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L'interSVISTA

Becco e bastonato

giovedì, 4 aprile 2019, 18:35

di aldo grandi

Marco Chiari, la Corte di appello di Firenze, ha assolto in via definitiva, perché il fatto non sussiste, alcuni degli imputati nell'inchiesta denominata Volpe nel deserto nella quale anche lei restò coinvolto. Con questa sentenza, si può dire che, ormai, di quell'indagine resta ben poco o niente. Lei era già stato assolto in precedenza, però, alla luce di quest'ultima decisione della Corte di appello, vuole esprimere quello che, a quanto sostiene, non ha mai ancora detto. Ci dica pure.

Un processo che ha coinvolto nove giudici del Tribunale locale, venticinque giudici della Cassazione e della Corte di Appello e tutti, salvo il pubblico ministero e il Gip, hanno ribadito che il fatto non sussiste dando l'assoluzione e sancendo la chiusura del procedimento. La dottoressa Mugnaini, nella sentenza di assoluzione, dichiarò 'questo procedimento non avrebbe mai dovuto iniziare'. Perché, allora, è cominciato? Perché un magistrato che voleva salire agli onori della cronaca si è dimostrato esageratamente ostinato, a mio avviso in maniera eccessiva. Per ben otto anni tutti noi siamo stati vittime di un'azione giudiziaria portata avanti senza che ci fosse una sola prova. Ho, invece, io le prove scritte che alcuni testimoni hanno ricevuto pressioni e anche intimidazioni per attestare cose contrarie al vero. Sono stato interrogato varie volte e sollecitato a parlare dei politici dell'epoca e di presidenti di alcune società partecipate per raccontare e dire cose che non rappresentavano il mio pensiero e la mia conoscenza, con la garanzia che se lo avessi fatto sarei stato immediatamente 'libero come un angioletto'. Ho sempre rifiutato perché non avevo niente da raccontare e mi fu detto che sarebbe stato molto peggio per me. Ho pagato cara questa mia scelta, sia chiaro, ma mi sono sempre rifiutato di invischiare persone che, per quanto era a mia conoscenza, non avevano commesso reati. Questa è la dimostrazione che questo procedimento è stato creato sul nulla, distruggendo la vita di ben otto persone per dei fini che non hanno nulla a che vedere con la giustizia ordinaria. 

Chiari, ma lei sa bene che non sempre la verità processuale corrisponde a quella reale e che, spesso, la giustizia 'garantista' manda assolti anche i colpevoli. 

Questo è verissimo, ma in una indagine che ha portato migliaia di intercettazioni, pedinamenti, interrogatori, verifiche su tutti i conti correnti di parenti e affini, senza trovare alcun minimo riscontro alle accuse che furono formulate e che hanno portato al procedimento, è la prova che qui sono state assolte persone che, assolutissimamente, non avevano fatto niente. Questo è un procedimento che ha portato un danno enorme alla comunità lucchese e allo Stato stesso che, poi, si ripercuote, di fatto, su noi cittadini. Attività investigative, intercettazioni, attività di tribunale, procure, spese legali di tutti i funzionari pubblici e periti nominati direttamente dal magistrato hanno portato a una spesa di più di 1 milione di euro. Agli imputati centinaia di migliaia di euro. Al comune di Lucca quasi 800 mila euro di spese legali riconosciute agli amministratori allora imputati. Chi ne risponde di tutto ciò? 

Verrebbe da dire che lei e i suoi ex coimputati avete avuto la sfortuna di essere capitati nel posto sbagliato al momento sbagliato. 

Preciso che eravamo a sei mesi dalle nuove elezioni amministrative. Con questo procedimento il Comune passò alla Sinistra perché questo scandalo surreale portò Tambellini a presiedere il governo della città. 

Che bella fregatura ragazzi... 

Ho fiducia nel sistema giudiziario italiano, in generale, in quanto, al di là di ciò che possono fare i singoli magistrati, possiamo ben dire che ci ha tutelato e che la giustizia, di suo, funziona. 

Chiari non ci venga a dire che lei è uno stinco di santo. E' sempre stato, nella sua carriera politica e anche professionale, al centro dell'attenzione e, inevitabilmente, qualcuno può aver ritenuto di dover indagare su certe cose. 

Pienamente d'accordo sulle sue considerazioni. Ho lavorato e ho avuto nella mia vita professionale, lavori che molti altri hanno sicuramente invidiato. Sono una persona che non si è mai nascosta, ma ha messo la faccia da tutte le parti dove interveniva a lavorare. 

Mi scusi, ma giusto per rinfrescare la memoria, lei, quando fu arrestato, per cosa era accusato? 

Furono tante le accuse e variegate: dalla corruzione al falso in atto pubblico, dalla omissione di atti d'ufficio a altri procedimenti che furono aperti nel contempo quali abusi edilizi e altre fattispecie attinenti il mio lavoro privato. 

E lei ci sta dicendo che il pubblico ministero ha preso, per ogni singolo capo di accusa, ungranchio. 

E' la realtà dei fatti. Ho subìto ben 11 processi penali, sono stato completamente assolto da tutti e stia pur sicuro, Grandi, che se avessero trovato che avevo rubato una mela, mi avrebbero mandato ugualmente in galera. Mi ci hanno mandato lo stesso, ma per niente. 

E di quei sedici giorni trascorsi, all inclusive, al San Giorgio, ha conservato memoria? 

Purtroppo è una cosa che non scorderò mai e me la porterò dietro per tutta la vita. 

Ora non la butti sul tragico... 

Assolutamente. Vorrei vedere altre persone che finiscono in galera per nulla come avrebbero reagito. Molti si suicidano. L'ho pensato, ad un certo momento, ma non l'ho fatto per non far cantare vittoria a chi mi aveva accusato. Vado a testa alta perché è stato dimostrato che tutto era un bluff. Vorrei anche dire che oggi la magistratura, per avere credibilità davanti ai suoi cittadini, dovrebbe avere il coraggio di condannare apertamente certi atteggiamenti di chi la rappresenta. Un medico paga se sbaglia? Chiunque paga se sbaglia. I magistrati, a mio avviso, sono un pò troppo autoreferenziali. E' ora che qualcosa cambi. Forse, ci penserebbero meglio prima di giocare sulla vita delle persone. 

A noi, onestamente, pare che questa magistratura sia già abbastanza garantista perché non lo diventi ancora di più. 

E' garantista quando non si parla di politica. Quando si parla di politica si fano i processi mediatici. Quando si parla di un violentatore o di un delinquente qualunque, non serve a far carriera. Quanti danni sono stati creati alla città di Lucca? Ne cito uno: la Lucchese. Oggi si continua a distanza di otto anni a parlare di una società sull'orlo di un fallimento. All'epoca, con i gruppi immobiliari che avevano rilevato la società, si parlava e c'erano i progetti per la realizzazione di quello che tutte le società sportive oggi vogliono fare: un nuovo stadio con, all'interno, attività di vario genere al fine di portare utili alle società professionistiche. Chi ha aperto le indagini bloccò tutto e buttò tutto a mare non ricordandosi che tali progetti erano stati approvati all'unanimità, maggioranza e minoranza, di tutto il consiglio comunale e della Provincia. 

Ora non ci venga anche a dire che la la Lucchese di Giuliani e Valentini fallì per colpa dell'inchiesta. 

E non solo è fallita per colpa dell'inchiesta, ma è fallita la Valore che aveva interventi molto importanti sulla città, chiaramente, da imprenditori privati quali erano, dovevano trarre degli utili, ma se le strade per fare attività imprenditoriali erano legali e nessuno ha mai dimostrato il contrario, con questo procedimento sono per forza finiti in malora. Si sente dire che la Valore attiverà una causa di risarcimento danni nei confronti di chi ha creato questo fallimento. 

Lei ha già chiesto il risarcimento del danno se non erriamo. Addirittura sei milioni e 400 mila euro. Non le sembra di essere esagerato? 

No, assolutamente. Posso prendere quello che fatturava il mio studio, moltiplicandolo per cinque anni di sequestri e per altri cinque anni di mancato guadagno. Questo è il calcolo che mi ha fatto uno studio di commercialisti, quindi basato su dati certi. Oltre a questo, due psicologhe hanno valutato il danno biologico arrecato da questa situazione in circa 600 mila euro sulla base di tabelle del tribunale di Milano. La mia vita è cambiata per colpe che non avevo. Oltre al danno recato per la vendita all'asta di due proprietà immobiliari che avevo, coperte da mutuo, che non sono riuscito a pagare visti i sequestri e vendute all'asta direttamente dalla banca. Inoltre preciso che questa è la prima causa in Italia aperta per danno e colpa grave del magistrato. Attualmente è in fase di discussione presso il tribunale di Genova. Nel caso di esito per me negativo, continuerò presso il tribunale dei diritti dell'uomo in Lussemburgo. Lo devo a chi, fino ad oggi, mi ha sostenuto e creduto in me.

Si può usare, per lei, il detto 'becco e bastonato'?

E' la realtà dei fatti.

 


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