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Politica

Delibera sull'antifascismo, Angelini 'umilia' Bianucci e Tambellini e si appella alla procura

domenica, 30 dicembre 2018, 15:31

L'ex parlamentare Dc replica all'intervento del consigliere Bianucci e smonta, pezzo per pezzo, la delibera di giunta che concede spazi solo a chi si professa antifascista:

La delibera del 21 dicembre scorso, con la quale, il Sindaco Tambellini ha deciso di concedere l’uso e l’occupazione dei beni del Comune soltanto ai cittadini sottoscrittori di una esplicita dichiarazione di riconoscimento dei valori della Costituzione e della Resistenza, ha a che fare , è vero, come sostiene il consigliere Bianucci , con la Costituzione, ma in un senso del tutto opposto a quello a cui lui pensa e su cui scrive.

Essa, infatti, non difende la Costituzione, come afferma impropriamente il Bianucci, ma la colpisce duramente su di un punto fondamentale, che è appunto la libertà di manifestare il proprio pensiero, garantita dall’art 21 della Costituzione ( un diritto inviolabile, a norma dell’art.2 della Costituzione) e che è sempre stato definito dalla giurisprudenza costituzionale come la “pietra angolare dell’ordine democratico”, in quanto “condizione del modo di essere e dello sviluppo della vita del Paese in ogni suo aspetto, culturale, politico, sociale”.

Infatti, la dottrina costituzionale ha sempre sottolineato che l’art. 21 della Costituzione, che garantisce il “diritto di manifestare l i b e r a m e n t e il proprio pensiero”, attribuisce un diritto di manifestare il proprio pensiero, che, proprio per rimanere “libero”, non può essere imposto in alcun modo a nessuno e rovesciarsi nel suo contrario, trasformandosi in un dovere; tutti i costituzionalisti ritengono dunque che l’art. 21 della Costituzione protegga anche il c.d. diritto al silenzio, cioè il diritto di non manifestare le proprie convinzioni su qualsivoglia vicenda: diritto riconosciuto sulla base della giurisprudenza costituzionale, che ha riconosciuto il diritto di non rivelare le proprie convinzioni.

Sicché, nonostante quello che pensa il Bianucci, sia il comportamento di Tambellini che ha proposto e fatto approvare dalla Giunta la delibera illegittima del 21 dicembre, fatta a danno di molti cittadini in tal modo discriminati e danneggiati, che quello di molti consiglieri della maggioranza che l’hanno sollecitata, meriterebbero di essere messi sotto osservazione dalla locale Procura, per verificare se la decisione presa, per la sua gravità, non concreti un possibile esempio di abuso di ufficio. Una decisione, tra l’altro, quella di Tambellini e della sua maggioranza, che impone ai cittadini che si rivolgono al Comune per richiedere l’uso dei suoi beni, di manifestare coattivamente il proprio pensiero, che è stata presa a pochi giorni di distanza da quando essi stessi hanno negato, con il loro comportamento, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero ai consiglieri di minoranza, che, sulla base di un diritto garantito da una legge, volevano discutere in Consiglio sui problemi della sanità lucchese: decisione che, per la sua gravità, meriterebbe anch’essa di essere sottoposta al vaglio della Procura.

Lunga vita, comunque a Tambellini, che, da sindaco, assolve da tempo la funzione di insegnare, ai più giovani, talvolta come si governa questa città, più spesso però come si sgoverna, con decisioni anch’esse utili, perché inducono i più attenti e capaci ad evitare, nel futuro, di effettuarne di simili.

Piero Angelini, ex deputato (mai senatore)


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