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Politica

Maratona Gazzette: il Risiko del Governo. Martedì 20 ore 15, in diretta dal Senato la crisi minuto per minuto

lunedì, 19 agosto 2019, 10:29

di Barbara Pavarotti

Ci siamo. Il D-Day è martedì 20 alle 15, quando in Senato il presidente del Consiglio Conte farà le sue comunicazionie dopo potrebbero aprirsi scenari da fantapolitica, con un’unica regola: tutti i partiti si apprestano a salvare se stessi.

La Gazzetta seguirà in diretta questa giornata-chiave con i continui aggiornamenti dall’aula di Palazzo Madama con Barbara Ruggiero.

Cosa succederà? Tutto è possibile, la confusione è totale, ma, in base alle frenetiche trattative di questi giorni, questo martedì 20 agosto si sta delineando come l’occasione più ghiotta per sbarazzarsi di Salvini. Occasione del resto offerta su un piatto d’argento da lui stesso, con la sua mozione di sfiducia a Conte, pilotata dal trionfo delle elezioni europee e dai sondaggi che lo davano per vincente assoluto.

Il leader leghista sognava il voto subito, ma la realtà si è rivelata diversa. Gli altri partiti hanno fatto quadrato e, con la benedizione del Vaticano e dell’Europa, si sono stretti contro “l’intruso”, e la mozione di sfiducia si è rivelata un boomerang. Non a caso Salvini ha fatto una parziale retromarcia arrivando al punto di dichiarare: “Non do la soddisfazione ai compagni di lasciare il ministero dell’Interno. Difenderò il paese con le unghie e con i denti”.

Già, perché appunto, nel frattempo, i 5 Stelle hanno riaperto l’altro “forno”, quello del Pd e i renziani – i più ostili all’accordo – sono improvvisamente resuscitati a favore di questo progetto. E Berlusconi? Renzi l’ha appena elogiato sul Giornale: “Di fronte alla sguaiata schizofrenia di Salvini, Berlusconi è un rassicurante uomo delle istituzioni”. Alcuni suoi consiglieri di peso stanno chiedendo al Cavaliere di salire sulla scialuppa di “salvataggio” dell’Italia, in caso di governo istituzionale, ma lui sembra orientato a rimanere all’opposizione, ancorato al centrodestra. Ma in questo caos nulla è detto.

Insomma, il Parlamento, dove – è bene ricordarlo – i numeri giocano a favore dei 5 Stelle, sarebbe pronto a varare un governo Pd-M5S e con l’appoggio di Leu. Prodi invoca la maggioranza “Ursula”, dal nome della nuova presidente della Commissione Europea, votata, appunto, da Pd-M5S-Forza Italia. Maggioranza che l’Europa vedrebbe con gran favore, disposta anche, in tal caso, ad allargare i cordoni della borsa e a permettere all’Italia di sforare un po’, nell’imminente manovra, i famigerati vincoli di bilancio. E anche il Vaticano offre compiaciuto la sua sponda, per neutralizzare il novello “Satana”. L’Italia completerebbe la sua annessione all’impero franco-tedesco e tutti potrebbero vivere felici e contenti.

I 5 Stelle, dopo la riunione a casa Grillo a Marina di Bibbona, sembrano proprio orientati a chiudere con la Lega: “Salvini, dicono, è un interlocutore non più credibile”. E Di Maio, pur molto perplesso sul Pd, al contrario della maggioranza capitanata dal presidente della Camera Fico, ribadisce: “La Lega ha pugnalato alle spalle il Movimento e l’Italia”.

Ma Salvini non intende stare a guardare la sconfitta che si è procurato da solo e ripete: “Farò il possibile per impedire il governo Ursula”. Come? Ritirando la mozione di sfiducia a Conte e chiedendo in cambio qualche sostituzione di ministri?

Insomma, si annuncia una giornata incandescente, con tre ipotesi sul tappeto: nuovo governo giallorosso con forse una spruzzata azzurrina, governo gialloverde bis o voto in autunno.

Diamo dunque appuntamento ai nostri lettori martedì a partire dalle 15, per seguire insieme la crisi più folle della storia della Repubblica e per capire che succederà all’Italia, minacciata o salvata, secondo i punti di vista, dall’improvvida iniziativa d’agosto di Salvini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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