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L'interSVISTA

Stefano Stagi, l'ultimo cattolico tradizionalista a Lucca: "Extra ecclesiam nulla salus est"

venerdì, 11 dicembre 2020, 16:41

di aldo grandi

Professor Stagi buongiorno. Lei è un nostro lettore e nonostante non sia sempre d'accordo con i giudizi che formuliamo, li trova sempre stimolanti. E' un bel complimento. Se non erriamo è stato attivo in politica ai tempi della giunta Favilla e amico del professor Marcello Pera quando era presidente del Senato. Che fine ha fatto? 

Sono grato al presidente emerito del Senato Marcello Pera per avermi dato l'opportunità di cimentarmi in politica in un'impresa che pareva ai tempi disperata, ovvero impedire l'ascesa dell'ex presidente della Provincia di Lucca Andrea Tagliasacchi a sindaco di Lucca. Per questo fui un convinto sostenitore della candidatura del senatore Mauro Favilla a sindaco della nostra città e, se la memoria non mi inganna, da allora il centro destra non ha più vinto. Ma da allora – fine 2007 – ho lasciato la politica attiva per tornare a guadagnarmi il pane quotidiano lavorando sodo e in piena autonomia, senza interferenze di alcuna sorta. Mi son sempre mantenuto agli studi – ho conseguito cinque lauree, due specializzazioni, un dottorato, tre abilitazioni professionali nel corso degli anni – lavorando e studiando sodo e tanto, come il presidente emerito professor Marcello Pera. Per di più mi uniscono al presidente altri due dati personali: l'assenza di famiglie – è duro farsi strada in un paese di famiglie senza la famiglia, nel senso che anche mio babbo era un semplice ferroviere (ricordo al riguardo un colloquio che ebbi con un alto dirigente dell'allora fondazione bancaria cittadina: mi disse che con il C.V. che ho ma SENZA essere "figlio di" potevo andare nella migliore delle ipotesi a fare il manovale – che ci sia di male nel fare il manovale, mah -: mi sa che s'è sbagliato e di grosso. Ovvio che quando sentii dire un discorso del genere mi congedai seduta stante. Chissà che fine avrà fatto quell'omino piccino piccino – di statura intendo: la levatura umana e intellettuale si commenta da sé) – e la condivisione pressoché completa delle sue analisi sulla crisi dell'Occidente, contenuta in sintesi nel libro "Senza radici", scritto assieme all'allora cardinale Joseph Ratzinger. Ovviamente ne conservo copia con la dedica di entrambi. Tornando a cosa ho combinato dopo il 2007, ho lavorato nel settore privato e poi vinto un po' di concorsi e ora sono dirigente scolastico, ovvero preside/direttore didattico, perché mi occupo di un istituto comprensivo di oltre 1000 studenti su cinque comuni in Alto Polesine. Ma ho sempre mantenuto fede al concetto della Libertas lucchese: guadagnati da vivere lavorando sodo per essere libero.

Lei, a quanto pare, lavora e vive in Veneto, a Rovigo, cinque giorni la settimana e, nel week-end, rientra a Lucca. Una vita da pendolare. Come è andata e come va con il Covid-19?

Le dirò, caro dottor Grandi, che tutto sommato va abbastanza bene. È certo molto faticoso e duro gestire da novizio – sono al mio primo anno da dirigente scolastico – una situazione come quella Covid19 per di più in un contesto del tutto a me ignoto come quello scolastico del territorio cui sono stato preposto. Ma tutto procede per il meglio perché ho trovato una realtà di docenti e personale scolastico eccellente. Poi i sindaci del "mio" territorio - i comuni di Castelmassa, Castelnovo Bariano, Melara, Ceneselli e Bergantino, in Alto Plesine, tra Mantova, Verona e Ferrara, ma provincia di Rovigo – sono persone validissime che mi hanno accolto subito come uno di loro e che amano il loro territorio. Pensi che ho passato la giornata di ieri, domenica 6 dicembre, al telefono con la mia responsabile di sede di Ceneselli e il sindaco di Ceneselli per organizzare tamponi e quanto necessario per la gestione dell'emergenza. Inoltre il sistema sanitario veneto è davvero efficiente. Come vede, la Provvidenza non abbandona i suoi figli devoti. Nel rapportarmi con la realtà scolastica, inoltre, ho seguito i preziosi consigli di un'altra persona straordinaria che ho conosciuto nel 2007 e per cui conservo stima e affetto, l'attuale provveditore agli studi di Lucca la dottoressa Donatella Buonriposi. Mi ha insegnato che a scuola bisogna avere riguardo ai due aspetti del territorio/contesto e del conflitto ed è verissimo. Che sindaco di Lucca sarebbe stata la Buonriposi! Oltretutto, tornando ai territori, sa che la piazza di Castelmassa dove vivo dal lunedì al sabato è quella scelta da Giovannino Guareschi per il suo libro "Mondo piccolo" sulle gesta di Don Camillo e Beppone? L'aspetto a Castelmassa e negli altri "miei" Comuni, caro dottor Grandi: sono territori magnifici! Appena terminata la pandemia, si capisce.

Lei è stato uno dei promotori della celebrazione della messa in latino ossia con il rito romano antico. A Lucca, a quanto pare e dopo una lunga 'battaglia' con le gerarchie ecclesiastiche, siete riusciti ad avere la possibilità di celebrarla.

Sì, abbiamo cominciato nel 2011 a chiederla e dopo alcuni anni, nel 2015,  l'arcivescovo di Lucca del tempo, ora emerito, Italo Castellani ce l'ha "concessa". Per questo Gli siamo profondamente grati e non smetteremo mai di pregare per lui e la sua salute. Che Iddio lo protegga! Ma un profondo ringraziamento va agli amici del "coordinamento toscano Benedetto XVI per l'applicazione del Summorum Pontificum" che non ci hanno mai lasciato soli.

Lei, essendo un tradizionalista e, sicuramente, lontano quanto basta dalle posizioni del Concilio Vaticano II nonché dalle interpretazioni globaliste e innovative di papa Bergoglio, come sta vivendo questa radicale trasformazione della Chiesa in senso modernista?

Ha colto nel segno dottor Grandi quando dice che sono << lontano quanto basta>> dal Concilio Vaticano II. Infatti lo accetto nella sua letteralità, nel senso datone da chi ne sa più di me, ma lo accetto in toto. A differenza di chi come la Fraternità San Pio X – composta da valentissime persone e ottimi sacerdoti, sia chiaro – non ho alcuna difficoltà a considerarlo parte della Storia della Chiesa Cattolica, ci mancherebbe. Ma non confondiamo la parte con il tutto: ci sono altri secoli e secoli di depositum fidei prima. Ma chi si occupa di cattolicesimo con zelo e scrupolo queste cose le sa benissimo, per cui un po' scopro l'acqua calda. Per il resto sto vivendo bene le interpretazioni dell'attuale Papa Francesco: che Iddio ce lo preservi! E lo protegga sempre! Ricordo ai suoi critici che se non ci fosse stata la rinuncia al pontificato di Benedetto XVI – altro gigante del nostro tempo, che ho avuto l'onore di conoscere e incontrare da vicino: mi creda, una persona di enorme carisma – non avremmo avuto Papa Francesco. E, probabilmente, sarebbe stato un male. Quanto alle interpretazioni globaliste e innovative e la Chiesa in senso modernista come dice lei, caro dottor Grandi, sono il frutto maturo di certe suggestioni e conseguenze successive al Concilio Vaticano II ed era inevitabile e direi fisiologico che sarebbero giunte. Ben vengano: sono il segno dei tempi. Ogni epoca ha le sue sfide per il cristiano e il credente.

L'arcivescovo di Lucca monsignor Paolo Giulietti è un bergogliano doc anzi, docg. La chiesa di Lucca è in crisi: lei cosa ne pensa?

Mah, bergogliano... nel senso che lo ha nominato l'attuale Papa. Ma allora si dovrebbe dire che Papa Francesco è woytiliano perché lo ha nominato San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI montiniano perché lo ha nominato San Paolo VI e San Giovanni XXIII pacelliano perché lo ha nominato Pio XII (a mio avviso, nonostante il pregiudizio malevolo nei suoi confronti, il miglior Papa del Novecento assieme a San Pio X). Caro dottor Grandi, tutta la Chiesa è in crisi profonda, per cui lo è anche quella lucchese. Non se ne può dare alcuna colpa a questo o quest'altro arcivescovo o vescovo o sacerdote: qui sta la sfida che dobbiamo cogliere noi laici. Rimboccarci le maniche e aiutare i nostri pastori. E badi bene che è un'opportunità che ci viene dal Concilio Vaticano II. Poi un teologo conciliare ovvero Joseph Alois Ratzinger ci ha dato come Papa Benedetto XVI il Summorum Pontificum responsabilizzando proprio noi laici che richiedono la santa messa in rito tridentino a chiederla ai loro vescovi. E così è andato nel mondo e anche a Lucca. Vedesse il nostro pellegrinaggio annuale a Roma per l'ultima domenica d'ottobre, festività di Cristo Re: siamo una grande famiglia che si riunisce da ogni parte del mondo, il Popolus Summorum Pontificum. Ovviamente Papa Francesco ci fa dire la santa messa secondo il Rito Romano Antico in San Pietro, in Vaticano. Purtroppo per via del mio lavoro e del poco tempo non ho avuto occasione di conoscere personalmente l'attuale arcivescovo Mons. Paolo Giulietti ma ne sento dire solo bene: appena possibile spero di essere ricevuto da Lui in udienza o che venga a trovarci alla nostra santa messa. Comunque mi dicono che sia un amante della buona cucina come me e già questo me lo rende simpatico.

Ai tempi di un altro grande personaggio, Alessandro Manzoni, sicuramente, come lei, in estrema confidenza con la lingua latina oltreché con quella italiana, i sacerdoti erano costantemente a fianco dei derelitti, anche e, soprattutto, durante le epidemie. Oggi, al contrario, Bergoglio esalta le misure di distanziamento sociale imposte dal governo e, anzi, di esse si fa promotore. Alla fine la messa è diventata una sorta di cinema con prenotazione. Non crede che la Chiesa abbia smarrito la sua vocazione?

Che dire? È tutta la nostra società occidentale che ha smarrito la sua vocazione. Leggevo su uno dei giornali che seguo in cartaceo – uno di questi è il Foglio che il presidente emerito Pera contribuì ai suoi tempi a fondare – che si danno quattrini a chi decide di non fare figli perché ogni figlio aumenta le emissioni di CO e CO2 nell'atmosfera! Roba da matti! Io sono per difendere l'ambiente: difatti vado e vengo dal Veneto in treno. Le fo la domanda secca, caro dottor Grandi: quanta CO e CO2 emetto in meno così invece che usare l'auto o l'aereo? Spero che qualcuno faccia bambini con la CO e CO2 in meno in circolazione...

Papa Bergoglio non le pare troppo attento alla vita terrena e assolutamente disinteressato alla salvezza dell'anima?

Non lo credo assolutamente visto che mette in guardia di continuo dal nemico numero 1 della salvezza della anima, ovvero il Diavolo.

Ha ancora un senso celebrare la messa in una lingua che nessuno, o quasi, più conosce?

Certo. Il sacro, il religioso, mi permetta il Fanum si esprime da sempre tramite messaggi che sfuggono alla comprensione razionale delle nostre facoltà mentali e arriva al nostro – come dire? – inconscio tramite messaggi subliminali. Senta una celebrazione religiosa dei cristiani orientali o saltando ad altre religioni dei musulmani o degli indù: tutti quanti usano una lingua arcaica, diretta a ribadire la continuità della e nella Fede. Naturalmente comprendo anche chi preferisce "capire" seguendo la Santa Messa dopo la riforma liturgica del 1970. Come pure capisco gli atei e agnostici. Credo che al mondo ci sia posto per tutti quanti, inclusi i devoti della santa messa secondo la Liturgia Tridentina. Le pare che non abbia accettato il messaggio del Concilio Vaticano II, così pensando e operando?

Il professor Pera, in una recente intervista proprio alla Gazzetta di Lucca, ha ipotizzato uno scisma religioso all'interno della Chiesa cattolica. Bergoglio, effettivamente, ne ha combinate di tutti i colori. A cominciare dal silenzio pressoché totale sul genocidio dei cristiani in alcuni paesi musulmani.

Credo che il presidente emerito prof. Marcello Pera abbia ancora una volta colto nel segno. Il rischio c'è, ma mi permetta di farle notare, dottor Grandi, che non proviene dalla "destra" (ammesso e non concesso che queste categorie valgano per la santa Chiesa, del che ho i miei dubbi), bensì da "sinistra": ovvero da certe posizioni emerse dal Sinodo dei Vescovi di Germania, che stanno dando interpretazioni un po' spinte se così si può dire. Ad ogni modo, come ammoniva il grande Giulio Andreotti: << non insegnare il credo agli apostoli>>. Saranno questioni interne alla santa Chiesa e si vedrà che piega prenderanno. Noi "tradizionalisti" dalla Chiesa non usciamo di certo: sappiamo bene che extra ecclesiam nulla salus est (al di fuori della Chiesa non v'è salvezza ndr). 

Un'ultima domanda: non crede che, di questo passo, le chiese diventeranno i luoghi di culto dell'Islam?

Più che questo, diventeranno tutt'altro. Molte in Francia e Germania sono state rase al suolo per farne parcheggi per supermercati... Sa che se non fosse intervenuto l'istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote che celebra la santa messa in latino da noi a Lucca – come in tutto il mondo – una splendida chiesa del VI secolo d.C. in Irlanda sarebbe divenuta una piscina! Per dirla alla lucchese, ci siamo frugati e abbiamo raccolto fondi – anche tramite internet – e s'è scongiurata questa roba. Mi permetta di chiudere in latino da credente: Non praevalubunt!


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