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Politica

Nazismo uguale al comunismo, ora anche la Cgil se la prende (quando le fa comodo) con l'Unione Europea

mercoledì, 9 ottobre 2019, 09:49

Raro che la Sinistra se la prenda con gli organismi sovranazionali e, in particolare, con l'Unione Europea: è bastato, però, che nazismo e comunismo venissero equiparati per scatenare la protesta del sindacato ex comunista:

La Storia non si riscrive, la Memoria non si cancella. Il simbolo della Cgil è un quadrato rosso, come son simboli della CGIL falce, martelli e tutti i gloriosi simboli del lavoro. Simboli del riscatto del Lavoro e dal lavoro. Anarchico ed Ardito del Popolo, socialista rivoluzionario, resistente ai fascisti armi in pugno a difesa della Camera del Lavoro di Minervino Murge, parlamentare eletto nelle liste del Partito Socialista, volontario nella Guerra di Spagna e comunista, artefice della rinata CGIL nella Resistenza e del dopoguerra, costituente eletto nelle file del Partito Comunista Italiano fu Giuseppe Di Vittorio.

Questo andrebbe ricordato all’improvvido voto sulla Risoluzione del Parlamento europeo che eguaglia, di fatto, nazisti e comunisti, equiparandone nell’oblio simboli ed azioni. Compiendo un falso storico come attribuire al Patto Molotov-Ribbentropp lo scatenamento della Seconda Guerra Mondiale. Ma ancor più grave la pretesa della storia e della storiografia di Stato, questa sì tipica delle realtà autoritarie.

Chi si è battuto armi in pugno, è bene ribadirlo, marciava e lottava con i simboli del Lavoro, siano stati i soldati dell’Armata Rossa o i resistenti dei Paesi occupati. E giova ricordare che senza i sacrifici delle popolazioni dell’Urss la Seconda Guerra Mondiale avrebbe potuto avere esito diverso. La storia ed il presente della CGIL, dalla sua fondazione al periodo fascista, dal dopoguerra alla grande stagione delle conquiste degli anni Sessanta e Settanta, dalla lunga resistenza al neoliberismo ed alle ideologie della fine del lavoro e della centralità del lavoro nelle società postmoderne, è storia di quegli uomini e donne, spesso giovanissimi, che animati da quelle idealità che si vorrebbero simili ed eguali a quelle naziste e fasciste, dettero le loro intelligenze passioni e vite per la gran causa del riscatto del Lavoro.

O è necessario ricordare che i fascisti bruciavano le Camere del Lavoro, scioglievano i partiti di sinistra e comunista, uccidevano e deportavano al confino? O che sempre fascisti e servizi compivano le stragi di Portella delle Ginestre nell’immediato dopoguerra e mettevano le bombe nelle stazioni e nelle piazze piene di lavoratori e lavoratrici negli anni dai Sessanta agli Ottanta? Come CGIL rivendichiamo la grandezza della nostra storia e delle nostre radici.

L’ANPI, l’erede morale della Resistenza, ha già fatto sentire la propria voce fortemente critica, così come l’ARCI. In una intervista rilasciata all’organo dell’Anpi Patria Indipendente lo stesso Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli ha preso le distanze dalla risoluzione che attribuisce la responsabilità della Seconda Guerra mondiale al Patto Molotov-Ribbentrop.

Dopo avere detto che “affiancare nazismo e comunismo è una operazione intellettualmente confusa e politicamente scorretta [e] se riferita alla Seconda Guerra mondiale rischia di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici” ha aggiunto che “il problema nasce quando si entra nello specifico di passaggi storici che non possono essere sintetizzati, a equiparazioni inappropriate, a riferimenti che andrebbero accuratamente verificati. Dai parlamenti ci si aspetta valutazioni politiche e non certo di scrivere la storia”.

Come Segreteria della Camera del Lavoro e Segretari Generali delle categorie di Lucca chiediamo che il Parlamento Europeo ritorni sulla sua decisione, che riteniamo sbagliata e grave. Chiediamo altresì che gli Europarlamentari italiani, come del resto già fatto dal medico di Lampedusa Pietro Bartolo, consapevoli del ruolo di progresso avuto dai comunisti, i socialisti e tutte quelle forze sociali politiche e sindacali che a quella storia, simboli e valori si rifacevano e si rifanno, mutino la loro opinione ed il loro voto.


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