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Politica

Potere al popolo contro il blitz della polizia alle Tagliate e contro il sindaco Tambellini

sabato, 8 dicembre 2018, 19:19

Palp Lucca interviene con una nota polemica nei confronti sia del blitz della polizia alla tendopoli di piazzale don Baroni sia contro il sindaco Alessandro Tambellini e le sue affermazioni:

Troviamo abbastanza discutibili le affermazioni che il sindaco Tambellini ha rilasciato alla stampa, a proposito dell'arresto di tre persone ospitare nella struttura della Croce Rossa alle Tagliate. È certamente auspicabile chiedere e ottenere la chiusura dei centri di smistamento soprattutto quando, come nel caso della Croce Rossa di Lucca, diventano un luogo di permanenza ben oltre i giorni previsti a fronte di posti liberi nelle strutture di accoglienza diffusa sul territorio. Fermare il percorso di accoglienza in una tenda significa di fatto non intraprenderlo proprio.

Di questi tempi è molto facile cedere alla propaganda e alle strumentalizzazioni leghiste, in particolare a quelle fatte via social dal ministro dell'Interno, mentre sarebbe opportuno da parte di un sindaco analizzare precisamente i fatti, prima di arrivare a conclusioni affrettate.

Ed i fatti, stando ai resoconti della questura di Lucca, sono piuttosto chiari.

Le tre persone arrestate sono accusate (accuse che dovranno essere provate, con elementi concreti) di spaccio di marujana "dentro e fuori la struttura".

Per ora sappiamo che l'unico individuo colto in flagranza è una quarta persona, in passato ospite delle Tagliate e poi trasferito a Montecatini, e attualmente in Germania. Tempo fa fu arrestato alla stazione di Lucca con 800 grammi di marijuana.

Riguardo all'operazione di polizia del 6 dicembre, è la stessa questura a dire che la perquisizione avvenuta all'interno della struttura della Croce rossa, in contemporanea agli arresti, "ha dato esito negativo per il rinvenimento della sostanza stupefacente". Vale a dire che non hanno trovato niente. E questo nonostante un dispiegamento di forze spropositato considerato che il centro - come dice anche Tambellini - ospita solo 20 persone, e non si tratta di un casolare di campagna abbandonato, ma di un presidio della Croce Rossa.

Hanno infatti preso parte alla perquisizione, ripresa con le telecamere e "venduta" a tutte le tv e ai social: la squadra mobile di Lucca, con l'ufficio volanti della questura; il reparto mobile di Firenze; un'unità cinofila della polizia municipale di Prato; uomini del reparto prevenzione crimine della Toscana.

La sensazione, è quella di una spettacolarizzazione dell'evento, immediatamente ripreso e rilanciato da Salvini su facebook.

Ma lasciando da parte lo strabismo e le amnesie del ministro dell'interno (a febbraio, quando un consigliere municipale della Lega a Trento fu arrestato perché trovato in possesso di 330 grammi di cocaina, Salvini si dimenticò di commentare questa brillante operazione), vogliamo respingere il tentativo di mischiare in un calderone responsabilità personali – ancora peraltro da provare -, con accoglienza e sensazionalismo.

Riguardo alla struttura delle Tagliate sarebbe stato opportuno superarla con i progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti): abitazioni con poche persone, gestite da associazioni in collaborazione con il Comune. Un modello che aveva dato ottimi risultati, e che si stava espandendo anche a livello locale, proprio in virtù della sua efficacia.

Peccato che il cosiddetto "decreto sicurezza" voluto dal ministro dell'interno, abbia smantellato gli Sprar e lasciato in piedi i grandi centri di accoglienza straordinaria.

Per quale scopo, è facilmente immaginabile.


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