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L'interSVISTA

Mungai senza peli sulla lingua: "Il dissesto? Una cazzata di Coluccini"

mercoledì, 27 novembre 2019, 13:21

di aldo grandi

Mungai lei ha voluto fare una premessa che ci sembra giusto sottolineare. Ha, cioè, detto che non vuole affrontare alcun tema riguardante la Fondazione Carilucca. Possiamo soltanto e, almeno, chiederle perché?

La motivazione deriva dal fatto che, recentemente, ci sono stati degli attacchi e delle polemiche sulla gestione della fondazione ai quali voglio rimanere assolutamente estraneo.

Diciamo, tuttavia, che lei è sempre stato un ottimo responsabile tecnico della fondazione, anzi, ci verrebbe da dire, provocatoriamente, che, forse, lo è stato più per la fondazione che per il comune di Massarosa da lei amministrato che, proprio ieri, è andato in défault.

Non sta a me dare un giudizio sul mio operato in fondazione e, comunque, volevo precisare che il comune non è andato in défault così, all'improvviso, ma che è stato un disegno ben preciso portato avanti da qualcuno che aveva e ha interesse a farcello precipitare. Intanto quando è che un comune va in dissesto? Quando riceve dei decreti ingiuntivi ai quali non può fare fronte né riesce a pagare gli stipendi ai dipendenti. Cosa che non è accaduta a Massarosa. Non ci sono partecipate che producono debiti, anzi, l'indebitamento, dal 2009 quando mi sono insediato (mutui) sono scesi da 21 milioni di euro a nove milioni di euro. Che ci sia una difficoltà di cassa è indubbio, come succede nella maggioranza dei comuni italiani, perché la difficoltà dell'incasso delle tasse e dei tributi comunali è più lento della spesa, ma è sempre stato così, non da ora. Questo produce la necessità di una anticipazione di cassa che è l'aspetto più rilevante della gestione economica del comune di Massarosa. Nel 2017 per stimolare il pagamento delle tasse ho chiesto all'autorità del garante l'autorizzazione a pubblicare i nominativi dei contribuenti morosi. Cosa che non mi è stata concessa.

Ce ne sono tanti a Massarosa?

Gli abitanti sono 23 mila e sono poco propensi a pagare le tasse con puntualità, vuoi per la situazione economica generale difficile, ma anche per la conformazione del tessuto sociale di Massarosa che non ha grandi industrie né grandi attività di occupazione. La percentuale dei morosi rispetto ad altri comuni limitrofi è più elevata.

Lei sta quindi dicendo che è tutta colpa di Alberto Coluccini?

Alberto Coluccini nel senso che è il sindaco che rappresenta la coalizione che, attualmente, governa Massarosa. Non so se la volontà così determinata sia tutta sua o di qualche partito che lo sostiene perché c'era anche la possibilità di fare una cosa più leggera del predissesto.

Ossia?

Ossia il riequilibrio dei conti del comune attraverso una anticipazione che lo Stato concede ai comuni che si trovano in quelle condizioni. E Massarosa, se avessero voluto, non avrebbero avuto nemmeno bisogno del prestito, ma l'equivalente sarebbe stato possibile ottenerlo dalla vendita di Toscana Energia come avevamo già deliberato noi della precedente amministrazione.

A quanto ammonta la partecipazione del comune in Toscana Energia?

Il valore di recesso ammonta a sei milioni 200 mila euro che il comune avrebbe potuto incassare immediatamente retrocedendo dalla partecipazione. Perché non l'ho fatto io nonostante l'avessi deliberato? Perché il valore dei sei milioni e 200 mila si è definito nelle ultime settimane del mio mandato. A tale scopo convocai tutti i candidati a sindaco dicendo che avrebbero avuto diverse possibilità e che per rispetto della tornata elettorale imminente, non avrei proceduto io a fare.

Che cosa ci guadagna secondo lei il centrodestra che governa Massarosa facendo 'fallire' il comune?

Intanto che viene mandata una terna di commissari a gestire il dissesto nel senso che sono quelli che faranno tutte le scelte economiche: le vendite di immobili, di partecipazioni, il taglio dei debiti del comune, saranno portate le aliquote delle tasse e delle imposte al massimo, aumentati i costi dei servizi come mense scolastiche, trasporti e altri, saranno tagliati i servizi. Tutto questo nel senso che i tre commissari non dovranno rendere conto a nessuno né tantomeno agli amministratori sindaco compreso. E il sindaco dirà: l'hanno fatta loro e la causa sono quelli che hanno portato al dissesto ossia noi. La differenza tra il predissesto e il dissesto vero e proprio sta nel fatto che, nel primo caso, il sindaco e gli assessori avrebbero gestito il tutto, il dissesto, invece, comporta la nomina automatica dei tre commissari.

Mungai lei, in fondo, è uscito dalla attività politica dopo due mandati consecutivi. Qualcuno le rimprovera la sua appartenenza al Pd. Vogliamo dire come stanno le cose?

Il partito democratico era il partito più consistente della coalizione che era formata da tre gruppi: io appartenevo a Noi per Massarosa, una lista civica proveniente dal volontariato. La terza componente era quella di Sinistra comune in cui militavano ambientalisti, comunisti e altre forze della sinistra radicale.

Se non sbagliamo, i più a Sinistra la chiamavano l'estremista di centro.

Vero.

Perché?

Perché, forse, riuscivo a trovare le soluzioni più condivise tra tutte le forze politiche. Ero quello che faceva mediazione tra le esigenze di tutti i partiti della coalizione di maggioranza. Ma nel primo mandato ebbi anche il 66 per cento dei consensi da parte dell'opposizione. Volevo dire che nell'ambito della nostra coalizione le decisioni in  consiglio comunale, ed è un record, sono sempre state adottate al'unanimità.

Sia sincero: possibile che non abbia contribuito anche lei, con qualche errore, a questa situazione deficitaria?

Che possa aver commesso degli errori può anche darsi, però io rivendico di aver portato Massarosa ad essere considerato un comune di riferimento per tante amministrazioni (Cittadinanza attiva, le case dell'acqua, i contratti di disponibilità) e chiamati anche all'estero a rappresentare le buone pratiche amministrative adottate. Invito a fare una riflessione su quello che era Montramito dieci anni fa e su quello che è adesso. Abbiamo coperto tutto il territorio comunale coperto dal gas, abbiamo il porta a porta nel cento per cento di tutto il comune, abbiamo creato le condizioni affinché Gaia realizzasse le fognature nella parte del comune che ancora manca (Bargecchia e Corsanico). Abbiamo messo, grazie ai soldi che la precedete amministrazione (Larini) ci aveva lasciato, i cosiddetti fondi Matteoli, in sicurezza idraulica quasi tutto il comune creando le condizioni affinché l'area industriale di Montramito potesse essere sviluppata da un punto di vista artigianale come sta succedendo ora. Questo vuol dire creare occupazione.

Mungai ci perdoni, ma la matematica non è una opinione. Se non ci sono i soldi in cassa vuol dire che non sono mai entrati. Allora, possibile che non siano entrati proprio ora che c'è il centrodestra mentre con voi in cassa, evidentemente, c'erano se siete andati avanti dieci anni?

Quelli che mancano sono sulla gestione corrente perché gli investimenti o si fanno con i mutui o si ottengono finanziamenti sovrapposti al comune quali regione, stato, comunità europea etc.). E' da lì che sono arrivati i soldi per fare le cose. Mentre per la spesa corrente i soldi, che dovrebbero provenire dalle tasse e dalle imposte pagate dai cittadini, sono, invece, sempre state pagate con ritardo rispetto alle scadenze.

Cosa ha provato quando, ieri, ha sentito la parola dissesto per la città che lei ha governato per due lustri?

Ripensando a tutto l'impegno messo nel gestire il comune, una profonda amarezza anche perché tutte le decisioni che sono state prese, sono state prese con il consenso del dirigente del settore finanziario e col collegio dei revisori dei conti. Sentire ora che i revisori dei conti, a distanza di pochi mesi, ribaltano le proprie certificazioni lascia stupiti.

Abbiamo letto che il dirigente finanziario aveva già avvisato anche lei durante la precedente gestione della situazione deficitaria e dei rischi connessi. E' vero?

E' vero, ma avevamo preso una serie di provvedimenti che, negli ultimi due anni, hanno migliorato la situazione. 

Pensiamo come eravate messi prima...

Diciamo che non si vedeva l'entità dell'anticipazione di cassa perché era confusa con i fondi che non erano ancora stati spesi per gli investimenti.

Colpa di chi quindi? Del dirigente finanziario, sua o degli altri dipendenti comunali?

Non si può dare una colpa specifica a qualcuno. Il processo di miglioramento dei conti è un processo che predispone di avere a disposizione impiegati e tempo. Se avessi continuato ad amministrare io, avrei potenziato il settore finanziario dal punto di vista del personale perché i dipendenti sono molto pochi, e sarei stato più incisivo nell'attuare tutte quelle procedure necessarie a una più sollecita riscossione dei tributi. Attualmente, ancorché la Tari sia scaduta al 30 giugno 2019, non è stato ancora inviato un avviso di sollecito a chi non ha pagato. Cosa che, noi, a settembre si faceva tutti gli anni. 

Forse una collaborazione maggiora tra maggioranza e opposizione, nell'interesse comune, avrebbe potuto scongiurare il dissesto?

La collaborazione da parte dei consiglieri dell'attuale minoranza è stata data. E stato, infatti, suggerito, oltre alla vendita della partecipazione di Toscana Energia, di richiedere al comune di Camaiore il pagamento di oltre 1 milione di euro che deve al comune di Massarosa; è stato suggerito di chiedere a Gaia di anticipare la restituzione di circa 1 milione 500 mila euro che Massarosa deve avere da Gaia e diciamo che siamo già all'80 per cento del dissesto. Considerando anche il fatto che ben cinque milioni 900 mila euro dei 10 milioni e 800 mila euro del dissesto, sono degli azzeramenti di residui attivi che sono stati cancellati senza neanche fare le procedure previste.

In sostanza Mungai l'amministrazione Coluccini avrebbe fatto una cazzata?

Certamente. A ben poco valgono le notti insonni della Montemagni o le lacrime del sindaco. Mi fa pensare alla Fornero cui le lacrime non hanno portato bene.

Il sindaco Coluccini ha scritto su facebook che nella sua vita ha pianto solo due volte: vedendo il film Via col vento e in occasione del dissesto comunale. Non le sembra che le due cose siano abbastanza diverse?

In effetti...

Abbiamo anche letto dell'insonnia della Elisa Montemagni in questi giorni proprio per questa decisione drammatica. Lei Mungai, ha dormito o ha pianto?

Io ho sempre dormito tutte le notti perché sono sempre stato consapevole di aver fatto tutto nell'interesse della collettività.


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