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Politica

Lucchese, Tambellini: "Ho fatto tutto quello che era nella mie possibilità"

martedì, 10 luglio 2018, 23:25

di eliseo biancalana

Il dramma della Lucchese, oramai a un passo dal fallimento, entra nell'aula di Palazzo Santini. Nella seduta del 10 luglio del consiglio comunale le opposizioni hanno messo sotto accusa l'amministrazione accusandola di non essersi mossa abbastanza per salvare la squadra di calcio locale. In risposta, dal sindaco Alessandro Tambellini è arrivata una difesa orgogliosa del lavoro svolto: "Credo di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità".

Sono stati Massimiliano Bindocci (M5S) e Fabio Barsanti (CasaPound) a porre subito le vicissitudini della Pantera al centro della seduta, a cui hanno assistito numerosi tifosi rossoneri. Il primo ha presentato una raccomandazione sull'argomento, il secondo ha proposto di discutere un proprio ordine del giorno. Entrambi hanno espresso aspre critiche verso la giunta.

Il sindaco Tambellini non si è sottratto alla sfida. Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato il tentativo dell'amministrazione di mettere insieme un gruppo di imprenditori locali per dare una mano alla Pantera. "Abbiamo messo insieme più di venti incontri" ha rivendicato, rivelando di aver tentato di promuovere la costituzione di un gruppo di imprenditori che potesse sostenere la Lucchese anche grazie ai contributi statali dell'art bonus, e che puntasse sui giovani.

"Nessuno ha mai avuto l'intenzione di rilevate la società" ha però ammesso il sindaco a proposito degli imprenditori contattati. Il tentativo comunque si è interrotto con la cessione della quota di maggioranza della Lucchese all'imprenditore senese Lorenzo Grassini.

Tambellini ha ricordato di aver incontrato il nuovo padrone della Pantera, in un incontro che ha definito "molto cordiale e ricco di promesse". "Non capisco perché a un certo punto si è reso introvabile" ha detto il sindaco su Grassini, che a quanto pare si è reso irreperibile anche a lui. Di fronte al precipitare della situazione, Tambellini ha rivelato di aver fatto un ultimo tentativo, ma oramai è troppo tardi.

Sempre con riferimento all'impegno della giunta per la Lucchese, Tambellini ha ricordato che il comune ha messo 100 mila euro per la sicurezza delle torri del Porta Elisa e che il comune ha affidato in concessione lo stadio a condizioni molto favorevoli (20 mila euro l'anno).

"Non siamo disposti ad accettare soluzioni che non siano nella piena chiarezza" ha detto Tambellini con riferimento al futuro della società, esprimendo in particolare preoccupazione per la sorta della realtà giovanile. L'amministrazione è invece pronta a sostenere un progetto che sostenga i giovani con proposte "convincenti e realistiche".

L'intervento del primo cittadino non ha soddisfatto le minoranze. Fabio Barsanti (CasaPound) ha espresso la preoccupazione che la Lucchese o subisca il suo terzo fallimento nella sua storia o finisca nelle mani di qualche "bandito".

Per Remo Santini (SìAmo Lucca) la giunta si è mossa con "poca convinzione". "L'amministrazione non ha a cuore la situazione dello sport" ha accusato il leader delle liste civiche del centrodestra. Per Massimiliano Bindocci (M5S) il comportamento dell'amministrazione è stato "deludente". Il capogruppo del Pd Renato Bonturi ha difeso la giunta. "L'amministrazione non può sostituirsi ai soggetti privati" ha sostenuto. Nella sua replica, Tambellini ha riportato di aver pure cercato di coinvolgere un soggetto estero, ma non ne ha rivelato l'identità. 

La conferenza dei capigruppo ha poi discusso se votare o meno l'odg di Barsanti. Alla fine il consigliere ha accettato di ritirare il suo testo, a fronte di una convergenza di tutti i gruppi nel promuovere la costituzione di una commissione consiliare speciale dedicata alla Lucchese, che ne segua le sorti qualunque esse siano.

"È il massimo che si poteva ottenere dall'amministrazione" ha commentato Barsanti. Il consiglio ha poi ripreso a discutere gli altri temi all'ordine del giorno mentre i tifosi della Pantera abbandonavano l'aula in rassegnato silenzio.


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