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L'interSVISTA

Coronavirus, allarme fobia sociale: come hanno ucciso le nostre emozioni

domenica, 31 maggio 2020, 19:31

di aldo grandi

Dottoressa Giuliani, dopo qualche settimana ci ritroviamo per una nuova intervista sugli effetti del Coronavirus sugli esseri umani, in particolare lucchesi. Siamo stati in questo week-end sulle spiagge della Versiiia e in Passeggiata: abbiamo visto moltissima gente utilizzare le mascherine sotto il sole e all'aria aperta. Sono fuori di testa?

Abbiamo attraversato una emergenza nazionale. Siamo stati chiusi in casa per giorni e giorni privandoci delle relazioni, anche di quelle più importanti a volte. Le emozioni che ne derivano sono una deprivazione emozionale e possono portare a fobia sociale e ad una forma di depressione collettiva. Sono parole forti, ma le faccio un esempio: nel momento in cui entriamo in carcere vengono fatti dei test per valutare le nostre capacità di isolamento e questo per un semplice motivo: la possibilità di un tentato suicidio. Pertanto questa fase 2 non ci ha reso liberi come se avessimo premuto un interruttore e le nostre paure rimangono dentro di noi chiudendo cuore e cervello. Credo che ci vorrà del tempo per ritrovare benessere psicologico ed equilibrio. Fortunatamente i dati epidemiologici ci dicono che il contagio è molto diminuito in alcune regioni come del resto la Lucchesia.

Dottoressa, ma secondo lei indossare la mascherina all'aria aperta è una necessità o una inutile precauzione? Glielo chiediamo in quanto psicoterapeuta non in quanto virologa che di virologi ce ne sono anche troppi.

La mascherina deve essere tenuta in base a delle regole precise. All'aria aperta possiamo non indossarla in base alle distanze con le altre persone, tuttavia vedo persone che anche passeggiando con le dovute distanze la indossano. Mi è capitato di non indossarla e di vedere la persona con la mascherina che ha uno sguardo pieno di paura nonostante il contagio non sia oggettivamente possibile. Perché questa è la paura direttore, la paura dell'altro. Questa si chiama fobia sociale.

In una trasmissione dei due geni della stirpe Cruciani e Parenzo, una sessuologa ha dato alcuni consigli su come affrontare l'intimità ai tempi del coronavirus. In sostanza, anche in tema di rapporti sessuali, sarebbe indispensabile avere molta prudenza e utilizzare una serie di precauzioni. Ma, scusi, fare bene l'amore, non faceva bene all'amore e non soltanto?

Carissimo direttore ne abbiamo già parlato. Io ho suggerito di fare l'amore perché col fare l'amore produciamo ossitocina e dopamina, sostanze utili al nostro benessere psicofisico. Vorrei spendere due parole sull'essere sessuologo clinico. La federazione italiana di sessuologia scientifica (FIS) raccoglie in un albo i veri sessuologi clinici e i professionisti che hanno studiato almeno quattro anni per diventarlo. Molto spesso le persone si spacciano sessuologhe dopo un corso di tre giorni. Le fonti di maggior contagio sono la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori e questo lo sappiamo.

E allora perché, ad esempio, si consiglia di non avere rapporti occasionali o di essere particolarmente attenti e usare il profilattico?

Per i rapporti occasionali o l'amore mordi e fuggi ci sono altre problematiche che vanno oltre il coronavirus e che sono le malattie sessualmente trasmesse. Pertanto i rapporti occasionali devono essere esclusivamente con il profilattico, ma, insisto, questi problemi sono altri e ben più gravi mentre per tutti coloro che hanno un partner fisso il sesso rimane sicuro e il bacio salutare.

Anche se si vive in case diverse?

Insisto, se noi abbiamo seguito le norme di igiene e il distanziamento sociale, l'amore è fondamentale nella vita delle persone. Ora lei direttore mi dirà che tante coppie in questa quarantena hanno avuto molti problemi ed è vero, ma si tratta di coppie che oramai non lo erano più. E il coronavirus è stato un acceleratore delle separazioni. Per coppie che erano abituate a stare insieme pochi minuti o poche ore la settimana, trovarsi a convivere giorni e giorni insieme ha determinato rotture drammatiche. Purtroppo questo si è ripercosso sul benessere dei bambini che si trovavano in casa deprivati delle relazioni e della scuola.

Nella trasmissione dei due geni di prima, Cruciani e Parenzo dio ce ne scampi e liberi, è stato detto che nel liquido seminale ci sono tracce di Covid-19. Oddio, dottoressa, e i rapporti orali?

Io credo che nell'amore ci voglia fantasia e, insisto, occorre essere dei professionisti accreditati per parlare di questo. E citare come dico ai miei studenti la bibliografia scientifica dalla quale si raccolgono queste informazioni. Tuttavia le posso dire che soltanto in due studi il virus è stato trovato nei testicoli di un uomo. Ma, insisto, occorre sempre utilizzare il preservativo perché il problema sono le malattie sessualmente trasmesse non il Covid-19.

Sì, ma con la fobia e il terrore che ci hanno trasmesso, finisce che anche chi vive sotto lo stesso tetto e ha un partner fisso, prima di avventurarsi in simili performance di carattere sessuale ci penserà due volte.

Il rapporto orale e genitale non comporta con un partner conosciuto e non occasionale trasmissione del coronavirus, purché sia un partner conosciuto. Importante rimane seguire le norme igieniche perché questo riguarda il benessere sessuale. Il sesso è benessere psicologico della coppia. La faccio sorridere. Ho iniziato il corso di sessuologia clinica all'università di Pisa perché, purtroppo, noi psicologi, ma questo vale anche per i medici, abbiamo conoscenze misere di sessuologia e della funzionalità sessuale. Perché lavoravo in un comune lucchese facendo mediazione familiare e le coppie, per la maggioranza, si separavano perché avevano smesso di fare l'amore. Pertanto ritengo che amore e sessualità siano alla base di una sana relazione di coppia. Purtroppo molti sono i problemi sessuali e per qualsiasi dubbio fare sempre riferimento ad uno specialista accreditato.

Torniamo al Covid-19, dove finisce la consapevole e, al limite, comprensibile e giustificabile prudenza e dove comincia, invece, la fobia sociale?

Molto spesso le notizie che sono arrivate dai media sono state ascoltate in modo eccessivo tanto che le persone hanno ingerito coronavirus in quantità smisurata e l'altro poi, è diventato un pericolo. Mi capita di persone che non sono riuscite a venire allo studio a fare psicoterapia proprio per la paura di uscire di nuovo. La sintomatologia è l'ansia generalizzata, il timore del contagio anche toccando superfici. Oggi sappiamo che i guanti non sono più necessari se non in luoghi scientifici. Pertanto queste persone hanno anche problemi di sonno, di alimentazione e nei loro sguardi si percepisce la paura. Una paura generalizzata, ma, purtroppo, non concreta. In terapia lavoro proprio sul definire e concretizzare questa paura per potersene liberare: lavorando sul prendersi cura di sé allontanando il pensiero del coronavirus e di tutte quelle norme che, giorno dopo giorno, fortunatamente, non faranno più parte del nostro quotidiano. Le persone che hanno ancora il lupo dentro del coronavirus non temano di andare da uno psicoterapeuta per liberarsene.

Dottoressa sono stati degli assassini?

Purtroppo si è creata una enorme fragilità nelle persone. Amo il mio lavoro e insieme ai miei colleghi faremo di tutto affinché il lupo del Coronavirus perisca. Fortunatamente e oggettivamente il Coronavirus se ne sta andando, ma ahimè, in alcune persone è rimasto come un tatuaggio nel cuore e nel cervello.

Indelebile? 

Io mi auguro sinceramente di no. Dipende dalle fragilità delle persone. Per le persone che si sono allenate al benessere psicologico e con i consigli che abbiamo dato anche grazie al suo giornale, per loro e per tutti quelli che lo vogliono veramente, voglio pensare che il Coronavirus sia una ripresa della loro vita e che le relazioni dell'amore e anche la sessualità riprendano più intensamente di prima. La libertà è una cosa meravigliosa e voglio pensare che sia ripresa insieme alle nostre passioni.

 

Dottoressa Manuela Giuliani

Responsabile centro clinico DAS di Lucca

Viale Puccini 1780, int. 11 S. Anna

Tel. 327 543 7083 

 

 

 


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