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Politica : maratona Gazzette

Quirinale, il deserto dei... barbari

martedì, 20 agosto 2019, 15:13

di barbara ruggiero

Ore 21.30. La giornata più assurda della politica italiana è cominciata alle 15 con un governo in carica, ma gravato da una mozione di sfiducia del vicepremier Salvini. Si chiude con un’Italia ancora una volta senza governo (quello attuale rimane in carica solo per l’ordinaria amministrazione), il ritiro della mozione di sfiducia da parte del leader leghista, al momento ancora ministro dell’Interno, seppur molti oggi in Senato abbiano chiesto le sue dimissioni.

E si chiude in una piazza del Quirinale semi deserta, con il presidente del Consiglio Conte che, all’interno del palazzo, ha rimesso il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Da domani alle 16 inizieranno le consultazioni al Quirinale, che finiranno giovedì. I partiti esporranno a Mattarella le loro posizioni e il capo dello Stato verificherà la possibilità di un nuova maggioranza (la più probabile al momento Pd-5 Stelle) oppure dovrà indire nuove elezioni.

L’autogol di Salvini rimane inspiegabile. Di fatto ha ottenuto due risultati per lui negativi: rivalutare il ruolo del Movimento 5 Stelle e del Pd. Né bastano a spiegare l’accaduto le sue parole: ero stufo dei no, ecc. Ha giocato a poker e gli è andata male. Sempre che di poker si tratti e non di pressioni ben più forti di quelle che i comuni cittadini possano immaginare volte a far cadere questo governo e Salvini in particolare. Pressioni a cui non è possibile dire di no, perché la posta in gioco, quando si mette di traverso la finanza internazionale e tutti i poteri più forti che ci siano, spesso è la vita.

Ora si sprecano i commenti: Salvini spregiudicato avventuriero, i 5 Stelle opportunisti, il Pd, forse, “salvatore della patria” con il suo sì al governo col Movimento finora disprezzato e ampiamente ricambiato nel disprezzo dai grillini.

Ma forse non è questa la strada. Questa è l’evidenza. Dietro potrebbero esserci dei misteri che si chiamano poteri occulti. I più terribili, quelli per i quali l’Italia gialloverde era una mina vagante da distruggere e bastonare, un pessimo esempio per l’Europa. Beh, ci sono riusciti. 

 

Ore 21. Mentre il premier Conte si avvia verso il Quirinale, Salvini parla ai cronisti a Palazzo Madama e dice: “Milioni di italiani ora capiscono che è in corso da settimane o forse mesi un dialogo Pd-5 Stelle, un inciucio che dovranno spiegare agli italiani. Ora mi spiego perché tante riforme venivano rimandate e, guarda caso, da qualche tempo i 5 Stelle hanno smesso la politica di contrasto all’immigrazione. Mi accorgo, inoltre, che, dopo un anno di lavoro insieme, da Conte ricevo solo insulti, definizione come ‘irresponsabile e incosciente’. Se non sopportava me e la Lega poteva dirlo subito. Se qualcuno pensa di tornare a Boschi, Renzi, Lotti, lo spieghino agli italiani. Mentre io fino all’ultimo intendo guadagnarmi lo stipendio che mi pagano gli italiani per difendere l’onore, la sovranità e la sicurezza del mio paese. Voglio fare una manovra coraggiosa fondata sul taglio delle tasse. E’ possibile farla coi compagni che avete sentito oggi? Spero lo possano decidere gli italiani”.

Ore 20.15. La replica finale, dopo oltre cinque ore di dibattito in Senato, vede un Giuseppe Conte determinatissimo. Accanto a lui Di Maio e il ministro della Giustizia Bonafede, non Salvini, che pur è rientrato a Palazzo Madama. Il premier risponde subito sull'immigrazione: "Non rinnego nulla, mi assumo tutte le responsabilità delle azioni di governo. Se parliamo di immigrazione, fin dal mio primo intervento ufficiale in sede europea, ho portato una piattaforma articolata, con cinque premesse e dieci obiettivi. Date atto a questo governo che il problema immigrazione questo governo l'ha affrontato nella sua complessità. A partire dai rapporti coi paesi dove partono i viaggi su barconi improvvisati, dalla questione della redistribuzione e dei rimpatri. Questo governo ha fatto una politica di maggior rigore nella consapevolezza che la politica seguita fin qui non era più perseguibile. Un'indiscriminata accoglienza equivale a una negata accoglienza: questo è stato il nostro presupposto. 
Con questo invito a considerare che il decreto sicurezza bis è stato licenziato in una versione che ho cercato di rinegoziare. 
Non è una questione personale fra me e gli amici della Lega, fra me e Salvini. Oggi ho parlato di cultura delle regole, di sensibilità istituzionale. Il 3 giugno in una conferenza stampa ho invocato il concetto di leale collaborazione e il fatto che ciascun ministro deve concentrarsi sulla materia di propria competenza. Leale collaborazione significa che, quando il presidente del Consiglio affronta delicate interlocuzioni con le istituzioni europee, un ministro non le deve alterare. Leale collaborazione è sobrietà di parole e operosità nell'azione. 
La Lega ha presentato una mozione di sfiducia e chiesto elezioni subito. Ora questa mozione è ritirata. Torniamo all'amore per le istituzioni, che rappresentano i cittadini, quindi all'amore per i cittadini. Se li amiamo, non è semplice accettare che il paese sprofondi in una nuova competizione elettorale, affidandosi a espedienti e tatticismi.  
Prendo atto che Salvini ha stentato a comprendere la leale collaborazione. E ad assumere il coraggio dei propri comportamenti. E' evidente che la responsabilità della crisi porta la sua firma. Ma se gli manca il coraggio politico, me lo assumo io. Vado dal presidente della Repubblica". 

Conte esce da "eroe" da Palazzo Madama fra gli applausi, e molti li ha ricevuti in aula. Direzione: Quirinale. 

Ore 20. Stefano Patuanelli, senatore  5 stelle: "Abbiamo fatto un contratto di governo con metodo alla tedesca, abbiamo lavorato con molte tensioni e difficoltà, sempre pensando agli interessi dei cittadini. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto in 14 mesi.  Cosa è successo? Dopo le elezioni europee Salvini ha pensato di dettare i temi sulle riforme, come per esempio gli inceneritori che non erano nel contratto. Salvini vuole pieni poteri. Vuole concretizzare il successo elettorale. Il 10 agosto si è rivolto a berlusconi per un accordo. Noi siamo sempre stati qui, anche ad agosto per il bene dei cittadini. Voi ci accusate di essere quelli dei no, voi siete quelli del boh. L'interesse del paese ha sempre guidato l'azione politica dei 5stelle, noi siamo i 5 stelle e non abbiamo paura di niente, possiamo andare dai cittadini e chiedere di rivotare".

Ore 19.28. Notizia choc: la Lega ha appena ritirato la sua mozione di sfiducia al premier Conte. Un Salvini messo all’angolo, attaccato con una durezza senza precedenti dal presidente del Consiglio nel primo pomeriggio in Senato, ha evidentemente realizzato che nel futuro governo sarebbe rimasto il grande escluso. Da qui il ritiro della mozione che ha innescato la crisi di agosto. E’ la giornata dell’assurdo.

Ore 19.10. Renzi, dopo le parole di fuoco pronunciate in Senato, ai cronisti dichiara: "Meglio per l'italia non andare a votare, siamo pronti ad un accordo con M5S". 

Ore 18.45. Andrea Marcucci, capo gruppo Pd al Senato, rilascia alla Gazzetta queste dichiarazioni: "Siamo stati molto critici verso l'azione del  governo Conte, però ne abbiamo sempre apprezzato il rispetto istituzionale nei confronti del parlamento". E ancora: "Veti non ce ne devono essere, ci saranno valutazioni di opportunità, pronti a governare con manovre concordate insieme".  In sostanza il Pd dice sì all'accordo con il Movimento 5 Stelle. 

Ore 18:30 Salvini, il grande accusato, ha lasciato il Senato da un pezzo, direzione Viminale. Ormai in aula c'è la metà dei senatori. Tutti si lamentano con la presidente del Senato Casellati dei minuti utilizzati da ciascuno per i propri discorsi. Conte rimane ad ascoltare tutti, replicherà ai senatori e poi si recherà al Quirinale e rassegnerà le dimissioni al presidente Mattarella.

Ore 18:00 Prima dichiarazione di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, fuori dall'aula del Senato ed è una Meloni incandescente: "Conte vuole solo ingraziarsi il Pd. Ingraziarsi tutta questa bella gente che senso ha? Bisogna dare la parola alla democrazia, al popolo". E sui 5 Stelle: " Cambiamento era fare la prostituta con destra e sinistra? schifo"

Ore 17.45 Luigi Zanda, senatore Pd: "Salvini deve  lasciar perdere i crocefissi perché usarli così è sacrilego. La caduta del governo è una buona notizia, il contratto firmato tra i giallo verdi era una fattispecie civilistica, in sfregio alla nostra Costituzione". 

Ore 17:30 Franco Mirabelli, senatore Pd: "Il paese è diviso e fermo, è  aumentata la pressione fiscale, le  differenze tra nord e sud, la legalità è tornata indietro. Si sono abbassati i controlli, il paese più corrotto, l'evasione fiscale è alta, nessuna seria politica di immigrazione e rimpatri, nessun decreto flussi, solo una campagna disumana contro le ong e sulla pelle delle persone. Cento persone, cento  migranti a cui Salvini e Conte dicono NO!
Serve un governo che parli di scuola e  lavoro, non di rabbia. Ora non abbiamo futuro. Il paese non ha bisogno di Capitani,  ma di gente che sappia governare. Siamo stati all'opposizione, siamo contenti della fine di questo governo. Ci guiderà l'interesse del paese".

Ore 17:15  Pietro Grasso, Leu: "La campagna elettorale continua ha fermato il paese. Dobbiamo ripartire dalle partite iva, dalla sicurezza  e dalla giustizia. C'è bisogno di tornare alla politica e non al massacro sui social. Non abbiamo mai parlato di governo truffa per quello gialloverde,  ma l'Italia ha bisogno di un parlamento che rivolti l'agenda attuale, e di un governo di accordi con una nuova maggioranza".

Ore 17:10  Annamaria Bernini, capogruppo al Senato per Forza Italia:  "Conte doveva dimettersi prima quando ha capito  che non c'era più coesione. Le mozioni tav hanno diviso il governo,  era quello il momento di rassegnare le dimissioni. Forza Italia vuole elezioni subito. La crescita è zero, il paese è stanco e incattivito, un paese che non crede nella politica e  ha bisogno di ricette liberali. Il governo Forza Italia invece ha prodotto lavoro e crescita. Bisogna tagliare costo del lavoro, bisogna fare l'interesse del paese sopra la politica. Occorrono nuove elezioni per una stabilità politica. La Bernini dice che Conte  si è rivolto solo a  una parte dell'emiciclo, e il suo vero desiderio è  un Conte bis, perché  vuole restare dov'è, con la suggestione di un governo che includa il "rosso"". 

Ore 17:00 Ignazio la Russa, seduto vicina alla Santanchè, dice: "Conte usa adesso nei confronti di Salvini parole come "disertore, opportunista, social man" ,  ma prima andavano a braccetto, una cosa improponibile. L'unica colpa di Salvini è restare al governo dopo il tradimento sul voto alla Commissaria Europea". Quanto a Renzi, La Russa sostiene che l'ex premier Pd non si candida non per paura delle offese personali,  ma per la diminuzione del  numero dei parlamentari che cambierebbe gli assetti del Senato . Il fondatore di Fratelli d'Italia (con Giorgia Meloni e Guido Crosetto), nonché attuale vicepresidente del Senato, conclude: "Andiamo a votare, mai con i 5 stelle". 

Ore 16:30 Renzi interviene subito dopo Salvini e è un Renzi galvanizzato, che ricorda a tutti che l'Italia  in questo momento è un paese in preda all'odio e a alla paura. Bisogna far sbarcare i migranti. Salvini ha portato avanti una politica vergognosa, spargendo terrore e sgretolando quanto costruito prima di lui.  E' stato un colpo di sole aprire la crisi di governo, non siamo al papetee. " La sfido dove vuole, dice Renzi,  lei gioca con la pelle degli italiani
E ancora: faccia chiarezza con la questione Russia e Savoini, uno scandalo che potrebbe rivelarsi di proporzioni inimmaginabili. 
E ai 5 Stelle:  imparate che l'odio social fa male agli affetti più cari . Io non farò parte del prossimo governo

Ore 16:00 Fuori dall’emiciclo del Senato il segretario Pd dice: non faremo accordi di governo coi 5 Stelle se Conte non riconosce il totale fallimento di questo governo.

Ore 15:51 Le parole di Conte sono state in effetti un duro atto d’accusa contro Salvini. Lo ha attaccato anche sulla religione, il suo esibire rosari lo definisce “incoscienza religiosa, religione e politica devono andare separati”. Gridolini e risate a queste parole in sala stampa. L’ormai ex presidente del Consiglio chiude i suoi 50 minuti di discorso con: “Viva la nostra patria, viva l’Italia.

Poi il primo a parlare è Salvini, che non può più intervenire dai banchi del governo, in quanto ormai è un ex ministro. Quindi torna nei banchi della Lega e interviene da qui. Esordisce: “Grazie e finalmente. Perché ora sono un uomo libero, e quindi non ho paura del giudizio degli italiani”. Poi attacca subito Conte: “Non sapevo che lei per un anno mi ritenesse inaffidabile e incosciente. Bastavano Saviano e Renzi per questo, non il presidente del Consiglio”.

Salvini all’inizio sembra avere il fiatone e appare molto arrabbiato. Si rivolge al paese reale, che lavora e dice: “La critica più surreale è stata: non si fa la crisi d’agosto. Ma i parlamentari lavorano tutto l’anno, come moltissimi italiani. Porto a casa un’Italia più sicura dopo questo governo. Non siamo schiavi di nessuno. Sono stufo che ogni nostro atto debba dipendere dalla firma di qualche funzionario dell’Unione europea. Siamo per un paese libero e sovrano. In Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare. Chi è d’accordo con l’immigrazione di massa e clandestina non può andare d’accordo con me. Il governo si è interrotto perché da mesi c’erano ministri e signori solo signor no. Non conosco la decrescita felice, gli italiani vogliono crescere. Come può pensare qualcuno di riportare al governo Renzi, che gli italiani hanno buttato fuori dalla porta? “.

E sulla religione: “Io credo e allora? Per il popolo italiano la protezione del Cuore Immacolato di Maria la chiedo finché campo. Non me ne vergogno”.

In aula è bagarre: urla, gesti con la mano di andarsene, cartelli. L’aula non leghista si rivolta.

Salvini: “Rispondo solo al popolo italiano, non a Merkel e Macron”. E di fronte alle urla e ai gestacci: “E poi gli autoritari saremmo noi? Siamo gli unici fascisti che vogliono il voto, dare la parola agli italiani”.

Poi l’affondo ai 5 Stelle: “Non si può andare d’accordo con uno o l’altro a seconda del cambio delle stagioni. I casi sono due: o c’è un accordo di potere e spartizione fra 5 Stelle e Pd, lecito, ma irrispettoso della volontà del popolo italiano, o, se non è così, e c’è voglia di costruire, di terminare un percorso virtuoso (taglio parlamentari, blocco aumento tasse), la via maestra sono le elezioni. Perché nessuno meglio del popolo italiano può giudicare chi ha lavorato bene o male”.

Altre urla in aula, Salvini prosegue: “Voi vi tenete Saviano, io mi tengo Giovanni Paolo II, che scriveva: ‘ la fiducia non si ottiene con dichiarazioni e con la forza, bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. Quindi, presidente del Consiglio e vicepresidente, se volete completare il percorso iniziato noi ci siamo. Taglio parlamentari e via al voto”.

Abbracci dei suoi supporter.

E ora tocca a Renzi…..

Ore 15.50 l’annuncio dell’ormai ex premier Conte: “Alla fine di questo dibattito andrò al Quirinale a rassegnare le mie dimissioni”.  Il discorso di Conte è durissimo verso Salvini. In sintesi: il vicepremier  l'8 agosto ha preso una decisione grave dalle conseguenze rilevanti. Questo era il governo  del cambiamento , non posso permettere comunicazioni social , dichiarazioni sulle spiagge, solo il parlamento è la sede giusta dove devono esprimersi i rappresentanti del popolo. L’azione della lega è stata gravissima, questo governo doveva intercettare le emozioni e la volontà dei cittadini e oggi si è interrotto. Salvini ha violato gli impegni di governo sul contratto , i tempi espongono a gravi rischi il nostro paese, è probabile che ci si avvii verso un  esercizio finanziario provvisorio e il nuovo governo sarà soggetto a sbalzi internazionali economici, si interrompono le trattative con l 'Europa per i commissari, l’Italia ora si trova in una posizione di debolezza. Conte dice che "Salvini ha seguito interessi personali e di partito". Urla feroci dai banchi lo interrompono. Conte prosegue: sarebbe necessario seguire il  bene comune,  chi fa il ministro dell'Interno deve avere doveri e responsabilità verso lo stato. Votare è l’essenza della democrazia, sollecitare gli italiani a votare ogni anno è irresponsabile.

Conte appare freddo e determinato, mentre dai banchi le urla sono continue. Le scelte di Salvini, prosegue,  rilevano gravi carenze istituzionali.  Perché  aprire una crisi in pieno agosto? Si tratta, evidentemente, di una decisione presa da tempo, frutto di imprudenza istituzionale, e generatrice di instabilità finanziaria. Fatta dopo il decreto sicurezza, manifesta opportunismo politico. Ed è contradditorio non ritirare i propri ministri. Oggettivamente è difficile tenere in carica i ministri dopo una mozione di sfiducia. E ancora: “Avete macchiato l'attività di governo, offeso me e i vostri ministri e sottosegretari. Offeso la verità dei fatti, offuscato le misure anti corruzione, le questioni aperte sulla terra dei fuochi, il codice rosso sulla violenza delle donne, il decreto crescita, il decreto dissesto, offuscato quota 100 e reddito di cittadinanza , puniti i truffati delle banche. Stavamo lavorando sul rilancio del Sud, sul  rilancio aziende per la ricerca, assunzioni pubblica amministrazione, il piano tariffario, la  riforma fiscale e quella tecnologica, sullo sport: altroché governo dei no. Ora tutto è stato compromesso: la riforma fiscale,  flat tax, giustizia, cuneo fiscale, il contrasto alle privatizzazioni, come fermare la fuga dei giovani, che è una grande sconfitta per l’Italia.  Salvini ha fatto un’operazione che ha portato distacco e disordine nel paese.

Ore 15.40 Conte inizia a parlare alle 15 in punto, interrotto continuamente dalle opposte tifoserie. Accanto a lui, siedono Salvini e Di Maio. Di Maio è imperturbabile, mentre Salvini sembra un agnello sacrificale. Abbronzatissimo, ascolta prendendo appunti e invitando i suoi alla calma.

La notizia arriva poco prima delle 15.40 con queste parole di Conte: “La crisi compromette l’esperienza di questo governo che qui si arresta”.

Il 20 agosto in un torrido pomeriggio si conclude il governo gialloverde, il cosiddetto governo del cambiamento,

Ore 14.30 Mentre tutti si occupano di cosa accadrà dentro al Senato, fuori c’è aria di “guerriglia”.  In un clima caldissimo, non solo meteorologicamente, i “guerrieri stellati” sono schierati al grido onestà onestà. Passano i leghisti sotto un assedio di insulti: “ traditori traditori”. I simpatizzanti del Movimento 5 Stelle urlano: avete abbandonato il popolo.

Solo l’onorevole Santanchè si ferma con i cronisti , e rilascia una dichiarazione chiara ed esplicita: ”si vuole formare un governo che ha paura delle elezioni, noi di Fratelli d italia siamo per la democrazia e si deve esprimere con il voto. Lega e fratelli d’italia sono fedeli senza inciuci”

A Palazzo Madama si respira un ‘ aria tesa, i giornalisti fanno pronostici, molti, con aria da intenditori dei segreti del Palazzo, sono al bar e confabulano nelle orecchie. Toninelli e Bonafede eludono la folla di cronisti assiepata all’esterno e si infilano in Senato dal retro. La tensione è massima.

 

Notizia in aggiornamento


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