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Politica

Uniti per la manifattura: "Ombre sulla svendita, la partita non finisce qui"

giovedì, 25 novembre 2021, 20:57

di leonardo orsucci

Oggi, dopo lunghe peripezie e proteste da parte della cittadinanza, è stato venduto all'asta il lotto relativo all'ex Manifattura tabacchi, affacciata su di Via della Cittadella. Quest'operazione voluta a gran voce dal sindaco Tambellini, in carica ancora per pochi mesi e prossimo a essere sostituito, ha però alzato più domande che risposte date le modalità dubbie e sospette con cui si è svolta.

L'associazione Uniti per la Manifattura, da mesi in campo per combattere contro la vendita di questo pezzo storico della città, ha commentato la vicenda in questo modo: "Non siamo stati sconfitti noi, sconfitti sono la trasparenza, la partecipazione, la democrazia e anche il buon senso e la ragionevolezza. Il sindaco, se avesse un minimo di coerenza se ne dovrebbe andare prima del previsto perché tutte le sue mosse si sono rivelate fallimentari e danni maggiori alla città e alle casse comunali sono stati evitati proprio dalla grande mobilitazione popolare. Con ostinazione il sindaco, senza che i due candidati alla sua successione Raspini e Vietina accennassero a dubbi di alcun tipo, ha voluto svendere il lotto più pregiato della ex Manifattura, una mutilazione che condizionerà tutto il resto."

Ad attirare l'attenzione degli osservatori più attenti sono state infatti le dinamiche con cui l'asta è avvenuta. A partecipare davvero all'asta è stato infatti un solo acquirente, cioè una società pistoiese denominata "Good City" costituita, stranamente, da un avvocato solo pochi giorni prima della stessa asta. Inoltre, la cifra finale con cui il lotto è stato venduto superava la base d'asta di soli due mila euro, rivelandosi così una vera e propria svendita di fronte agli occhi di tutti. Oltre tutto ciò, il capitale che la compagnia pistoiese sembra aver stanziato per la ristrutturazione ammonta alla cifra irrisoria di 10000 euro, abbastanza forse solo per comprare le carte ed i fogli del passaggio di proprietà.

L'associazione non ha quindi esitato ha mostrare i suoi dubbi su tutti questi aspetti ancora misteriosi: "Qual è il vero profilo del compratore? Quali i veri motivi dell'operazione? Quali le garanzie? Lo spezzatino della ex Manifattura tabacchi di Lucca è servito e la tavola apparecchiata, ma non sappiamo neanche chi è il gestore, chi c'è dietro, quali ulteriori trame si celino in questa squallida e vergognosa vicenda. Complimenti al sindaco e alla giunta: avete vinto sicuramente il premio per i migliori svenditori e privatizzatori della città, per i più bravi cementificatori e infine per i più ipocriti donatori di false promesse sulla trasparenza e la partecipazione. Non pensate però che la partita finisca qui."

Certo è che con la svendita della vecchia Manifattura si vada a perdere un importante pezzo di storia della nostra città e che il minimo, a questo punto, è che tutti i passaggi relativi alla sua cessione siano prima possibile illuminati e che il sindaco faccia immediatamente chiarezza. La questione è quindi tutta fuorchè chiusa e la popolazione, con l'associazione Uniti per la Manifattura in testa, è pronta a farsi sentire per chiedere delucidazioni e spiegazioni di fronte a tutte queste incongruenze.


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