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Piana

Assi Viari, in centinaia al corteo per dire no al progetto di Anas

sabato, 13 aprile 2019, 13:07

di giulia del chiaro

“No a un muro che divide la piana”. Questo uno dei tanti slogan intonati al megafono dai cittadini scesi in piazza per opporsi al progetto dell’asse nord-sud. Un’ampia e sentita partecipazione, da parte della cittadinanza e di aziende agricole del territorio, quella di stamani al corteo contro il progetto sugli assi viari, organizzato da Comitato Assi Viari, Coldiretti e Cia che, dopo il ritrovo alle 9 in piazza Aldo Moro a Capannori, intorno alle dieci è partito con una sfilata di biciclette, trattori, motori e auto, adibiti di striscioni e cartelloni, per giungere a ridosso delle mura di Lucca. L’obiettivo? Un no, deciso e fermo, al progetto di Anas che comporterebbe la realizzazione degli assi viari andando, secondo il Comitato, a deturpare l’ambiente senza arrecare reali vantaggi per la viabilità.

La manifestazione –  come ha spiegato il comitato che rappresenta diverse frazioni, come San Cassiano, San Pietro a Vico, Lammari, Picciorana, Antraccoli, Tassignano e Pieve San Paolo – ha lo scopo di mettere in luce le principali problematiche del progetto tangenziale che, coinvolgendo sia il comune di Lucca che quello di Capannori, se messo in atto arrecherebbe danni ingenti, non solo alle famiglie e alle aziende agricole che vedranno sottoposti ad esproprio i propri possedimenti, ma anche, e soprattutto, al territorio con un aumento dell’inquinamento ambientale, un potenziale avvelenamento delle falde acquifere, la deviazione o interruzione di alcuni canali irrigui, il frazionamento di terreni agricoli senza alcun criterio e la perdita di marchi bio per le aziende che si troveranno a ridosso della tangenziale.

È proprio l’impatto ambientale del progetto che ha spinto decine di agricoltori della piana a scendere in piazza per la salvaguardia del territorio e per garantire la salubrità dei prodotti agricoli coltivati nelle zone interessate. Esempi ne sono Marsili Alfredo che, proprietario di una serra a San Pietro a Vico, ci ha spiegato la sua preoccupazione per i pozzi di irrigazione che verrebbero contaminati dalla struttura e per gli squilibri che si andrebbero a creare nelle falde acquifere e Petrini Michele che, sempre a San Pietro a Vico, in via delle Piaggie, coltiva kiwi a 200 metri da dove l’asse dovrebbe passare andando a caricare la piantagione di polveri sottili.

A sommarsi all’impatto ambientale il danno ai privati che risiedono intorno a quegli spazi in cui dovrebbe sorgere quello che alcuni residenti hanno chiamato “un mostruoso serpente di cemento”. Sono infatti oltre mille i proprietari da espropriare tra Capannori e Lucca e centinaia le persone che, anche se non subiranno un esproprio, vedranno comunque la loro abitazione sormontata da un muro di cemento alto tra i 9 e i 5 metri. Alcuni, presenti questa mattina prima dell’inizio del corteo, ci hanno raccontato quello che comporterebbe il nuovo piano tangenziale per le loro vite.

“L’obiettivo è farlo e farlo diventa più importante del benessere del territorio e di quello dei cittadini” ha esordito Vittorio Conforti, abitante della zona industriale di San Pietro a Vico, spiegandoci come l’enorme muraglione, di oltre 5 metri, che verrebbe tirato su a pochi metri dalla sua abitazione, oltre a tutta una serie di nuove problematiche che genererebbe,  non andrebbe a risolvere i problema del traffico dovuto agli oltre 400 mezzi che ogni giorno attraversano la zona per raggiungere le fabbriche.

“40 anni di lavoro e sacrifici per costruire la nostra casa e nel nostro giardino, per una parte sottoposto ad esproprio, dovremmo ospitare un muraglione di cemento? È un progetto che non ha un fondamento ed è fatto di una serie di criticità” ha sottolineato, invece, un residente di San Cassiano che ci ha spiegato come, secondo lui, si tratti di un progetto che, inadatto alle trasformazioni avvenute sul territorio, poteva essere adatto qualche decennio fa.

“Subiremo un esproprio che non è solo la deprivazione di un terreno sudato e frutto di sacrificio, ma anche della dignità umana” questa un’altra testimonianza di un abitante di San Cassiano, Silvano Filippi, che, residente in via delle Ville, vedrà il giardino della propria abitazione notevolmente ridotto per la costruzione di una rotonda della nuova arteria stradale che – ha concluso – “verrà costruita proprio a ridosso della porta di casa”.

A prendere in mano il megafono, per dare il via al corteo che da Capannori ha percorso la via Pesciatina per fermarsi allo stadio di Lucca e poi proseguire la marcia verso la rotonda di Antraccoli, il presidente del comitato assi viari, Alessio Stefanini che ha ribadito come, oltre a tutti i disagi e i danni a privati ed aziende, il piano non fornisca una soluzione risolutiva riversando, anzi, su Capannori oltre il 68 per cento in più del traffico attuale. Un invito all’amministrazione comunale a tenere duro opponendosi a questo progetto che, a suo dire, deve essere completamente rivisto. Ed è proprio dal suo profilo Facebook che il sindaco di Capannori, Luca Menesini, si unisce al no per l’asse nord-sud: “no agli assi viari progettati da Anas – si legge in un post pubblicato questa mattina – le indicazioni del territorio vanno ascoltate… ed è per questo che daremo un parere contrario al progetto”.

Ma la protesta non si conclude con l’iniziativa di questa mattina: i manifestanti hanno annunciato, infatti, che martedì 16 aprile, quando al consiglio comunale di Lucca interverranno i rappresentanti Anas, si riuniranno sotto palazzo Santini.

 

Il comitato assi viari Lucca ha diffuso nel pomeriggio un comunicato per ringraziare i partecipanti alla manifestazione di stamani e, allo stesso tempo, annunciare le prossime iniziative:

Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione di questa mattina, un segnale forte che dimostra, una volta di più, che i cittadini della Piana non sono disponibili a sacrificare il loro territorio per non meglio precisati interessi e senza che i comuni di Lucca e Capannori ottengano un reale beneficio. 

E' evidente che la corsa al finanziamento deve arrestarsi ed è necessario ripensare alle priorità. Contano di più i soldi o gli interessi dei cittadini della Piana? Questa domanda la nostra classe politica non se la è ancora posta, tanto è affannata a correre dietro ai finanziamenti. Tanto da chinarsi al volere di ANAS che, con estrema arroganza, impone il proprio progetto dalle stanze di Roma senza considerare minimamente il territorio. 

Ringraziamo tutte le associazioni che hanno aderito, la Coldiretti e la CIA con tutti i loro iscritti, che in fondo sono le categorie produttive maggiormente danneggiate dal progetto di ANAS.

Ringraziamo tutti i cittadini che per una volta hanno scelto di uscire di casa per manifestare il proprio dissenso, partecipare è sempre una buona idea.

Ringraziamo infine le forze dell'ordine che hanno gestito al meglio la logistica e la sicurezza del corteo affinchè tutto riuscisse al meglio senza incidenti. 

Questo è solo l'inizio, non ci accontentiamo certo di un corteo. Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza e presso tutte le sedi opportune affinchè ANAS venga ostacolata in tutti i modi nella realizzazione dell'opera. Il progetto va ripensato dalle fondamenta, e non saranno certo alcune modifiche a farci cambiare idea. Lo hanno detto a chiare lettere i garanti dell'inchiesta pubblica e questo non è stato rispettato sino ad oggi. 

Ben vengano amministrazioni pubbliche contrarie ma adesso vogliamo atti vincolanti. Basta slogan da campagna elettorale. 

Adesso il prossimo appuntamento è per martedì 16 aprile alle 16:30 presso palazzo Santini a Lucca per il consiglio comunale straordinario. Non molliamo di un passo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Video Assi Viari, in centinaia al corteo per dire no al progetto di Anas


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