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Politica

Morto il centrodestra: Mario Pardini abbandona il tavolo che non c'è mai stato e si candida da sé

martedì, 19 ottobre 2021, 14:07

di aldo grandi

Alla fine, dai e dai, lo ha capito anche lui. Questione, a nostro avviso, di dignità più ancora che di perspicacia. Mario Pardini, stando ad alcune indiscrezioni, avrebbe deciso di abbandonare, quantomeno sostanzialmente, il tavolo del centrodestra che, in realtà e almeno per lui, non c'è mai stato nel senso che la sua persona non è mai stata gradita né da Forza Italia e cioè dal senatore Massimo Mallegni, né dalla Lega e nemmeno, diciamolo una buona volta, dalle liste civiche cittadine. Pardini avrebbe gradito di essere considerato non soltanto una mina vagante, ma qualcosa di maledettamente più concreto anzi, se lo aspettava e se lo augurava. Il suo essere a fianco di Matteo Salvini o anche di altri esponenti regionali della Lega, più che una subordinazione o un ossequio era, in realtà, la speranza quando non, addirittura, la convinzione che sia Salvini sia la Lega provinciale lo avrebbero scelto come potenziale candidato. Qualcuno aveva anche tirato in ballo i buoni uffici del senatore Marcello Pera in quel di Roma per favorire il suo pupillo, ma, l'ex presidente del Senato che non ha certo perso malizia, arguzia e intelligenza politica, ha sempre detto che lui, con e dalla Lega e, soprattutto, da Salvini, non ha mai ricevuto impegni o promesse di alcun genere: della serie, sì, qualche telefonata quando ha bisogno di consigli o suggerimenti, ma, poi, chissà se conosce dove sta, geograficamente, Lucca...

Questo per dire che mai e poi mai Salvini si imporrà o imporrà un candidato che non sia di gradimento non solo dei vertici locali del suo partito, ma anche di tutte le forze del centrodestra perché il suo imperativo categorico è quello di arrivare alle elezioni del 2022 con il centrodestra tutto unito. Come a Massarosa o a Seravezza o in altre città della penisola. Con lui e la Lega che stanno con Draghi e Forza Italia mentre Fratelli d'Italia dovrebbe essere all'opposizione e gli italiani a prenderlo supinamente sotto la coda.

Il famoso tavolo del centrodestra buono, semmai e viste le dimensioni, al massimo, per una scampagnata o un pic-nic fuori porta, dopo l'ultimo forfait a causa degli impegni dei militanti e parlamentari di Forza Italia tutti a correre in Versilia da Roberto Brunetta, colui che vorrebbe stritolare chi non si vaccina e non ha il Green Pass - abbiamo ascoltato un suo intervento ed è roba da prenderlo a calci nel fondoschiena cosa che il sottoscritto, qualora gli capitasse a tiro, non esisterebbe a fare ovviamente sempre metaforicamente parlando - non ha più trovato occasione di convocazione. Certo, ci sono stati i risultati, straordinari per il centrodestra istituzionale, delle recentissime amministrative. Ma ciò non toglie che, ormai, appare evidente a tutti che Mario Pardini era non solo un intruso, ma un bel tacchino da inchiappettare  facendolo rosolare piano piano allo spiedo dell'attesa.

Ecco perché, alla eventuale prossima riunione delle forze politiche del centrodestra morto e defunto, Pardini manderà un emissario con l'incarico di annunciare l'addio ufficiale. 

La goccia, poi, che ha fatto traboccare il vaso già colmo, è stata l'indiscrezione che mentre lui aspettava la nuova riunione, gli altri andavano alla ricerca di Luca Leone, sì, proprio il nuovo che avanza o, se preferite, il vecchio che torna, anche lui come Pardini bravo figliuolo, classico fidanzato della figlia che piace soprattutto alla suocera, espatriato per un po' in cerca di fortuna e, adesso, espiate le esperienze politiche della beata incoscienza, pronto, dicono, a rituffarsi nell'agone politico cittadino.

Raspini, Pardini, Leone: tutti ragazzi ammodo che ispirano fiducia e fanno sognare.

Tutti ragazzi che in tempo di guerra utilizzano volentieri il fioretto al posto della spada e della sciabola. Ma fateci il favore. Lucca ha bisogno di gente che sappia prendersi in mano le responsabilità e caricarsele sulle spalle, che sia decisa e concreta, che ci metta la faccia e abbandoni i giochi di potere tanto cari agli amanti del passato. 

Se, come sembra, Mario Pardini ha rotto con chi non lo ha mai amato, forse è il primo passo verso una candidatura autonoma e fuori dalle regole dei partiti che, abbiamo visto, non vota più nessuno esattamente come nessuno compra più i giornali cartacei istituzionalizzati del mainstream. Forse non avrà l'appoggio di questi, ma quanto a dignità e a rispetto ne guadagnerà davanti all'intera comunità. 


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