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Politica

Pellati difende Pardini candidato civico: o il centrodestra fa pace col cervello oppure perde un'altra volta

sabato, 11 settembre 2021, 23:21

di Francesco Pellati

Caro direttore,

siamo a quasi metà settembre. Come di consueto il cdx non ha ancora un candidato unitario a Lucca.

A quanto so l‘orientamento è verso un candidato non politico. L’ormai consueto uomo (o donna) espressione della “società civile” con il ruolo di conoscitore ed interprete delle esigenze e delle speranze dei concittadini, ruolo che un tempo era (e resterebbe) proprio dei Partiti: sono nati per questo.

Senza polemiche postume ed inutili: nel 2015 il candidato del CDX aveva identiche caratteristiche. Pur con qualche ovvia ingenuità da neofita della politica e dei suoi trappoloni, non ha vinto per un pelo. Ma se ci fosse stata compattezza nello schieramento di CDX avrebbe vinto comunque. La presenza di una lista di cdx che non lo sosteneva ha drenato quel 5% di voti, molto più di quanti necessari alla affermazione.

La politica non attraversa buoni momenti: magari il candidato giusto lo avrebbe, ma è ucciso in fasce dalle faide interne, dall’ombra che anche nel futuro potrebbe fare alla cordata che pro tempore è padrona del partito, oltreché dai veti dei partiti alleati, ognuno dei quali vuole imporre un suo candidato “civico”. Un bel ossimoro!

I partiti devono decidersi: o il candidato è “civico” e allora valgono competenze e capacità di leadership e ogni principio di appartenenza si attenua, oppure ci mettono un candidato politico scelto in casa.

Il principio della botte piena (il “civico” che porta voti trasversali ad personam) e della moglie ubriaca (la scelta e il controllo del “civico”) non sembra funzionare.

Non sfugge tuttavia che l’intreccio civismo/partiti è difficile: i partiti sono comunque portatori di voti, che, pur in termini sempre più residuali, sono il loro patrimonio e la loro ragion d’essere, vogliono garanzie prima di cederli a un terzo “civico” che non sono in grado di controllare soprattutto se eletto.

Il candidato “civico”, soprattutto se eletto, a sua volta deve rispondere più ai concittadini che, magari trasversalmente, lo hanno votato che ai partiti che lo hanno sostenuto.

Ne nascono diffidenze reciproche e qualche infortunio successivo, perché non basta essere eletti: bisogna saper governare, altrimenti sia il “civico” che i partiti sono mandati a casa con disonore alla successiva tornata. Esempio: la signora Virginia Raggi: ha vinto, ma ha sgovernato, Sondaggi: da oltre il 35% a meno del 20%. A casa con disonore insieme ai 5 stelle.

Per di più il CDX è perdente nelle elezioni amministrative. Cioè, scendendo per li rami dal politburo ai comuni da amministrare, l’impresentabile ideologia di sinistra si stempera in fiducia degli elettori alla credibilità del candidato. Se osservi le così dette “serie storiche” anche di Lucca, vedi che nelle elezioni politiche e da ultimo anche alle Regionali, il cdx prevale sul csn: Lucca si prospetta come una città a prevalenza “moderata”: una città “bianca”.

Ma se osservi i risultati delle comunali vedi la tendenza contraria: Lucca è prevalentemente governata da giunte di CSN.

Nello specifico lucchese mi sembra che nel 2015 il CSN non abbia vinto, ma che invece il CDX abbia perso: il risultato è uguale, ma ben diverse ne sono le cause.

Per quanto vedo io, ma può vedere chiunque ci metta attenzione, il CDX ripete oggi la pantomima: 1) candidato “civico”. 2) ma con diritto di scelta da parte di ciascun partito della coalizione, a prescindere dalle sue qualità e prospettive di successo. 3) veti e fuoco amico conseguente sul candidato proposto. Ognuno vuole il “suo”: ma che civico sarebbe se fosse espressione addirittura di un singolo partito? Se non riuscisse almeno a ottenere l’unanimità della coalizione?

E infine tutti sanno che quanto più civico è un candidato tanto più tempo ha bisogno per proporre se stesso e il suo progetto agli elettori. Il viziaccio di decidere il candidato “unitario” magari 40 o 60 giorni prima delle elezioni equivale a un insuccesso quasi certo.

Se la manfrina continua, diventa legittimo paventare che, ancora una volta, il CDX lucchese aspira a tagliarsi gli attributi per fare dispetto alle “mogli” della coalizione, mentre resterà senza i (sempre meno) virili attributi mettendo un’altra volta il Comune nelle mani sempre protese della improbabile sinistra.


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