppo estremista?

Era l'unico movimento a Lucca che rappresentava la destra radicale. La destra moderata non mi è mai piaciuta, poi ne sono uscito per completa assenza di politica e prospettive. Di Casa Pound sono stato il fondatore a Lucca, dopo qualche anno di approfondimenti personali e assenze dalla militanza attiva.

Immagino che sia soddisfatto dei risultati conseguiti nella sua città?

Assolutamente sì. Anche se abbiamo ancora tantissimo da lavorare e da conquistare. 

Cento anni fa Benito Mussolini fondò i fasci di combattimento. Ha festeggiato?

Visto che li fondò a Milano, sono stato con CasaPound proprio a Milano, ad un concerto, per festeggiare sia quei cento anni sia i venti anni di un gruppo musicale, gli ZetaZeroAlfa, che di CasaPound sono stati i precursori.

Allora hanno ragione quando dicono che lei è, fondamentalmente, fascista?

Non l'ho mai negato.

Quindi per le il Ventennio è stato una sorta di parentesi felice conclusasi, però, nel peggiore dei modi?

Sicuramente, seppur tra alti e bassi, è stato un periodo storico in cui l'Italia si ritrovò nazione sovrana, potenza industriale e raggiunse eccellenti livelli interni economici, sociali, culturali, legislativi in un momento in cui, per sconfiggerla, c'è voluta una guerra. A differenza del comunismo che è imploso su se stesso.

Non è che la guerra gliel'aveva ordinata il dottore al duce?

No, però le contingenze storiche hanno, purtroppo, portato verso quella direzione.

Nessuna critica per l'alleanza con Hitler?

Stesso discorso delle contingenze storiche. Indubbiamente il fascismo fu altra cosa rispetto al nazionalsocialismo. Io mi rifaccio al fascismo mussoliniano come ad altre esperienze della nostra millenaria storia.

Legislazione razziale?

Un errore.

La Repubblica di Salò?

Un onore.

A Lucca l'hanno mai menata per queste sue preferenze politiche?

Ci hanno provato e ci sono riusciti una volta, in venti.

Conseguenze?

Una mandibola rotta, un occhio nero e qualche minestra per due settimane. Ovviamente questo nessuno lo sa. A parti invertite avremmo avuto i titoloni sui giornali.

I suoi genitori ci hanno provato a farle cambiare idea?

No, perché l'ho sempre portata avanti con serietà, testa e determinazione.

Lei in consiglio comunale, ultimamente, è stato giudicato troppo 'buono' nei confronti della maggioranza di sinistra. Cosa è successo rispetto ai primi mesi?

Probabilmente perché i miei modi sono pacati rispetto a ciò che ci si potrebbe aspettare e a differenza di altri più bravi, magari, ad urlare. In realtà la mia opposizione a questa amministrazione, nei fatti, è più forte oggi di prima. Intanto sono l'unico ad essermi preso una querela.

Da chi?

Da Claudio Cantini.

E chi è?

Consigliere comunale capogruppo di Lucca Civica.

Ah, quelli di Lemucche?

Sì. Querela per ciò che ho affermato proprio nell'aula consiliare. Poi sono stato il primo a denunciare la farsa delle audizioni per le nomine nelle partecipate. Sono stato quello che ha reso noti i fondi pubblici dati agli spettacoletti sui migranti nelle scuole e sulle farneticazioni di picchiatori fascisti. Non ultimo, il fatto che, domani sera in consiglio comunale, potrebbe essere discussa la mia mozione che chiede il ritiro della delega allo sport dell'assessore Ragghianti.

Oddio, diciamo che l'assessore Ragghianti non ha proprio quel che si dice le physique du role per ricoprire una carica così 'movimentata'.

La mia volontà nasce dal disinteresse e dall'inefficacia nei confronti delle sorti della Lucchese, ma è la situazione in generale dello sport a Lucca a richiedere che questa delega venga attribuita a chi ne ha maggiori competenze o anche tempo per potercisi dedicare.

Scusi Barsanti, ma la Lucchese è finita nella cosiddetta cacca non certo per colpa di Ragghianti o di Tambellini. Casomai per responsabilità di coloro che l'hanno gestita in questo modo, a cominciare da Arnaldo Moriconi per poi passare ai vari Grassini, Lucchesi, Castelli, Ottaviani, Ceniccola e non è ancora finita.

Senza dubbio. Però di Moriconi ricordo la stretta di mano e i baci amichevoli per congratularsi della vittoria di Tambellini in piazza San Michele.

Guardi, al più tardi dieci giorni fa, all'incontro con Vittorio Sgarbi a Saltocchio, lo stesso ex presidente rossonero ebbe a dirmi che il motivo per cui la Lucchese era finita così male era da addebitarsi al fatto che il comune non aveva fatto nulla.

Infatti non ha fatto nulla. Pesa sul comune di Lucca il confronto con altre amministrazioni tipo quelle di Carrara, Arezzo, Pisa per rimanere vicini, che grazie all'intervento determinato e convinto dei propri sindaci, hanno risolto in modo diverso le vicende societarie delle squadre di calcio delle proprie città.

Ma lei lo sa che, comunque, Tambellini è un filosofo, magari anche un politico, ma non è mai stato, salvo smentite dell'ultim'ora, un tifoso e un seguace del calcio.

Lo so bene, credo, tuttavia che la prima squadra di calcio di una città, a maggior ragione gloriosa come la Lucchese, abbracci non solo lo sport, ma anche aspetti culturali, identitari, economici, sociali e formativi se pensiamo all'importanza del settore giovanile. Un patrimonio della città e per la città abbandonato nelle mani di veri e propri pirati.

Barsanti ma lei se avesse soldi, li metterebbe sulla Lucchese?

A Lucca esistono realtà imprenditoriali che potrebbero tranquillamente portare Lucca in contesti molto alti. Certo è che un'amministrazione comunale dovrebbe far sì che, dati i tempi in cui viviamo dove il mecenatismo nello sport non esiste più, si creassero le condizioni per avere, almeno, un ritorno economico.

Poi per la Sinistra lucchese tutti i tifosi della curva Ovest sono fascisti a prescindere.

Diciamo che la Sinistra, probabilmente, ha abbandonato l'elettorato sportivo che segue la Lucchese.

Se è per questo, a livello nazionale, la Sinistra ha abbandonato, addirittura, il popolo italiano, preferendogli i migranti e le altre minoranze più o meno rilevanti che sembrano riscuotere maggiore attenzione e sforzo.

Assolutamente vero e ciò avviene ed è avvenuto anche a Lucca. Si pensi alla sicurezza, a come è stata gestita l'emergenza immigrazione durante il governo Renzi, si pensi all'indottrinamento culturale che porta avanti un assessore come la Ilaria Vietina. Tutto e sempre in chiave antinazionale.

Poi, però, i risultati, quando si vota, si vedono. Per questo, probabilmente, vorrebbero estendere il diritto di voto a tutti?

Sì, anche se molti immigrati regolari, lavoratori, da anni in Italia, votano a destra.

Perché alle ultime elezioni amministrative non ha dato indicazione di votare Santini?

Perché la mia politica e la mia campagna elettorale nel 2017 criticavano in modo spietato l'amministrazione Tambellini, ma anche l'inadeguatezza di un centrodestra lucchese da anni senza una classe dirigente e senza prospettive politiche di almeno medio periodo. In realtà, poi, affermai che Tambellini fosse il male notevolmente maggiore.

Si rende conto che le Boldrini e i Fiano, quando vi accusano di essere fascisti, tutti i torti proprio non ce l'hanno?

Sì, anche se in merito ci sarebbero molte interpretazioni.

A Capannori si vota a maggio. Voi state alla finestra?

No, noi abbiamo già presentato il candidato sindaco di CasaPound, Daniele Boschi e stiamo ultimando la raccolta di firme per presentare la lista. 

Fra tre anni si voterà nuovamente alle amministrative per Lucca. Ha già qualche idea per la testa?

La nostra linea è retta e continueremo a fare la nostra politica. Sicuramente la Sinistra lucchese potrà essere sconfitta solo, in questo momento storico, se Lucca saprà dotarsi di una destra vera, composta da persone di un certo tipo. Al momento questa destra è CasaPound.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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