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Politica

Tagliasacchi si candida a sindaco di Lucca

venerdì, 12 agosto 2016, 13:07

di aldo grandi

Dicono che Andrea Marcucci sia incazzato come una bestia e che Stefano Baccelli, attuale consigliere regionale ed ex presidente, come lui, della Provincia, avesse, comunque, già deciso di non concorrere per la poltrona di sindaco di Lucca nel 2017. Comunque sia, la scelta di Andrea Tagliasacchi, iscritto al Pd, sindaco di Castelnuovo Garfagnana, di rimettersi in gioco politicamente su Lucca è di quelle che seminano il panico oltreché la sorpresa, soprattutto, in determinati ambienti targati Pd. Per dieci anni presidente dell'ente di Palazzo Ducale quando la Provincia contava qualcosa, poi sconfitto da Mauro Favilla alle elezioni comunali di Lucca, quindi emarginato e accantonato dal suo stesso partito, infine ripescato prima a Capannori da Giorgio Del Ghingaro alla presidenza dell'aeroporto di Tassignano e, poi, dal Pd medesimo che ha vinto con lui a Castelnuovo Garfagnana, Tagliasacchi è una persona che ha sempre privilegiato il basso profilo piuttosto che le scene più o meno aperte e appariscenti privilegiate da alcuni suoi compagni di cordata. 

In una realtà come quella lucchese, dove la Sinistra si gioca tutto per cercare di raddoppiare la vittoria di Tambellini anche senza Tambellini, la sua candidatura scompagina le carte in tavola e rimette tutto in discussione: simile a Baccelli per capacità di attrarre l'elettorato moderato anche di parte del centrodestra, completamente diverso caratterialmente e professionalmente. La sua confessione-intervista è la sua entrata ufficiale nell'agone dei concorrenti alla successione di Alessandro Tambellini ed è ovvio che sia pure senza dirlo apertamente, il mazzo di carte andato a puttane è quello smistato da Andrea Marcucci già pronto a mettersi in tasca Lucca, Viareggio e, subito dopo, anche la fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Sindaco di Castelnuovo Garfagnana, ma spesso in silenzio e lontano dai riflettori della Sinistra tanto cara e tanto cari - i riflettori - ai Marcucci e agli Andreuccetti. Perché?

Perché preferisco far parlare le cose che faccio. E' il mio stile e tra l'altro non da ora. Anche nella mia esperienza di presidente della Provincia a Palazzo Ducale mi sembra che il segno della mia attività sia stato far parlare le cose che si fanno. E' evidente che, soprattutto ora dopo esperienze importanti vissute e anche lezioni avute, sono ancora più convinto che è importante una idea della politica che faccia parlare il fare, il realizzare e non il dire o il presentare.

Dicono che lei a Castelnuovo Garfagnana non ci sia spesso.

Direi che non è vero. Torno allo stile: il mio primo anno è stato durissimo perché sono un cittadino di Lucca dove risiedo e mi sono presentato a castelnuovo Garfagnana perché ci sono nato. Evidentemente i cittadini sapevano che facevo, comunque, una scelta difficile e il primo anno ho fatto il sindaco a tempo pieno per riportare la barca in mare perché era incagliata e adesso tutti possono vedere che è tornata in mare.

Dalle sue parole deduciamo che, qualcun altro evidentemente, preferisce il dire o il presentare al fare: Andreuccetti, tra l'altro, è anche segretario provinciale del Pd.

Andreuccetti è alla sua prima esperienza di sindaco e mi sembra che ci stia mettendo tutto il suo impegno. Io valuto e metto in discussione il mio lavoro, i cittadini sono, poi, in grado di valutare da sé.

Marcucci allora?

Io esprimo una valutazione sul mio modo di approcciarmi. Non mi interessa entrare nel merito di valutazioni di altri leader politici locali, regionali e nazionali.

Quando, da Castelnuovo, osserva Lucca e visto che siamo alle soglie della campagna elettorale per la scelta del sindaco, non le prende un po' il magone?

Amo Lucca, ho scelto di risiedere a Lucca, ho governato il territorio lucchese per dieci anni dal cuore di Palazzo Ducale. E' chiaro che Lucca mi interessa anche e, soprattutto, come cittadino lucchese.

Il senso della domanda era un altro. Se Favilla e Tambellini o, magari, anche un Baccelli possono governare Lucca, perché non potrebbe farlo Andrea Tagliasacchi?

Ho imparato a conoscere Lucca sulla mia pelle. Credo di avere imparato la lezione, quindi, nei confronti della città mi pongo con spirito di rispetto e di attenzione verso le sue varie anime.

Allora non ci siamo capiti. Tagliasacchi lei si candida a sindaco di Lucca in un panorama così misero come quello attuale?

Sì.

Colpo di scena. Lei Tagliasacchi si rende conto di quello che ha appena detto?

Sì.

Se non abbiamo compreso male lei è pronto a scendere in campo, rimettendosi ancora in discussione, misurandosi alle primare del Pd e, quindi, scompaginando, letteralmente, lo scenario politico della Sinistra lucchese e non solo?

Sarei disponibile a mettermi nuovamente in discussione forte della lezione avuta e fuori da logiche di parte e in sintonia con le anime e la sensibilità di questa città.

E secondo lei questa città possiede ancora queste anime e questa sensibilità?

Secondo me sì.

Primarie: uno scoglio inevitabile o, visto che lei vuole sganciarsi dalle logiche di parte, una pura e semplice formalità?

In questo momento le primarie non sono una strada per vincere a Lucca e per far vivere Lucca.

Quindi possiamo dire che Andrea tagliasacchi si candida a sindaco di Lucca.

Solo se si determinerà una domanda nei miei confronti.

Da parte di chi scusi?, del partito?, della gente?

Se la città me lo chiedesse...

Anche, eventualmente, fuori dal Pd?

Ho già risposto a questa domanda.

Il sottoscritto, secondo lei, può essere considerato una parte, sia pure infinitesimale, di questa città?

Certo sennò non le avrei rilasciato questa intervista.

Bene, allora glielo chiede l'autore della stessa intervista: si candida a sindaco di Lucca se non altro per dimostrare che il coraggio e la preparazione politica non conoscono confini di parte?

Sì.

 

 

 

 


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