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L'interSVISTA

Capo... branco

giovedì, 23 maggio 2019, 11:56

di aldo grandi

Roberto Capobianco, dopo un periodo di costante sovraesposizione mediatica, ultimamente ci pare che abbia scelto una politica di basso profilo.

Non mi sembra che la mia esposizione mediatica sia diminuita, anzi. Possiamo dire che anche nelle ultime settimane, in particolare lunedì scorso con l'evento avuto sulla finanza agevolata, la nostra associazione continua ad essere tra le più attive sul territorio.

Talmente attiva che alcuni mesi fa avete avuto una bella 'guerra' con i sindacati ufficiali. Colpa sua o colpa loro?

Abbiamo dei rapporti costanti con tanti sindacati dei lavoratori volti al miglioramento delle condizioni del mondo del lavoro e delle imprese.

Ma con la Cgil non avevate litigato di brutto?

Caro Aldo, ad oggi non ho avuto ancora il piacere di incontrare di persona i responsabili della Cgil di Lucca quindi le diatribe sindacali dei mesi scorsi non possiamo considerarle guerra anche perché significherebbe combattere chi lavora nelle nostre imprese e questo non è il nostro intento.

Ma, in sostanza, cosa vi rimprovera la Cgil?

Lo chieda alla Cgil. Di sicuro la circolare dell'ispettorato nazionale del lavoro numero 7/2019 ha ben sicuramente fatto chiarezza su alcune sviste o supposizioni di qualche sindacalista.

Quindi, voi siete perfettamente in regola con la predisposizione dei contratti alternativi a quelli delle organizzazioni sindacali tradizionali?

Visto che vogliamo affrontare il tema della contrattazione collettiva nazionale, bisogna ricordare l'articolo 39 della Costituzione che garantisce la libertà sindacale alle imprese e ai lavoratori che, nel rispetto delle leggi, applicano i CCNL delle associazioni a cui aderiscono.

Qual è, in sostanza, la filosofia di Conflavoro nella predisposizione dei contratti?

Firmare un contratto collettivo a livello nazionale comporta un grande senso di responsabilità e consapevolezza nel sapere che quel contratto disciplinerà la vita lavorativa di aziende e lavoratori. Quindi, bisogna attenzionare le necessità del singolo comparto, le norme in materia di lavoro e cercare di creare strumenti contrattuali innovativi e a supporto delle maestranze frequenti in azienda. Da sempre Conflavoro ha rispettato la retribuzione economica applicata al settore di riferimento e con sistemi di welfare contrattuali migliorare la vita dei lavoratori. Per ultimo ad affiancare la mutua sanitaria già prevista nei nostri contratti, abbiamo inserito un nuovo fondo sanitario integrativo già autorizzato dal ministero della Salute che permetterà a tutti i lavoratori contrattualizzati con i nostri CCNL di beneficiare di servizi sanitari per le cure odontoiatriche mai presenti in maniera così forte negli altri sistemi di welfare contrattuali.

Quanti associati conta Conflavoro a livello nazionale?

Glòi associati stanno crescendo in maniera esponenziale anche grazie all'adesione in confederazione di strutture associative che si sono riviste negli scopi e negli obiettivi di Conflavoro. Oggi rappresentiamo più di 70 mila imprese e copriamo tutto il territorio nazionale con le nostre unioni territoriali rappresentando gli interessi e le necessità delle piccole e medie imprese italiane.

Ci spiega come fa a coniugare le esigenze dei lavoratori con quelle delle imprese?

Lavorando quotidianamente nella mia azienda e vivendo quotidianamente il territorio, gli imprenditori e i loro lavoratori.

In alcuni ambienti sindacali si diffonde la voce che Conflavoro abbia dei contratti collettivi nazionali più sfavorevoli ai lavoratori.

Come già anticipato qualche mese fa, invito i sindacati che ancora ad oggi non hanno letto i nostri contratti pubblicati e scaricabili da tutti sul nostro sito Internet e di prendere eventualmente i contatti con Conflavoro se, effettivamente, vogliono tutelare gli interessi dei lavoratori e non creare soltanto un polverone mediatico per promuovere la loro contrattazione.

Che lei sia un personaggio sindacalmente scomodo pensiamo ne sia consapevole?

Per niente. Ho la consapevolezza di essere la voce e il pensiero di migliaia di piccoli e medi imprenditori che oggi hanno trovato in Conflavoro l'unica alternativa al mondo della rappresentanza datoriale.

Quando ha cominciato questa avventura, pensava che avrebbe raggiunto questi obiettivi?

Sono un giovane imprenditore che sogna sempre il meglio per la sua azienda ponendomi obiettivi ardui che con caparbietà, serietà, impegno e passione cerco di raggiungere. Conflavoro, oggi è arrivata ad essere tra le associazioni maggiormente rappresentative su scala nazionale. Partecipiamo attivamente ai tavoli politici ministeriali, veniamo consultati dalle commissioni parlamentari, poniamo quesiti su norme e leggi che creano difficoltà alle nostre imprese, ma dando delle soluzioni concrete per far sì che la nostra azione non sia solo un'attività di opposizione, ma che sia volta a portare soluzioni al paese.

C'è chi dice che siete politicamente vicini al Movimento 5 Stelle.

Credo che nemmeno mia moglie abbia capito chi voto. La nostra apartiticità ci impone il massimo rispetto per tutte le forze politiche e, in particolar modo, con quelle di governo al fine di rappresentare i veri interessi che riguardano il mondo imprenditoriale. 

Lei abita a Capannori. Domenica si vota per il sindaco. Lei con chi sta?

Domenica svolgerò il mio diritto di voto com'è giusto che tutti i cittadini facciano. Anzi invito alla massima partecipazione ad un diritto di voto conquistato con sacrificio dai nostri nonni, ma se vuole sapere chi voterò, può sentire mia moglie.

In questi mesi si sente parlare molto di possibile aumento dell'Iva. Come vede la situazione economica attuale dal punto di vista delle imprese?

La situazione continua, da anni, ad essere difficile per l'intero tessuto imprenditoriale. L'alta tassazione, l'alta contribuzione e le imposte territoriali scoraggiano sempre più nel fare impresa in Italia. C'è bisogno di un'azione choc che vada contro il possibile aumento dell'Iva, ma che, in controtendenza, vada a ridurre l'imposizione fiscale per evitare ancora di più il crollo dei consumi e la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie. 

Lei è favorevole all'Unione Europea e agli organismi sovranazionali?

Io sono favorevole ad una Unione Europea che tuteli l'autonomia dei paesi, l'individualismo e la storia dei territori e che crei energia tra gli stati membri e non una competizione e una concorrenza sleale tra gli stessi.

E' indubbio che in un mondo così sclerotizzato nel tempo come quello delle relazioni sindacali in Italia, lei abbia portato elementi innovativi, ma di portata sicuramente dirompente al punto, come abbiamo visto, da suscitare apprensione e reazioni in coloro che, fino al suo avvento, avevano gestito pressoché unilateralmente, il settore. Si ritrova in questa considerazione?

Il mondo è cambiato e cambia sempre più velocemente. Non possiamo pensare di continuare a fare sempre le stesse cose. Solo cambiando strategia innovandosi, creando nuove opportunità e sinergie, possiamo affrontare i cambiamenti della globalizzazione che oggi più che mai ci condiziona. Indubbiamente le scelte sindacali e strategiche di Conflavoro hanno portato grandi risultati ad un sistema che fa fatica ad adeguarsi alle esigenze reali del nostro paese.

 

 

 

 

 

 

 


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