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Politica

Bindocci riceve con entusiasmo Di Maio, ma sull'immigrazione è moscio

lunedì, 8 maggio 2017, 01:03

di alfredo cornacchia

Tra stupore e felicità, nel vedere l’auditorium della “Pia Casa” gremito di gente, Laura Maria Chiara Giorgi, co-fondatrice del Movimento 5 Stelle Lucca, ha aperto il convegno dedito ad appoggiare il candidato sindaco Massimiliano Bindocci. Il tema affrontato, “Immigrazione, Accoglienza e Sicurezza”, è stato dibattuto da ospiti di rilievo regionale e nazionale: Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati, Gabriele Bianchi, Consigliere Regionale Toscana, Fabio Massimo Castaldo, Eurodeputato M5S e Alfonso Bonafede, Vicepresidente Commissione Giustizia, Camera dei Deputati.

La Giorgi ha esordito ringraziando i presenti e soffermandosi sul duro lavoro da consigliere, affermando che tanti sono i temi toccati fino ad oggi e tante le denunce fatte scattare in favore di una dovuta trasparenza e legalità.

<<Anche con un solo consigliere comunale siamo riusciti ad incrinare il vaso e con la possibilità di avere un sindaco pentastellato possiamo riuscire a romperlo – paragonato il Comune ad un vaso, Laura Maria Chiara Giorgi, forte del sostegno manifestato fin da subito a lei e ai suoi colleghi, ha continuato la sua arringa – aiutateci a governare per scansare quella che è di fatto un’oligarchia, il cui unico scopo è mantenere le poltrone e i privilegi. – E prima di passare la parola agli altri ospiti conclude – Per il bene della gente onesta, nel rispetto della vita affrontiamo oggi questo delicato tema.>>

Gabriele Bianchi è il primo a cui viene passata la parola. <<Voglio ricordare la Costituzione Italiana, che dovrebbe tornare ad essere insegnata nelle scuole.>> Letto l’art. 5 della Costituzione, ha precisato che i vari Comuni italiani, in mano agli altri partiti, sono effettivamente in balia della decisione di pochi, che nulla hanno a che fare con quei territori. <<L’Italia si blocca se il Pd litiga.>> Si è soffermato a spiegare una critica situazione dei Comuni, soprattutto a direzione Pd, dove le nomine sono attuate dai partiti politici, favorendo dunque l’amico dell’amico, che porta i soldi nelle loro tasche.

<<Dare alle piccole zone la massima autonomia territoriale. Noi vogliamo riportare la meritocrazia, basta favoritismi – ha spiegato Bianchi – Se un politico vuol fare un ponte, il dirigente dovrebbe dare il suo parere professionale invece di acconsentire per ottenere in cambio qualcos’altro.>> Critica la costruzione degli ospedali sul territorio lucchese, completamente e incondizionatamente ceduta ai privati, mettendo in mezzo il Codice degli Appalti il quale permette l’appropriazione della totalità dell’incasso delle strutture costruite.

<<L’urbanistica è allo sbando>> ha asserito Gabriele, tentando di far tornare alla mente le strade e i ponti, tanto per fare due esempi, che sono in pieno dissesto su tutto il territorio italiano. ha ricordato i vari impegni che il M5S ha portato a termine in favore dell’urbanistica italica, con soldi ottenuti da tagli dei loro stipendi e dalle micro donazioni dei loro sostenitori.

<<Scegliamo il futuro migliore per questo Paese>> ha detto infine Bianchi congedando la parola a Fabio Massimo Castaldo, il quale da subito ha riconosciuto un percorso irto di ostacoli ma che loro si sentono di affrontare contando sul fatto di essere un’amministrazione onesta e competente.

<<L’immigrazione è frutto di una politica commerciale – ha detto Castaldo, rispondendo a chi dice che non si conoscono le origini e le motivazioni dell’emigrazione – perpetrata dai mal governi occidentali che hanno aggredito quei Paesi che ora ci riversano contro questa problematica ondata migratoria. Governi e multinazionali che hanno fatto terra bruciata del medio-oriente, dissestandolo e andando via senza lasciare una soluzione. E ora se ne lavano le mani>>. Soffermandosi sulle multinazionali, sui loro interessi economici riguardo le zone di guerra, ha parlato di utilizzare la tracciabilità dei metalli, come il tungsteno, che qualora venissero introdotti da quei territori partirebbero di contro sanzioni e provvedimenti. Ha sollevato anche la questione di aiuti umanitari, e simili, che in quei territori vengono mandati, ma che invece di essere utilizzati nel giusto modo finiscono nelle tasche di multinazionali e dei potenti di turno. Ha annunciato battaglie di trasparenza e legalità nei confronti del nord Europa, che dal canto suo svicola tali confronti e tenta ancora di togliere sovranità nazionali e la possibilità di riottenerle. Ha ricordato le sanzioni alla Russia, che null’altro hanno fatto se non portare danno all’Italia e al suo export. <<Persi 73 miliardi di euro a causa della classe dirigente, incapace di governare a livello nazionale e locale. - Così Castaldo ha spiegato le perdite italiane in riferimento alle donazioni che il nostro Paese fa all’Unione Europea – L’Unione Europea non è altro che il tavolo di chi fa i propri sporchi interessi.>>

È dunque Alfonso Bonafede a ricevere la parola. <<Siamo difronte alla possibilità di un cambiamento e dobbiamo coglierla, per far fronte ai problemi di questo territorio, con l’unica forza politica che ha dimostrato di essere credibile.>>

Così Bonafede ha esordito, continuando ad elencare i successi del M5S in favore dei cittadini, come il taglio di stipendi e gli aiuti alle piccole e medie imprese con il micro credito, passando poi a discutere della dura vita di un sindaco pentastellato e della pressione che questo è costretto a sopportare. Fa l’esempio di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, che ha avuto a che fare con una partecipata su cui gravavano 42 milioni di debiti, fardello che gli era stato proposto di risolvere aumentando le tasse dei livornesi, sottraendo loro ancor più soldi, in modo che il sindaco se ne potesse star comodo in casa invece di occuparsi dei suoi doveri.

<<Lui disse Basta! – ha spiegato Alfonso, riferendosi a Nogarin – perché voleva rispettare i soldi dei livornesi. Massacrato dai media, nessuno ha poi detto che l’inceneritore verrà chiuso in un anno, la raccolta di rifiuti avviata e tutto risolto nella totale onestà.>>

Non ha perso tempo a tirar fuori anche il saldo di bilancio della capitale, eseguito in tempo dal sindaco Raggi, la quale ha direzionato almeno il doppio dei fondi, delle precedenti giunte, per far fronte al Piano Buche. Problema gestito con lentezza dai predecessori in modo che questo diventasse un’emergenza, così da poter affidare l’appalto alla “società amica” di turno che si adoperava per riparare le buche con la sabbia, invece di tapparle in modo definitivo. Riguardo al tema del convegno, Bonafede ha tirato in ballo il recente pasticcio sull’autodifesa. <<Legittima difesa spacciata per un miglioramento della sicurezza dei cittadini, che vengono implicitamente invogliati a comprare armi da usare solo la notte. Non penso che qualcuno di voi abbia voglia di provare a sparare a qualcun altro – ha precisato – invece di incentivare le forze dell’ordine, abbandonate a sé stesse, che hanno il compito di difenderci, quelli pensano a fare queste porcate spacciandole per doveri assolti per il cittadino.>>

<<Portare l’onestà a Lucca è una grandissima soddisfazione - Così esordisce Massimiliano Bindocci candidato a indaco per Lucca del M5S, e rincara subito la dose attaccando l’avversario politico – Non bisogna andare fuori da Lucca per scoprire la mal gestione della giunta Tambellini, un esempio lo è anche la Pia Casa che adesso ci ospita, che non pochi fastidi diede al Sindaco. Ma basta andare in giro per le strade per vedere le schifezze fatte da un Sindaco che pensa solo a tagliare nastri in giro.>> Passando dunque al tema dell’immigrazione Bindocci non si è sbilanciato più di tanto. <<No alla ruspa! Perché si parla pur sempre di persone, ma neanche si può assistere ad un’accoglienza incontrollata.>> Massimiliano intende dare una risposta strutturale per non rimanere sempre in una situazione di emergenza. <<Non si possono tenere chissà quanti immigrati in tendopoli di fortuna, ma la città lucchese deve essere a portata di bambino, di disabile, si dovrebbe andar in giro la notte senza timore - ha spiegato Bindocci - basta con i portoni dalle tante serrature per paura che qualcuno entri in casa.>>

In sostanza si auspica un maggior intervento di forze dell’ordine a pattugliare il territorio. Al momento in cui il candidato a sindaco elogia il M5S e si dichiara loro sostenitore da sempre, ecco che dal pubblico si alza un uomo a criticare le probabili bugie appena dette da Massimiliano, dicendo che Bindocci è sempre stato un uomo di sinistra e che ha cambiato solo per convenienza. Ma lui si è difeso nel dire: <<È vero che io sono un ex CGL, sarà capitato anche di criticare il Movimento, ma ho lasciato quella per l’attuale fazione proprio perché con i pentastellati sono più in sintonia. Inoltre il M5S non odiano i sindacalisti, anzi! Un sindacalista ha fatto la proposta di Legge del M5S - ha precisato - L’uomo, che dal pubblico urlava, era un appartenete ai sindacalisti nel periodo in cui questa fazione si scisse, ed io ero dal lato opposto al suo, perciò credo sia probabile un po’ di astio.>>

Infine il candidato ha passato la palla al successivo oratore affermando di prendere con serietà questa missione e che nel caso fosse eletto sarà pronto ad un confronto giornaliero con i cittadini.

Di Maio è l’ultimo a parlare e da subito ha sfogato la sua insofferenza nei confronti dei continui attacchi dalle fazioni avversarie. <<Mentre ci fanno discutere di accoglienza, loro fanno business. Mentre ci fanno parlare di pensioni, loro si saldano alle poltrone.>> Dice che la solidarietà non è motivo per trascurare la legalità. L’immigrazione è allo sbaraglio, afferma sofferente, perché dei 38 euro che dovrebbero andare al sostentamento degli immigrati, poco e niente rimane dato che sono le cooperative che li incassano a discapito dei migranti e dei cittadini che pagano le tasse. Ma parlando sempre di accoglienza non si finisce più, Luigi accenna al rimpatrio, vista la più gravosa responsabilità affibbiata all’Italia per quanto riguarda il controllo dei flussi migratori. Fa l’esempio della Spagna che grazie ad accordi con i Paesi d’oltre Mediterraneo riesce a gestire l’immigrazione molto meglio di noi. Parla della possibilità di monitoraggio delle barche, che se sospette devono essere rispedite ai porti da cui sono partite, soprattutto se con i Paesi d’oltre mare si stipulano veri accordi.

A questo proposta si è lasciato andare ad una battuta: <<Ma il Pd come risolverà mai questo problema se al suo interno c’è chi foraggia queste drammatiche situazioni.>> Dunque Di Maio si è soffermato a spiegare quali siano le modalità per valutare un candidato nel nome dei 5 stelle, riferendosi anche a situazioni già affrontate. <<Se vuoi cambiare la città, ben venga, ma se hai già governato, cosa vuoi? Perché non l’hai cambiata quando potevi? Dimmi chi ti finanzia e ti dirò per chi lavori. Non ci si può liberare dei finanziatori con interessi loschi e personali.>>

Per rimanere in tema ha rispolverato i rimborsi elettorali intascati dalla quasi totalità dei partiti e di quegli introiti loschi che hanno portato ai vari decreti salva-Ilva. Ha parlato del reddito di cittadinanza, con cui un sindaco sarebbe in grado di ricorrere ad un numero minore di appalti poiché vi sarebbero i disoccupati che verrebbero impiegati, coprendo quei lavori di cui il Comune ha bisogno. E introducendo i lavori del nuovo millennio, con il reddito di cittadinanza sarà prevista la formazione anche per quei disoccupati, cinquantenni e che hanno perso un lavoro in via di estinzione, perché soppiantato da siti internet come Booking.com o Amazon, per avere una nuova possibilità di lavoro.  Ha denunciato la spesa folle di 13 milioni di euro l’anno di tasse devolute ai carbonfossili, i quali ristagnano nella possibilità di lavoro e generano un’enormità di problemi. Al contrario un investimento ragionevole sulle energie rinnovabili porterebbe miglioramenti all’ambiente e un considerevole aumento di posti di lavoro: <<Ma se le lobby del petrolio hanno casa nel Pd, come possono quelli fare le scelte giuste?>>

Così Di Maio si è sfogato prima di fare la lista delle spese pazze da tagliare per poi salutare il pubblico che si è trovato a contraccambiare come fosse una festa di paese.


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