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L'interSVISTA

Pardini a 360° sui Comics: "I felpati? Tutta colpa del sindacato"

lunedì, 4 novembre 2019, 23:15

di aldo grandi

Presidente, si è conclusa Comics & Games 2019 ad un passo e anche meno dal record della manifestazione.

Quest'anno è stata veramente una grande soddisfazione raggiungere questi numeri con le condizioni meteo che ci siamo trovati. Non sono, ovviamente, solo i numeri che ci devono giudicare perché questa volta era già una grande soddisfazione partire con una quantità di contenuti e ospiti di grandissimo rilievo. In più nel 2019 abbiamo avuto la copertura mediatica più ampia di sempre. I risultati numerici, quindi, possono essere visti come la conseguenza di un grande lavoro fatto nei mesi precedenti.

Grande successo, ma non sono mancate le polemiche. A cominciare dai cosiddetti felpati i quali hanno denunciato le, a loro avviso, paghe da fame che ricevono: 3,40 euro l'ora per i vigilanti notturni, 4,60 euro l'ora per i cosiddetti "felpati". Sostengono anche che negli ultimi sei anni, mentre i loro stipendi sono stati ridotti di 2,90 euro, il costo medio del biglietto è aumentato di 7 euro (+ 46%), così come lo stipendio del direttore esecutivo della società partecipata che organizza i Comics, Lucca Crea (+ 22 mila euro). Tutto vero?

E' bene fare chiarezza. Tanto per cominciare non sono stati i cosiddetti felpati che hanno lavorato quest'anno a tirare fuori questa polemica, ma persone che, a loro dire, sostengono di rappresentarli.

Si è costituito anche il cosiddetto movimento Lucca Crepa, in antitesi evidente a Lucca Crea società che gestisce i Comics.

Queste persone partono da un presupposto giusto ovvero che questo tipo di stipendi è oggettivamente basso, ma sbagliano completamente l'interlocutore perché Lucca Crea è una società pubblica che deve operare all'interno di un contesto normativo preciso. Inoltre utilizzano dati falsi per far passare un messaggio diffamante nei confronti della nostra società e dei nostri dipendenti. In primis il loro compenso è diminuito da quando è stato tolto lo strumento del voucher. La società Crea non ha avuto alcun tipo di risparmio perché oggi noi spendiamo il 30 per cento in più di quello che spendevamo nel 2016 quando c'era il voucher. Lucca Crea non ha voluto modificare la modalità di pagamento per risparmiare, ma ha dovuto perché non aveva più uno strumento all'interno del quadro normativo che non fosse il bandire una gara per il servizio. Chi vince la gara applica un contratto collettivo nazionale di lavoro. Ci tengo a sottolineare che non è assolutamente vero che Lucca Crea può indicare nel bando quale contratto applicare altrimenti incorrerebbe nel rischio di danno erariale e di dover rendere conto alla Corte dei Conti. Detto questo il vero problema è chi ha firmato un contratto nazionale di questo tipo e chi ha lottato per l'abolizione dei voucher ovvero i sindacati. Le informazioni uscite, poi, sugli stipendi del direttore generale e non esecutivo e del presidente sono fuorvianti. Sul nostro sito è tutto visibile e trasparente.

Allora, diciamolo pure: quanto guadagnano il presidente Mario Pardini e il direttore Emanuele Vietina?

Il direttore guadagna una cifra sensibilmente inferiore a quella che queste persone hanno indicato. Il sottoscritto prende circa 600 euro netti al mese senza 13^, senza contributi, senza ferie e senza straordinario.

In sostanza, se non sbagliamo, prende meno dei felpati?

Assolutamente sì.

Pardini lei chiama in causa apertamente i sindacati. Finalmente qualcuno che non si nasconde dietro un dito.

Mi sembra paradossale che chi ha creato il problema chieda, poi, a noi di risolverlo. Ovviamente deve essere anche il legislatore a fornire uno strumento che possa andare incontro a una soluzione come noi auspichiamo.

Ci illumini, se possibile, di immenso perché ne abbiamo bisogno: cosa c'entrano i transessuali con i Comics? Ma il fumetto, una volta, non era per bambini?

Premetto che durante la manifestazione di Lucca Comics & Games ci sono oltre 2 mila eventi, lei fa riferimento a una delle opere di Leo Ortolani, uno dei più grandi fumettisti del nostro paese. Quindi, soffermarsi su questo aspetto è riduttivo.

Voi sostenete che i Comics non fanno discriminazioni: in realtà imponete spettacoli e fumetti ispirati dalla teoria Lgbtq o Gender alla maggioranza per dare visibilità, non si capisce perché, a una minoranza. Siamo diventati tutti trans qualchecosa?

Ci sono 2 mila eventi, non imponiamo proprio niente. Chi ha voluto è andato a vederlo al teatro del Giglio e ha apprezzato o meno.

L'Imam di Lucca, al secolo monsignor Paolo Giulietti, sulla scia del suo maestro papa Bergoglio, ha pensato bene di rivestire le porte della cattedrale e della chiesa di San Cristoforo di giallo con le coperte termiche usate per accogliere i clandestini. Questo come iniziativa nell'ambito dei Comics. Aveva concordato con voi l'evento?

In tutta sincerità io non lo sapevo, ma non è detto che non fosse concordato.

Pardini ci faccia capire: ma non le sembra che i Comics, manifestazione che dovrebbe essere esclusivamente di carattere ludico, sia strumentalmente usata per far passare e accettare certi messaggi?

Assolutamente no. Non sono d'accordo. I cinque valori della nostra manifestazione non sono solo una scritta sulla parete dei nostri uffici, ma sono un concetto nel quale noi crediamo fermamente e che portiamo avanti durante la manifestazione. Le faccio un esempio: quando è stato introdotto il mondo Games, ovviamente il mondo Comics ha storto la bocca. Stessa cosa quando sono arrivati i cosplayer, il cinema etc. etc. Quindi nella nostra manifestazione si parla di inclusione che vuol dire che i contenuti diversi trovano spazio.

Le svastiche ai Comics: perché non dire subito che non saranno accettate divise militari risalenti al nazismo? E se ci fossero cosplay in camicia nera cosa facciamo, li buttiamo fuori e li multiamo? E se vanno in giro vestiti da jihadisti?, o da soldati dell'Armata Rossa non proprio graditi nei paesi dell'est europeo? O da Conquistadores con tutto quello che hanno fatto a Inca, Maya e Aztechi?

Direttore ancora una volta credo si chieda a Lucca Crea di fare un lavoro che non è il suo. Se ci sono possibili reati non siamo noi a doverlo dire. Se non ci sono, ripeto, la nostra manifestazione è inclusiva verso chiunque.

Infatti voi avete fatto col comune una nota contro le divise naziste, ma coloro che le hanno indossate non sono incorsi in alcun reato, quindi avete comunque ficcato il naso nella faccenda e il nostro, badi bene, non è un giudizio di valore.

Guardi direttore, la società si è già espressa, io personalmente non ho altro da aggiungere. Dato che eravamo in piena manifestazione, il comunicato congiunto l'ho visto all'ultimo quando era già in uscita.

Personalmente, però, se camminando sulle mura avesse visto un cosplay vestito con una divisa nazista, cosa avrebbe pensato?

Direttore c'è una bella differenza tra un cosplay e una provocazione.

Torniamo a noi oddio, devo stare attento perché questa proposizione (a noi ndr) potrebbe essere suscettibile di reato...

Ancora o cambiamo argomento? Vede qual è il problema delle polemiche? Che abbiamo distorto completamente lo sguardo dal grande successo della manifestazione che ci invidia tutto il mondo.
Quest'anno abbiamo avuto a Lucca Sir Patrick Stewart. Abbiamo avuto Hirohiko Araki, solo per citare due tra le decine e decine di ospiti. Abbiamo avuto mostre, ospiti, presentazioni, anteprime... tutte cose di cui poi non si parla nel giusto modo perché distratti da polemiche.

E allora riportiamolo dove, secondo lei, andava lasciato. Paperino ha furoreggiato...

Abbiamo avuto la mostra per gli 85 anni di Paperino e, finalmente e per la prima volta, abbiamo potuto utilizzare un bellissimo spazio della città: il mercato del Carmine.

Anche perché se non lo usavate voi, restava lì che non lo voleva nessuno...

Da cittadino spero che, invece, averlo utilizzato e fatto vedere che è un ambiente che si presta bene a certe iniziative, possa farlo diventare un nuovo riferimento per il centro della città.

Lei ha tagliato la torta con il sindaco Tambellini. Ma se un domani dovesse candidarsi a suo successore, cosa direbbe a chi glielo dovesse rimproverare?

Direttore certo che con i se e con i ma non si va molto lontano. Oggi sono presidente di Lucca Crea e, come vede, è un impegno molto grosso al quale sto dedicando la maggior parte del mio tempo.

La mia domanda era un'altra.

E' più facile che questa risposta la sappia il "Guercio".

Certo che a Lucca la gente apre spesso la bocca per dare fiato. Si ricorda, al suo avvento, quante perplessità furono manifestate per il presunto siluramento del presidente allora appena decaduto, Francesco Caredio? E ora nessuno ne parla più, visti anche i risultati straordinari che avete conseguito negli ultimi due anni e, nel 2019, con un tempo che definire da lupi è un eufemismo.

Intanto i grandi risultati di oggi derivano anche dal grande lavoro fatto dai nostri predecessori. Io avevo fiducia dall'inizio perché, essendo nella squadra di Lucca Comics & Games dal 2011, sapevo già il fantastico capitale umano che c'era e che c'è dentro Lucca Crea. Io, quindi, sono felice non tanto per me, ma per il gruppo di lavoro che anche quest'anno ha dimostrato di aver fatto un capolavoro.

C'è chi dice che i Lucca Comics sono diventati, per la città, una enorme mangiatoia con prezzi esagerati tra cui, ad esempio, un panino al costo di otto euro. Non crede che la presenza di qualche 'sfruttatore' rischi di compromettere la bontà e la tradizione di questo evento?

Il problema dei prezzi sia per il mangiare sia per gli alloggi è una questione che abbiamo già segnalato a chi di dovere. Ovviamente la domanda e l'offerta creano il mercato, ma non faremmo bene il nostro lavoro di amministratori se non mettessimo in guardia da questi rischi che hanno, altrove, già decretato la decrescita di altre manifestazioni importanti.

I residenti del centro storico hanno i Comics sui coglioni sia per i disagi sia per le multe che, talvolta, beccano in maniera, da loro, giudicata esagerata. Secondo lei con ragione?

Non possiamo certo dire che i Comics non siano impattanti sulla città. Noi, ogni anno cerchiamo di migliorare per quanto possiamo e, quindi, cerchiamo di ridurre questi disagi. E' ovvio che una manifestazione di questa grandezza porti disagi, ma anche grandi benefici. Se li mettiamo sul piatto della bilancia sono sicuro che i pregi sono più dei difetti.

Quest'anno non c'è stato il fenomeno dei temporary store. Qualcuno si è lamentato dicendo che è stata colpa vostra mentre, fino all'anno scorso, qualche negoziante riusciva a subaffittare il proprio fondo per cinque giorni ad un prezzo da favola.

In realtà non è proprio così. Premesso che quello dei temporary store doveva essere un fenomeno da controllare, quest'anno non è stato proibito assolutamente alcunché. E' stato semplicemente modificato da parte del comune e non da noi, il regolamento e in un punto soltanto. Una partita Iva per ogni richiesta quando, in passato, c'è stato chi, con una partita Iva, apriva più temporary store. Quest'anno, se non sbaglio, sono stati circa 25 i temporary store aperti contro i 35 dell'anno scorso.

Cosa si può fare ancora per migliorare ciò che è già considerato il massimo?

Ogni anno ci possiamo migliorare in tanti modi. Sicuramente, come già detto, sull'impatto sulla città, ma, soprattutto, cercare ogni anno di migliorare i contenuti per rendere la manifestazione ancora più internazionale, specialmente a livello di visitatori.

E se Alessandro Tambellini, con il Pd che perde pezzi, dovesse essere chiamato a salvare la patria pardon la Regione, l'anno prossimo lei con chi taglierebbe la torta della pasticceria Pinelli per Comics&Games 2020?

Io come presidente, dato che ho ancora un anno di mandato, penso di esserci. Chi potrà essere lì con me nell'ipotesi da lei ventilata, è veramente una domanda la cui risposta saprò leggendo la sua Gazzetta.


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