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Politica

5 Stelle, una bega da pollaio

martedì, 7 marzo 2017, 11:50

di barbara pavarotti

Già sono pochi, già fanno fatica persino a farsi conoscere dalla gran massa dei lucchesi e poi si dividono pure in liste e correnti. Ovvero proprio quello che i cittadini non sopportano più. I 5 Stelle a Lucca riflettono tutta la debolezza di un movimento che, in nome della rappresentanza più ampia possibile, della democrazia diretta e partecipativa, non riesce a livello territoriale a coagularsi intorno a un leader. Perché un leader ci vuole, poche storie, una figura che catalizzi autorevolezza e prestigio. 

In teoria questo leader ci sarebbe, o almeno pare, ed è l’unica esponente istituzionale dei 5 Stelle lucchesi, Laura Giorgi, cofondatrice del movimento a Lucca, oculista, consigliere all’opposizione nella giunta Tambellini. E’ lei che rilascia interviste, che rappresenta la cosiddetta parte del movimento “ufficiale”. Poi c’è il “MeetUp”, che nessuno sembra aver capito bene cosa sia e quindi tocca spiegarlo, sperando di non incorrere nelle ire dei pentastellati perché il loro codice a volte è difficile da decifrare. E questo, ovvero la scarsa capacità comunicativa, è proprio uno dei problemi riconosciuti dagli stessi vertici grillini, al quale stanno tentando di rimediare con grande incremento della presenza in tv. La rete va bene, ma tocca apparire. Incredibile poi che un movimento che fa della chiarezza, fra l’altro, la propria bandiera usi una terminologia ai più sconosciuta.

 

Il MeetUp molto semplicemente è un sito internet, aperto nel 2002 con sede a New York, usato da 20 milioni di persone nel mondo. A differenza di Facebook e Twitter, che creano solo incontri virtuali, costruisce gruppi legati da un interesse comune (possono essere cani, gatti, la cucina cinese, la musica antica, l’astrofisica) che si incontrano fisicamente ogni tanto. Che c’entra Grillo? C’entra perché nel 2005 Beppe iniziò a promuovere MeetUp per comunicare e coordinare a livello locale.

In Italia MeetUp ha circa 250.000 utenti. Di questi oltre 170.000 sono iscritti a gruppi che fanno riferimento ai 5Stelle. Quindi possiamo dire che in sostanza questo social in Italia è stato monopolizzato dal movimento: un’anomalia mondiale, inesistente in nessuno dei 180 paesi in cui si usa MeetUp.

 

Che succede a Lucca? Che il 5 marzo il MeetUp 5Stelle, nella persona di Fabrizio Buccianti, 55 anni, insegnante ed esperto di teatro, prende le distanze dal candidato sindaco annunciato a fine febbraio da Laura Giorgi, ovvero il sindacalista ex Cgil, ora Uil, Massimiliano Bindocci. Perché, dice Buccianti, “la decisione finale viene stabilita tramite consultazione online tra tutti gli iscritti al portale e non con votazioni in seno al gruppo dei candidati consiglieri e men che mai con voto per alzata di mano”. E poi la stoccata: “A decidere chi siano i portavoce nei consigli comunali, regionali e in parlamento sono gli iscritti e non una lista di consiglieri non certificati o oligarchie calate dall’alto”.

 

Giorgi, Bindocci and company insomma sarebbero “oligarchie calate dall’alto”. Pietà. A questo punto non si capisce più nulla. Non si capisce a che siano servite le votazioni fatte il 26 febbraio fra i 32 candidati (16 espressione del MeetUp e 16 del movimento istituzionale, quello vicino alla Giorgi) della lista condivisa a cui i 5 Stelle avevano lavorato fin qui. Ecco il documento stilato dopo la riunione e inviato a tutti i partecipanti.

 

“ Carissimi tutti, vi informo del risultato delle votazioni sul Candidato Sindaco

svoltesi, come da accordi, il giorno 26/02/2017 alle ore 18:00, presso

la sede delle opposizioni in Via C. Battisti, 5.

 

I risultati sono i seguenti: 27 voti per Bindocci, 2 voti per

Buccianti, 3 Astenuti, 1 assente.

 

Le votazioni sono avvenute con voto palese.

 

Accludo il verbale della riunione ed il relativo allegato”.

 

Insomma, in questa votazione il professor Buccianti è stato trombato. Però c’è il MeetUp, c’è l’obbligo del voto online, ci sono le oligarchie. C’è soprattutto il fatto che gli attivisti 5 Stelle a Lucca (lo si legge sempre su MeetUp) sono 399. Non pochi, ma nemmeno una folla. In pratica gli abitanti di un bel condominio di Roma. E francamente nessuno in questa vicenda sta facendo una bella figura.

 

Laura Giorgi ora dice: Buccianti chi? E a “Lucca in diretta”: “Non ha mai lavorato con me. Mi è stato presentato dal Meetup nella fase di condivisione della linea politica, ha accettato di buon grado le regole finché non si è accorto che le votazioni davano per vincente Bindocci”.

E lo accusa pure di trasformismo. Infatti il professore ha un passato nell’Italia dei Valori, poi è stato un fervente sostenitore di Tambellini. Ecco cosa scriveva sul suo profilo Facebook il 18 maggio 2012.

 

Questa sera teatro, musica, danza al teatro Nieri di Ponte a Moriano: dalle 19 un rinfresco e dalle 21 lo spettacolo per concludere la campagna elettorale di Alessandro Tambellini, una persona che ha saputo ridare la voglia di avvicinarsi alla politica nel modo più trasparente, sincero e partecipativo. Credeteci di nuovo, credeteci per la prima volta se non ci avete creduto ancora. Presenterò la serata insieme a Simona Generali , mi auguro di vedervi tutti... per cambiare Lucca, perché sia migliore. Un saluto a tutti!”.

 

Va bene. La farsa è compiuta. Peccato, davvero peccato che un movimento che incarna le speranze di tanti italiani, poi, nel concreto, scendendo sul territorio, si butti via così. E a proposito di MeetUp ecco cosa scrivono Roberto Fico e Alessandro Di Battista sul blog di Beppe Grillo.

 

 

I meetup da soli non sono il MoVimento 5 Stelle.
Meetup e MoVimento 5 Stelle possono essere due aspetti dello stesso progetto di democrazia diretta che può realizzarsi solo attraverso una vera rivoluzione culturale.
La partecipazione al meetup non dà diritto all’uso del simbolo MoVimento 5 Stelle in alcun modo, che può essere usato solo dai portavoce e dalle liste certificate limitatamente alla durata della campagna elettorale.
I meetup e il MoVimento 5 Stelle si riconoscono negli stessi valori e tendono alla realizzazione della stessa idea di società. Essere capaci di lavorare insieme sui temi, dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze a un progetto comune rende la società un posto migliore in cui vivere.

I meetup non possono usare il logo del Movimento Stelle, neanche modificandolo.
Qualsiasi dichiarazione agli organi di stampa degli iscritti al meetup viene effettuata esclusivamente a titolo personale o di un gruppo di cittadini impegnato su un tema, senza la spendita del nome di Beppe Grillo o del Movimento 5 Stelle”.

Ora abbiamo capito perché al banchetto MeetUp di via Beccheria a Lucca gli attivisti 5 Stelle si sono rifiutati di farsi fotografare da Aldo Grandi. Parlano a titolo personale.

 



 

 

 



 

 


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