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Politica

Bando periferie (Quartieri Social), è polemica tra il governo e i sindaci

giovedì, 9 agosto 2018, 15:25

di eliseo biancalana

È polemica tra l'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e il governo per l'emendamento al decreto Milleproroghe che sospende per due anni l'erogazione dei fondi del bando periferie. Il decreto, approvato dal Senato, dovrà passare all'esame della Camera. Una vicenda che riguarda anche Lucca, dato che il comune contava di utilizzare quei fondi per la riqualificazione dei quartieri San Vito e San Concordio (nell'ambito dei progetti Quartieri Social).

"In merito alla questione dei fondi per le periferie relativi ai progetti locali bisogna fare chiarezza – ha scritto la sottosegretaria all'economia Laura Castelli (M5S) –. Il governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della corte costituzionale n. 74 del 2018. Abbiamo pertanto garantito immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma, vista la necessità di rispettare la sentenza della consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate. Va comunque sottolineato che il bando per le periferie era stato finanziato dal precedente governo per metà dell'importo complessivo. Si trattava quindi di mere promesse più che di risorse messe realmente a disposizione. Con tale strumento, inoltre, si è tolto ai sindaci il diritto di scegliere come usare le risorse come affermato dalla corte costituzionale. Abbiamo perciò deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni dei progetti dei comuni capoluogo che hanno partecipato al bando, ma per tutti gli 8.000 comuni d'Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali. Siamo convinti che i progetti non siano tutti uguali: è necessario distinguere tra i Comuni che hanno dato avvio a progetti già esecutivi e su cui si è già investito per il rilancio delle periferie e chi invece utilizza questo fondo al solo scopo di creare progetti di facciata". La sottosegretaria ha poi replicato agli attacchi del Partito Democratico all'emendamento. "Ci lascia esterrefatti che il Pd, responsabile delle politiche di tagli e del crollo degli investimenti pubblici, accusi l'attuale governo che ha invece sbloccato risorse altrimenti ferme e ha esteso enormemente la platea a tutti gli 8.000 Comuni. Gli attacchi ricevuti si trasformano comunque in un boomerang perché l'emendamento 13.2 che ha istituito il nuovo Fondo è stato votato all'unanimità da tutte le forze politiche, anche dallo stesso Partito Democratico e dal senatore Matteo Renzi". Sembra però che i senatori dem attribuiscano il voto a favore a un errore nella comprensione del testo dell'emendamento.

Dura la replica al sottosegretario da parte presidente dell'Anci, Antonio Decaro. "Ristabiliamo la verità – sostiene Decaro –: è falso che non ci sia copertura per il miliardo e 600 milioni destinati ai 96 progetti del bando periferie. Ottocento milioni sono stati stanziati con delibere Cipe. Altri ottocento milioni attraverso il comma 140 di una legge di bilancio di due anni fa. Del resto tutte quelle convenzioni, che ora il governo vuole considerare carta straccia, avevano avuto la verifica e la registrazione della Corte dei Conti. Non un organismo politico quindi, ma il massimo organismo di validazione contabile". Decaro invita quindi il governo a un ripensamento. Una posizione condivisa dall'Anci Toscana, per la quale "è necessario che le risorse messe a disposizione dei Comuni siano interamente confermate". 


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