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Politica

"Salviamo la Bacchettoni": il mondo dello sport lucchese si ribella alla giunta Tambellini

giovedì, 30 luglio 2020, 11:40

di aldo grandi

L'assessore Serena Mammini deve avere una fervida immaginazione che alimenta costantemente fino a ipotizzare soluzioni che fanno a cazzotti con ogni ragionevolezza. E con lei anche l'assessore Ragghianti che, evidentemente, comprende di sport quanto noi di fisica quantistica. Non si può spiegare altrimenti la presa di posizione di 37 autorevoli personaggi cittadini impegnati a vario titolo nello sport lucchese i quali hanno redatto una lettera aperta il cui titolo, Salviamo la Bacchettoni, la dice tutta sul suo contenuto. 

Facendo un passo indietro, l'assessore Mammini, se la memoria non ci tradisce, nel 2019 aveva manifestato l'intenzione di procedere a ristrutturare l'edificio, effettivamente abbandonato a se stesso, inventandosi una piscina per disabili oltre ad altre strutture che non si capisce bene a che e a chi dovrebbero servire. Il benessere dentro le mura pare fosse lo slogan o qualcosa del genere. Risparmiamo i commenti.

Ecco, integrale, la lettera scritta dal comitato che si batte e si batterà per un utilizzo intelligente e utile della ex palestra Bacchettoni. Altro che piscine. E questo senza nulla togliere alle persone affette da disabilità che hanno bisogno di rieducazione. Non ci vuole la laurea, ma basta aver praticato un po' di sana attività fisica e agonistica, per comprendere che infilare una piscina in via Bacchettoni è ai limiti dell'umana comprensione:

Egregio Signori, 

Siamo un gruppo di persone attive a vario titolo nel mondo sportivo lucchese che, a suo tempo, hanno accolto  con favore e fiducia le indicazioni programmatiche in materia di sport presentate dal Sindaco Tambellini nella  sua campagna elettorale.  

In merito all’ipotesi di realizzazione di una vasca per la riabilitazione all’interno della ex cavallerizza di via dei  Bacchettoni, rilanciata di recente da alcuni esponenti dell’Amministrazione, riteniamo doveroso formulare  alcune considerazioni e osservazioni, che, ci auguriamo, possano contribuire allo sviluppo di un dibattito serio  e scevro da pregiudizi. 

Innanzitutto, spiace che una scelta così rilevante e impattante sull’intera realtà lucchese sia stata annunciata  senza  consultare  in  alcun  modo  il  mondo  dell’associazionismo  e  del  volontariato  sportivo;  ancor  più  sorprendente, in negativo, è che, di fronte ai primi, scontati, segnali di netta contrarietà a questa scelta  si sia  voluto, da parte di qualcuno, alimentare una sorta di “guerra tra poveri”, insinuando l’idea di un’insensibilità  del mondo sportivo verso le problematiche della disabilità: accusa, questa, strumentale e demagogica da  rispedire al mittente  senza  se e  senza ma; accusa  ridicola prima ancora  che ingiusta, visto che,  sul piano  dell’integrazione, lo sport è molto più avanti di qualsiasi altro ambito nel nostro Paese.

Premesso  questo, vorremmo esprimere con  pacatezza e senza dover incorrere nelle censure di sedicenti custodi del pensiero “di sinistra”, le ragioni per le quali il mondo sportivo lucchese è decisamente contrario all’ipotetica collocazione della vasca per la riabilitazione all’interno della palestra dei Bacchettoni. 

Una prima considerazione riguarda i costi, verosimilmente molto elevati, da sostenere per accogliere in una  struttura come quella dell’ex cavallerizza una piscina destinata a funzionare sia d’estate che d’inverno. 

Ma, a prescindere da questo aspetto, pur importante, la ragione principale della nostra contrarietà è un’altra.   Il nostro  territorio è afflitto da una cronica penuria di impianti sportivi idonei e molte associazioni, anche  importanti, operano in condizioni precarie. Il momento di emergenza che stiamo vivendo rischia di aggravare  ulteriormente questa situazione, con l’eventualità ‐ che speriamo possa essere scongiurata ‐  di utilizzo delle  palestre scolastiche come spazi didattici e conseguente sottrazione delle stesse alla loro funzione in ambito  sia scolastico che extrascolastico.

In  un  contesto  di  questo  tipo,  siamo  convinti  che  la  collocazione  della  vasca  per  la  riabilitazione,  ma  comunque  qualsiasi  tipo  di  vasca  anche  fosse per  il  solo  fitness, all’interno  della  palestra  di  via  dei  Bacchettoni  sarebbe  un  grave  errore  in  quanto  comprometterebbe  irrimediabilmente  l’unica  reale  prospettiva  di  uno  spazio  sportivo  all’interno  del  centro  storico,  posto  a  servizio  dell’intera  comunità,  in  primis  di  quella  scolastica,  ma  anche  di  tutti  i  cittadini,  giovani,  anziani,  diversamente  abili,  che  vivono,  lavorano o studiano nella nostra città.  Nel  centro  storico  l’unico edificio  ragionevolmente  idoneo a  svolgere  questa  funzione è  quello  di  via  dei  Bacchettoni: potrebbe farlo egregiamente se riallestito secondo criteri avanzati. Gli esempi non mancano, sia  in Italia che all’estero; un volume come quello può essere reso modulare e utilizzabile da molti utenti e per  un gran numero di attività e manifestazioni. L’investimento necessario a questo scopo, pur rilevante, sarebbe  inferiore a quello necessario a trasformarlo in parte in piscina, vanificandone di fatto le potenzialità.    

Il recupero di questa tradizionale destinazione a “palestra della città”, in passato svolta per decenni dall’ex  cavallerizza, è stato oggetto di un preciso impegno programmatico da parte dell’Amministrazione: è lecito  aspettarsi che tale impegno venga mantenuto, per il bene dell’intera comunità. 

Sperando di aver espresso le nostre motivazioni con sufficiente chiarezza, altrettanto chiaramente vogliamo  dire  che  riteniamo  giusto  dare  una  risposta  alle  esigenze  riabilitative  legittimamente  rappresentate  da  cittadini e associazioni. Tali esigenze meritano  di essere  soddisfatte in  tempi  brevi  (e  tali  non  sarebbero,  verosimilmente, quelli necessari per la trasformazione della Bacchettoni) e senza penalizzare inutilmente le  aspettative di tanti altri cittadini, disabili compresi, che hanno bisogno di spazi per fare attività sportiva.  

Anziché  vanificare  le  potenzialità  dell’ex  cavallerizza,  riducendone  drasticamente  gli  spazi  per  ospitare  la  vasca riabilitativa o anche una piscina comunque non omologabile a fini sportivi, è molto meglio ricercare  per la vasca riabilitativa una collocazione più consona, magari in prossimità di altre strutture e servizi  sanitari e una piscina fitness  non serve in quanto l’utenza lucchese trova già abbondante spazio negli impiantinatatori del territorio. Nel tempo necessario allo sviluppo di questo progetto, le esigenze di riabilitazione in  acqua  potrebbero  essere  soddisfatte  temporaneamente  utilizzando  la  piscina  del  Palazzetto  dello  Sport,  anch’essa non omologabile, per dimensioni, a fini sportivi, ma già in regola come struttura di servizio: questa  soluzione potrebbe essere resa operativa in tempi rapidi con interventi e costi assai più contenuti.  

A conclusione di questa nota, non possiamo non fare cenno a un altro problema molto sentito dal mondo  sportivo lucchese, che è la cronica mancanza di consultazione rispetto alle problematiche che lo riguardano. 

Mentre la Consulta, che già è strumento poco rappresentativo ed efficace per come è stato concepito, non  viene  convocata  né  ascoltata,  l’impressione  diffusa  tra  molte  persone  attive  nel  mondo  del  volontariato  sportivo è quella di essere oggetto di attenzione solo in campagna elettorale: per queste ragioni ci siamo  decisi a rendere pubbliche queste nostre considerazioni che riflettono il malessere del mondo sportivo, che  su questo come su altri temi che lo riguardano da vicino non mancherà di fare sentire la sua voce, in modo  civile e corretto, ma con la necessaria fermezza. 

Condividono “Salviamo la Bacchettoni” in ordine casuale: 

Renzo Marcinnò  Carla Landucci  Alessandra Nieri  Alberto Davini  Pier Giorgio Licheri  Lioniero Del Maschio  Andrea Lorenzetti  Dante Giuntini  Paolo Azzi  Stefano Pellecani  Gianluca Bacci  Mauro Guidotti  Roberto Tarfano  Claudio Frediani  Giannicola Bacci  Guido Pasquini  Leonardo Di Sacco  Sara Morganti  Maurizio Barsotti  Fabrizio Nieri  Andrea Lelli  Arturo Guidi  Sergio Martinelli  Ferdinando Caturegli  Giuseppe Fanucchi  Massimo Costalli  Emilio Masserati  Alessandro Bertolucci  Dino Petri  Luigi Pracchia  Ilaria Rosellini  Maria Paola La Selva  Paolo Cattani   Matteo Martinelli  Fabrizio Doveri  Lucio Nobile  Andrea Lombardi 

 


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